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Venne maggio

Cartello : Il mondo che vorrei . E di seguito i logo di una caterva di sponsor. Impossibile non pensare a Naomi Klein (e a chi ha impostato la grafica). Visti i fatti comunque, il mondo che vorrei, pare proprio che non possa fare a meno di finanziatori, ancorchè meritevoli per impianti fotovoltaici e munifici in compagnie assicuratrici di bandiera. Senza il loro apporto, il concerto sarebbe stato a rischio. Era dunque nelle cose che la scaletta e le star di punta fossero in armonia con quello che è stato definito il maggior impegno degli sponsor.
Solo non mi è mai chiaro se questi divi che percorrono le generazioni senza saltarne nemmeno una, procurando in egual misura grappoli di extrasistole alle bisnonne e scariche d'adrenalina ai pronipoti, siano un segnale di qualità che prescinde dallo scorrere del tempo o di cattivo stato di salute della capacità di rinnovarsi della musica catalogata leggera rock pop o quel che è.
Certo, ma che senso ha cantare sono un ragazzo di strada adesso che ragazzi di strada lo sono diventati un po' tutti ?
Conosco poco Vasco Rossi, non fosse stato per De Andrè e per la premiata ditta Castellitto & Mazzantini che ha impiegato un suo brano in Non ti muovere, non mi sarei mai soffermata ad ascoltare la sua musica. Per il resto - ma è un mio limite - le sue canzoni, come quelle di altri pur celebratissimi, sono del tipo da un orecchio mi entrano e dall'altro mi escono. Non mi è sembrato tuttavia così sconveniente affidare a lui il ruolo di testimonial di importanti iniziative. Con i tempi che corrono e le difficoltà che si trovano a trasmettere idee di vera solidarietà, una platea di ottocentomila presenti e qualche milione a casa, diventa un'occasione preziosa.
Sia lodato dunque il fotovoltaico che ci ha permesso di ascoltare anche Marina Rei e Avitabile - eh si, le percussioni - quest'ultimo investito dell'importantissima missione di riscattare Portici. Non solo Orfane - belle- di- Papi, da quelle parti.















Passi che non abbia capito (tuttora) bene dove si trovasse, una piazza debordante e vivace,d'accordo,ma fondamentalmente ospite dei sindacati,in una manifestazione unitaria.

Jean Marie Le Pen, leader indiscusso e carismatico del Fronte Nazionale (oltre il 10% dei consensi al primo turno delle presidenziali) ogni primo maggio,cravatta e pochette color celeste giglio di Francia, marcia alla testa di un corteo nel centro di Parigi, anche quest'anno le Grand défilé avece Le Pen si è concluso sotto la statua di Giovanna d'Arco.Particolarmente atteso ,il suo discorso per la consigne de vote che però si è risolta nell'invito all'astensione massiccia e mentre qualche migliaio di manifestanti scandiva lo slogan Ségo, Sarko, même pipeau, Le Pen a lenire il disappunto dei suoi, ha spiegato che la légitime revanche sarebbe stata agguantata senz'altro, in occasione delle legislative del 10 e 17 giugno prossimi e che quello del 1 maggio andava inteso come primo discorso della campagna elettorale per le legislative.Una cronaca della manifestazione particolarmente "