martedì, 29 aprile 2008
18:02

In nome del popolo romano

Promettendo sgomberi e deportazioni, Gianni Alemanno cattura il voto delle periferie. Non è una novità dell'Oggi . Dal 1976 al 1985, una terna di Sindaci -  Argan Petroselli Vetere -  eletti nelle liste del PCI ed espressione di una classe politica di prim'ordine lavorò alla riqualificazione del territorio - si direbbe oggi - abbattendo le baraccopoli ed edificando le abitazioni per i cittadini , allora erano romani, che vi abitavano. Ma non solo. L'idea di Luigi Petroselli di un diverso rapporto centro - periferie come  appartenenza ad un 'unica città, espresso simbolicamente dall'Estate Romana e il parco archeologico dal Campidoglio all'Appia antica, al centro della città, in modo da far coincidere come diceva Nicolini il nome e la cosa Roma , si andava delineando.  Ugo Vetere, amministrazione specchiata, moralità e conti in ordine, buon ultimo, dovette cedere la poltrona di sindaco, sconfitto proprio in quelle periferie che aveva contribuito a risanare. L'alternanza - allora si votava con il proporzionale e il sindaco non veniva eletto direttamente -  non poteva essere elemento del dibattito post elettorale nemmeno nella forma elementare del fisiologico bisogno di cambiamento e, nello smarrimento generale di un partito comunista  che proprio allora cominciava ad interrogarsi sul proprio destino, fu concluso, non del tutto a torto, che, per un difetto di comunicazione, gli indubitabili vantaggi dell'amministrazione di sinistra, non erano stati opportunamente promossi tra i cittadini e che il difficile rapporto col sottoproletariato urbano andasse risolto con una maggiore presenza anche a costo di una vera e propria mutazione dei linguaggi tradizionali. In pochi pensarono che quel che stava accadendo non dipendeva solo da buone o cattive amministrazioni. I tre sindaci che negli anni successivi si alternarono, confermando gli elettori ogni volta, la Democrazia Cristiana al comando, consegnarono la città al degrado e alla corruzione. Signorello, Giubilo, Carraro, i comitati d'affari del secondo che ben anticiparono tangentopoli e le  imprese del terzo che guadagnarono a lui e ai suoi gli onori delle cronache nazionali. Era il 1993 quando con la mossa del cavallo rappresentata da un sistema elettorale differente, nuove le regole e nuovissimo, data la sua storia, il candidato, portammo Francesco Rutelli in Campidoglio. Oggi a distanza di quindici anni, la destra si riappropria della città. Chi ha proposto Rutelli candidato per il 2008, evidentemente  più che pensare al rinnovamento, ha ritenuto proporre l'incarnazione della continuità stimando il Modello Roma, vincente comunque. Invece la percezione è stata della riproposizione di un vecchio arnese dismesso dalla politica nazionale da riciclare come sindaco.E questo è valso per gli elettori ma anche per gli alleati visto lo scostamento di 60.000 voti  da Comune a Provincia e un diverso orientamento nel voto dei municipi.  Ma, Rutelli a parte, non è bastato nemmeno che a Roma il Pil sia salito più che in ogni altra città italiana, non sono bastate le Notti Bianche, la Feste del Cinema o l'Auditorium, la nuova Fiera di Roma o la metropolitana : la Roma che trae ricchezza dalla sua stessa vita ed ha instaurato in questi anni relazioni internazionali proponendosi come una città di prestigio mondiale, ha ceduto il passo ad un'immagine distorta, irreale di  città insicura, degradata trascurata dai suoi amministratori a vantaggio della facciata : il cinema prima di tutto.  Oppure  il consolidamento di  gruppi di potere accomodati in salotti immaginari che di tanto in tanto, i detrattori,  tra invenzione e desiderio indicano come luoghi di decisione. Una vecchia cantilena cara alla destra e anche a una certa sinistra del Rigore e dei Quaresimali.

Giocano in questo voto molti fattori dipendenti dall'andamento nazionale e più strettamente  legati ad esigenze territoriali: l'assillo della sicurezza con quella distanza tra percezione e realtà dei numeri che è stata la chiave di volta della vittoria della destra alle politiche, innanzitutto. Limitare la propria indagine ai soli confini del candidato sbagliato significa semplificare una questione che invece richiederebbe maggior sforzo analitico. Il Pd spero vorrà riflettere su un'antica magagna: il ricambio della classe dirigente che pure è un punto fermo nei propositi delle democratiche e dei democratici che hanno accettato di dar vita alla nuova formazione , importa un maggiore impegno in direzione dello spazio e delle responsabilità da conferire ai giovani,alle donne, ad esponenti della società civile. E' improbabile che  quand'anche si fosse voluto sottoporre alle primarie la candidatura a sindaco di Roma, ci sarebbero stati competitori credibili  per Francesco Rutelli. La sua campagna elettorale pur  generosa ma inevitabilmente  fagocitata dalla campagna nazionale e, al secondo turno, sebbene correttamente giocata sul''esaltazione dei risultati ottenuti e sull'antifascismo, non è riuscita ad essere convincente. Sulla sicurezza tema sensibile in una campagna elettorare ha dovuto  giocare di rimessa preso, come tutti noi, in contropiede da un utilizzo spietato da parte dell'avversario, di recenti episodi di cronaca.Una serie di concause, in definitiva, ne hanno accentuato la debolezza. Inutile recriminare o attribuire responsabilità dello sfracello a Veltroni : in cinque mesi non si risale la china del consenso perduto, non si approntano due campagne  elettorali difficili contestualmente rinnovando il partito. Credo che anche in caso di conta congressuale, la sua leadership non sia in questione. Tornando a Roma, chi  scrive appartiene alla scuola del rispetto per il popolo sovrano,pertanto è  giusto che Gianni Alemanno governi la città che il popolo stesso gli ha affidato. Pur non essendo insensibile ai saluti romani e alle spacconate, particolarmente sulle scale di Palazzo Senatorio, simbolo della Municipalità, più che l'arroganza dei vincitori brucia e immagino brucerà ancora per molto, la fine del Modello Roma, un progetto appassionante che  per arditezza e modernità, è stato il compedio ideale di un Fare Politico che riusciva a rendere disponibili e al servizio della città idee, sensibilità, ed esperienze. Un percorso di partecipazione che da Petroselli a Veltroni si è rivelato fonte di entusiasmo e infinite soddisfazioni. Ciò che è stato realizzato non potrà essere facilmente sottratto ai romani pena una sensazione collettiva di grande vuoto. E questo rimane motivo d'orgoglio e di una non piccola consolazione.

Nell'illustrazione il Tabularium realizzato in una galleria che unisce la parte vecchia e quella nuova dei Musei Capitolini

Al Centro il Museo Romano realizzato nella centrale elettrica Montemartini di via Ostiense.

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mercoledì, 11 luglio 2007
09:05

Défilé.De mode (probabilmente)

veltroni - gattinoniQuando, alla sfilata di Gattinoni, è  apparsa questa casacca in crêpe de Chine lamè con impresso il volto (piuttosto imbelloccito ) e il Motto - I care - del Primo Cittadino, il Più , in termini di Stupore , era stato visto. Infatti Mariotto aveva già spedito in passerella : le nove muse,una decina di divinità pagane (chiffon avorio e un delirio di plissè soleil) , la Teologia e una quantità infinita di citazioni e simboli stampati, ovvero costruiti,nel caso di stecche e gabbie argentee, su abiti gag. Dunque dopo il Monoteismo, l'Architettura, la Fisica e l'Arte primitiva - ecco a voi -  il Nostro Sindaco, simbolo anch'egli di una (ottava? nona?) ulteriore arte : la Politica. Non un sussulto dunque,salvo un dubbio - tra piaggeria e bon ton -  rimbalzato tra le signore ,dalle prime file alle retrovie : se non fosse parso "brutto" ignorare il capo e non fosse invece il caso di esprimere interesse all'acquisto.Fortunatamente, della casacca - capo unico - è stato fatto gentile omaggio alla first lady Flavia, cosicchè il problema (comperare - indossare-dove-quando) è immediatamente diventato, tutto suo. Gran respiro di sollievo, che ci ha infine consentito di battere, con entusiasmo decuplicato, le mani allo staff , dalle sarte alle premiere fino alle ricamatrici, una trentina di persone in tutto, che al termine del defilè sono salite in pedana a ricevere gli encomi. Bra-ve!!

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venerdì, 01 giugno 2007
07:15

Quaranta

sgt pepper

Festeggiamenti e gran spolvero di cover band,auditorium in pompa magna e collegamenti esterni ,per i quarant'anni dall'uscita del LP dei Beatles, Sgt Peppers Lonley hearts club band  nella minuziosa copertina del quale, a distanza di decenni, ancora mi perdo.

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mercoledì, 28 marzo 2007
12:39

Lectio solemnis (la cina è un po' più vicina)

roma1La lectio solemnis che il sindaco Veltroni ha tenuto all'Università Beida di Pechino è stata intitolata al Modello Roma , il progetto politico,  culturale,  di sviluppo economico e di inclusione sociale  che ha rappresentato il criterio guida del programma di governo del centro sinistra nella Capitale.L'idea,ha catturato moltissimo l'attenzione degli studenti tant'è che  domande proprio sul Modello Roma sono state formulate nel forum virtuale di People, la versione on-line del Quotidiano del Popolo,  (centotrenta milioni di accessi al giorno) all'interno del quale Veltroni ha  dialogato  con i lettori in occasione della visita al giornale.Ma non è tutto.La delegazione romana,porta a casa un nutrito pacchetto di accordi tra economico e culturali di notevole portata.A giugno 2008, l'Auditorium ospiterà il Festival Europeo ,quindici giorni di manifestazioni dedicati alle migliori espressioni artistiche cinesi tradizionali e contemporanee, (dall'opera, alla  musica, alla danza, ai fuochi d'artificio, alla fotografia, al circo e manco a dirlo ...al cinema) il tutto a ridosso delle Olimpiadi e  per un investimento di due milioni di euro interamente finanziati dalla Cina.Sarà quella l'occasione in cui la struttura verrà "cinesizzata" da scenografi e architetti di Pechino.Ma la vera notizia è l'accordo siglato per il  più grande centro d’Europa per lo sviluppo e lo scambio commerciale tra Europa e Asia. Entro la primavera 2008 aprirà infatti a Roma il “Marco Polo Center”, un polo espositivo di 140mila metri quadrati, di cui 55mila coperti, che sarà il primo showroom permanente in Europa.Il “Marco Polo Center” sarà dotato di 485 spazi espostivi destinati a ospitare altrettante società del sistema produttivo della Repubblica Popolare Cinese.Sorgerà (per la gioia di Capelli )lungo via della Magliana, in un ex stabilimento della Fiat ristrutturato.E’ in fase di progettazione una struttura analoga che ospiti in Cina (probabilmente a Shanghai) le aziende del Lazio.La notizia più divertente è che  Veltroni è stato definito dai chatters del Quotidiano del Popolo, un esempio classico di maschio italiano.Bah...

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martedì, 27 marzo 2007
05:24

La città di Roma per Adjmal e Rahmatullah

adjmal

 

 

 

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martedì, 27 febbraio 2007
15:27

Significanti ( e ovviamente , significati)

A me non danno noia e se non danneggiano,come credo, i supporti sui quali sono collocati,possono anche essere lasciati dove sono.Piuttosto l'inquietudine è un altra : Possibile che nell'epoca della Comunicazione non si sia potuto trovare un simbolo meno aberrante ?

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lunedì, 22 gennaio 2007
00:03

Self-cinema (adopt a movie)

Lo scopo è quello d'incoraggiare i distributori sempre più titubanti, l'idea quella promuovere film di qualità che per ragioni di mercato,difficilmente sarebbero proiettati nelle sale.Per questo, un gruppo di romani ha dato vita ad un'interessante iniziativa - Self-cinema -  che attraverso il meccanismo della prevendita rassicura gli esercenti garantendo alla pellicola una settimana di permanenza nelle sale.Si sceglie un film e lo si prenota presso alcune librerie,sei euro costa il biglietto e la raccolta continua fino al raggiungimento della cifra occorrente.Il primo film, l'Estate di mio fratello è di un giovane cineasta, Pietro Reggiani pluripremiato da numerose giurie di qualità in vari festival tra i quali anche quello di Tribeca ed è la storia delle fantasie di un bambino al quale è stata annunciata la nascita del fratellino.

Le librerie e i punti vendita  che partecipano all'iniziativa sono qui.Il resto,progetto,adesioni e schede film, compresa l'iscrizione alla newsletter  nel ricchissimo sito di Self-cinema

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sabato, 13 gennaio 2007
14:40

ter-mi-ni

Ieri il sindaco Walter Veltroni ha chiarito che la principale stazione ferroviaria,continuerà a chiamarsi Termini,nome evocativo di storia millennaria, elemento insostituibile dell'identità e delle consuetudini della città di Roma (e chi più ne ha più ne metta) e non Giovanni Paolo II, alla memoria del quale abbiamo già dedicato, con cerimonie in pompa magna, due steli nello scorso dicembre e tanto basta.Nel frattempo, un bell'Ordine del Giorno sui Registri delle coppie di fatto, aspetta di essere discusso nell'aula di Giulio Cesare.Facciamo presto e se occorressero un altro paio di steli intolate alla Sacra Famiglia Unita, i cittadini,nel rinnovare al Sindaco tutti i sensi della loro stima e del loro affetto, lo  esorterebbero volentieri , a non badare a spese.

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sabato, 06 gennaio 2007
22:42

Moratoria

L'illuminazione del Colosseo è un monito che Roma lancia al mondo perchè si approvi la moratoria così come proposto dal nostro governo al Consiglio di Sicurezza dell'Onu e sostenuto nel consueto modo forte e non violento da Marco Pannella con il suo digiuno.

Walter Veltroni 

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mercoledì, 18 ottobre 2006
19:30

l'italica squadrazza sbarca a Romafilmfest

 

 

La mitica squadrazza fascista sbarca alla Festa di Roma dopo aver attraversato galassie nemiche per alzare di una spanna la magra statura di Vittorio III Emanuele portandogli in dono l'arido Marte. Soprattutto dopo un paio d'anni di lavorazione in un set allestito in una cava alla Magliana che funzionando a pieno ritmo era, per via della scavatrice, in continua "evoluzione". Ciò non ha impedito il corso della storia e alle ore 15 del 10 maggio del 1939, testimoniano i cinegiornali Luce, avvenne il fausto atterraggio dei "Fascisti su Marte", parcheggiando la bagnarola littoria su una terra nemica immediatamente annessa all'impero. Un'impresa che la rossa storiografia nemica cancellò dagli annali negando l'onore sul campo e seppellendolo col dolo di una vittoria negata. Si deve all'attenta mano di Igor Skofic (con il sostegno economico dei prodi produttori Domenico Procacci e Valerio Terenzio Trigona) e alla preziosa testimonianza della Mente Unica e fascistissima di Corrado Guzzanti se questa Perla di Regime è stata riesumata e portata in gloria.
Il progetto imperiale del gerarca Barbagli, alla guida di un maschio manipolo di indomiti fascisti interplanetari (Marco Mazzocca, Lillo Petrolo, Andrea Purgatori e il balilla minorato Andrea Salerno), è portare romana civiltà sul pianeta e lustro al calvo mezzobusto del Duce. Si inizia intitolando con i bei nomi del regime l'aspra morfologia del luogo: Crepacchio ma non mollo, Valli Alida e via dicendo. Barbagli, negli occhi e nel cuore le parole scolpite nel marmo del massimo fascista, al quale è fedele più che alla madre (che caldamente ricambia), inaugura una nuova stagione di grandi opere «a bicarreggiata testimonianza». Tutto serve a rinfrancare l'animo dei suoi, più volte tentati di cedere a femminee debolezze, abbagliati soltanto dai sogni di gloria e non dal duro sudare quotidiano. Concedendo loro umana soddisfazione Barbagli abilmente moltiplica enti e associazioni: sono in quattro e ci sono cariche per tutti. E non basta. I suoi uomini hanno bisogno di un nemico da combattere, lo cercano inutilmente, lo aspettano per mesi, lo trovano: i Mimimmi, autoctoni immobili e rotondi come pietre, muti come pietre, pietre per l'appunto : "anglosassi", "omosassuali" e con altri insultanti aggettivi. Con astuzia il capo organizza un attentato a se stesso (che genio!) e subito proclama:
«A mali estremi, estrema destra».
La più breve guerra lampo della storia si conclude con la riduzione in schiavitù del popolo mimimmo, che immobile accetta la romana sottomissione e si chiude in un mutismo incomprensibile. E quando la squadrazza è presa dalla furia disfattista – manca l'acqua, manca l'aria, manco il cibo! - indomita sulle colline marziane brandendo la mazza appare addirittura la Madonna del manganello. Eppure mai fidarsi "di ciò che tira più dei buoi": Barbagli si oppone come può ma è costretto a cedere alla disdetta dei suoi quando arrivano le marziane corazzate di femminee curve. La ginnastica italica del salto sul carro dei vincitori rispetta le sue regole anche al di fuori dell'umana atmosfera. Barbagli resterà da solo, autarchicamente orgoglioso e fedele alla causa, con un'amara riflessione: «
Popolo italico, siete come i mimimmi, votate dieci volte l'anno gente che nemmeno conoscete... Siete pronti a lasciare le vecchie ideologie e guardare al futuro?».
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martedì, 26 settembre 2006
10:06

Businnes Street

I conti della Festa del Cinema sono presto fatti : due milioni e mezzo di euro investiti dalla Camera di Commercio,quattro milioni e mezzo dagli sponsor,tre milioni e mezzo dagli Enti locali.Non un centesimo dallo Stato.Il progetto è in piena sintonia col Modello Roma inaugurato dall'allora sindaco Rutelli, proseguito da Walter Veltroni e che ha visto crescere in modo esponenziale  l'economia di una  città,tradizionalmente fondata sull'edilizia e sul massimo utilizzo delle risorse archeologiche e  museali ma assolutamente inadeguata quanto a servizi e infrastrutture .La scelta di fornire servizi avanzati,congressualità,fiere,turismo ha pagato in termini economici.riversando su Roma ingenti capitali,ciò ha consentito di ampliare ulteriormente l'offerta culturale.La festa del Cinema è un importante passaggio di questo progetto.Centro artistico,culturale,proiezioni e tappeto rosso all'Auditorium, 20 sale cinematografiche in città più la Casa del cinema del Jazz  e della Letteratura in funzione ,Businnes Street a via Veneto dove sarà all'opera tra l'Hotel Excelsior e il roof garden dell'Hotel Bernini in cui sono state allestite piccole sale di proiezioni e punti d'incontro, una macchina silenziosa che cercherà di far funzionare il mercato,un luogo riservato ai Buyers and sellers,venditori e acquirenti di film non ancora finiti o in attesa di distribuzione o addirittura da  produrre di sana pianta.E' una scommessa ambiziosa ."Wait and see":intanto dei duecento buyers invitati 100 hanno già richiesto l'accredito e sono realtà importanti quali la Bavaria Film ,la Celluloids Dreams e la Pathe francesi,il media Asia Group,La Filmax spagnola e persino la Lakeshore Entertainment,oscar 2004 per "Million dollar baby".Il tutto nel tentativo di creare una postazione di mercato per il cinema italiano che ne è privo da quando la Mifed  di Milano (la fiera di settore )ha chiuso i battenti.Roma può essere un' occasione per inserire il cinema italiano nel network delle coproduzioni europee.La partita per il cinema non si gioca tanto sui film in concorso,le star,i parties benefici e gli stilisti pronti ad organizzarne di fantasmagorici,se vince Businnes Street vince la festa e vince il cinema italiano nel segno di una cultura che mentre migliora il livello di civiltà è anche un grande propulsore di sviluppo economico.

Scritto da sedlex in: modello roma
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venerdì, 08 settembre 2006
00:10

La notte bianca

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mercoledì, 26 luglio 2006
05:46

Che je voi di' ?

Non avevo dubbi che, passando la palla della trattativa tassinara romana,al mio sindaco,presto e bene , avremmo portato a casa,il risultato.

Scritto da sedlex in: modello roma
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