lunedì, 02 marzo 2009
12:16

Omaggio al premierato forte

BARBIE Merkel

Ne ha fatta di strada, in cinquant'anni,  la pupattola superaccessoriata - ville, piscine, fidanzati aitanti e mascelluti, vacanze a Malibù o ad Aspen, interi centri commerciali ai sui piedi(ni),  armadi, scarpiere e forzieri straripanti d'improponibili toilettes  -  una vita da ricca casalinga, solo di recente convertita al lavoro, cioè - non sia mai ! -alla professione sgomitante, come da computer portatile e cartella in cuoio, incluse nella fantasmagorica confezione. Barbie in carriera

Ma non contenta, eccola di nuovo pronta per l'ennesima trasformazione. Terzo millennio :  Non osa ancora  di mettersi a capo  di una Repubblica presidenziale ma si avvicina con  passi rapidi alla meta . Barbie Honour nel cinquantennale della sua nascita, festeggia la donna politicamente più prestigiosa dell'Occidente : la cancelliera tedesca Angela Merkel, riconoscibile dal tailleur scuro e dal taglio dei capelli svelto e severo rispetto agli abituali standard biondo-boccoluti della Barbie classica. Sembra più Hillary, a dire il vero,  ma non fa niente. L'importante è il messaggio . Non più scettro monarchico ma leggio repubblicano in perspex. Si è perso in fantasia e un po' in bellezza ma si guadagna in realistica sobrietà. E in potere. Lamentarsene sarebbe inopportuno

 

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lunedì, 04 agosto 2008
11:27

Uso di mondo

Lella Bertinotti, alle prese con le domande piuttosto pepate  di una recente intervista, ha chiarito che lei  i Ferrero a casa di De Benedetti ce li ha incontrati spesso (sottintendendo : che vuole quello da mio marito, con questa storia dei salotti che allontanerebbero la sinistra dalla gggente ? ).Tanto è bastato perchè la compagna di Ferrero - per non essere da meno, come direbbe Jannacci - scendesse in campo replicando che sì ,  ogni tanto qualche mondanità se la concedono  anche loro, i granitici esponenti  della sobrietà rivoluzionaria,  ma che quando questo accade, tornando a casa, non mancano mai d'interrogarsi  sulla Redistribuzione delle Ricchezze. Lo dice con l'enfasi che un simile argomento richiede - manco si trattasse di obbligatori esercizi spirituali, o di una sorta di lavacro o, più probabilmente,  di un tributo da pagare al senso di colpa - lasciando peraltro intendere che certi personaggi, invece che l'attico o il piano nobile dei palazzi in centro, abitano direttamente la Grotta di Ali Babà. Esaurita l'annosa polemica sulle barche e i titoli nobiliari ( persino Enrico Berlinguer ne era vittima) , sulle scarpe di D'Alema e il debutto in società della sorellina della Melandri al Grand Hotel ( o era l'Excelsior? Bah), ora il moralismo imperante si esercita  sui salotti, rei del disastro, della sconfitta e dell'annacquamento ideologico. Sarà, ma fatte le debite proporzioni a me pare che questa del far salotto sia un'abitudine inveterata e assai più diffusa di quanto sembri,  senza contare  che normalmente quelli che strillano di più sono i Piccoli Desideranti, coloro cioè che per un the freddo a casa De Benedetti, venderebbero la propria madre . Più la crisi della sinistra, se di crisi si tratta,  si presenta complessa e senza via d'uscita, più il dibattito tocca punte di conclamata imbecillità  tra motivazioni fantasiose e inconsistenti e banali rivisitazioni di vecchi luoghi comuni che resistono all'usura del tempo, ai crolli dei muri, alla globalizzazione e alle invasioni barbariche. Può succedere l'Impensabile, la colpa ultimamente è sempre del sommier di casa Tal dei Tali e dei di lui ( o lei )  ospiti che hanno tradito Causa e Fede tra una chiacchiera, una congettura e un bon bon. Magari fosse, sarebbe assai più semplice  ottenere il ritorno delle passioni e il recupero dei consensi perduti : basterebbe chiudere quei luoghi di perdizione,  d'autorità o per decreto, ovvero  proibire i dopocena e le barzellette nel fumoir.  Ferrero ( & signora) non sono certo Piccoli Desideranti,  visto che qualche devianza, di tanto in tanto se la concedono. Tuttavia  richiamando la questione dei salotti nell'ufficialità del congresso rifondarolo, è probabile  che il nuovo segretario intendesse fomentare l'odio di classe. Nei confronti di De Benedetti? Macchè. In quelli  dei coniugi Bertinotti. Dopo aver battuto l'avversario e con qualche furbizia riportando ben otto voti di vantaggio, ci si può permettere di stravincere. Non so cosa pensino i simpatizzanti di Rifondazione che una settimana sì e l'altra pure vengono presi per il naso, ora da chi va a fare spettacolo ma con gli indios nel cuore, ora da chi confessa di frequentare le case dei notabili  per obbligarsi a pensare ai poveri. Una delle critiche più ricorrenti che gli avversari politici rivolgono alla sinistra, è quella di avere un pessimo rapporto con la realtà. Più che pessimo, ha tutta l'aria di essere alterato.  Non rimane che sperare che in queste loro, quantunque sporadiche e sofferte frequentazioni, ai vari Ferrero,  rimanga appiccicato addosso, oltre che l' insopportabile senso di colpa, anche un po' di quello che viene definito  uso di mondo, qualcosa che andrebbe oltre l'utilizzo delle posate e dei bicchieri giusti, complicazione  che però tutti possono imparare ma che di fronte a controversie - anche non salottiere -  che virano al pianerottolo, suggerirebbe un contegnoso silenzio.  Invece di  inginocchiarsi sui ceci e sui cocci riflettendo sulla redistribuzione, certuni potrebbero mutare esercizio e dedicarsi alle buone maniere e al rispetto. Anche le masse, impegnate di questi tempi a fare i conti con ben altri grattacapi, ne sarebbero, credo, assai sollevate.

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mercoledì, 04 giugno 2008
15:14

Adieu petite enervé ( ma plus belle histoire...)

Youkio Mishima dopo averlo incontrato a Tokio disse di lui che aveva nervi d'acciaio ma è possibile che alludesse alla capacità di Yves di affrontare il suo male de vivre con consapevolezza e dignità. Adesso che se n'è andato il più intellettuale dei coutourier francesi, fioriranno le biografie sulle origine algerine, sull'infanzia violata, su quella partenza per fare il militare in Algeria che gli costò un'interruzione della carriera e  l'ospedale psichiatrico. Al di là della nutrita annedottica, di lui restano naturalmente le ricche collezioni al numero 1 di rue Léonce Reynaud,  sede della Fondazione Pierre Bergé - Yves Saint Laurent, dove tra cascate di accessori ( spille, cappelli, orecchini) e gli schizzi della collezione disegnata per Dior e per se stesso,  è possibile ammirare i bozzetti per Belle de Jour (1966 ) per l'Aquila a due teste di Cocteau (1978) e Subway di Luc Besson (1986) oltre che i costumi per gli spettacoli di Roland Petit per Zizi Jeanmaire e quelli per Nureyev e Margot Fonteyn .

Il segreto del successo di  Yves Saint Laurent, però  è presto detto e  racchiuso nei costumi che Catherine Deneuve indossò - guarda caso -  in  Belle de Jour di Buñuel :  l'abilità di appropriarsi degli stessi strumenti della borghesia per distruggerne gli elementi di conservatorismo.  Difficilmente  ci si può rendere conto, fino a che punto Trapèze, potesse essere nel 1958,  una collezione che rivoluzionava ogni dato acquisito dalla moda e ogni imperativo sui canoni estetici femminili. Via la giacchetta o l'abito strizzato  al punto vita dal quale partivano le gonne a corolla , emblema del new look de Christian Dior, del quale giovanissimo Yves Saint Laurent aveva ereditato la direzione della Maison. Largo a giacchine destrutturate, a scatola, sopra gonne dritte ma morbide mai fasciate, ovvero al foureau che prende forma e vita solo quand'è indossato. Sembra che il corpo un po' si voglia nascondere, ma è un abile trucco che anni dopo sarà demistificato con l'ingresso in grande stile del nude look, con le sahariane, con lo smoking tuxedo per donna che  negli anni 70 stravolgerà il concetto di abito da sera . E poi ancora bluse, caban e, vero simbolo dell'epoca  : la giacca da marinaio. Tutto in lui fu anticipazione reinvenzione interpretazione e celebrazione dell'esprit du temps. A lui si deve quello stile androgino che molto sapeva di futuro quanto ad inclinazioni, usi e costumi. Yves aveva smesso di lavorare da qualche anno, il motivo, sempre lo stesso, quello per il quale altri suoi colleghi avevano abbandonato. Un po' le metodologie artigianali che mal si conciliano con  regole di mercato  che oltretutto lasciano poco spazio alla creatività, un po' per il gusto che cambia che tira a ciò che appare anche se di  serie e che non lascia più spazio per l'accuratezza, il perfezionismo, la meticolosità nella confezione. Di Yves Saint Laurent, mi piace ricordare la sistemazione de le  Jardin Majorelle di Marrakesh, immerso nel blu indaco, nei profumi dell'Atlante o del deserto che di notte si tinge di acciaio azzurrognolo e Ma plus belle histoire d'amour  di Barbara, che Catherine Deneuve dedicò  a Yves nella sua serata d'addio, l'ultima sfilata.

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lunedì, 17 dicembre 2007
22:50

Il diavolo .Probabilmente.

Un viaggio esoterico che comincia  con l'annuncio ad un pastore dormiente e si conclude con un altro pastore che è la personificazione della Meraviglia, a braccia spalancate  innanzi  ad una visione soprannaturale , comporta necessariamente un percorso disseminato di spiritelli e figure demoniache che talvolta si manifestano sotto forma di personaggi dall'apparenza innocua,altre volte occupano posti di rilievo, come per esempio nel  caso indicato qui sotto :  la grotta che secondo le più disparate  interpretazioni  rappresenta,il punto di contatto con gl'inferi ma  anche la linea di demarcazione tra sacro e profano, bene e male, razionale ed irrazionale , ospita nella parte inferiore nientemeno che il demonio in persona.

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Ma non basta, quando meno te lo aspetti il diavolo può spuntare persino lungo il tragitto destinato al corteo dei Mori. Siamo lontani dalla visione ingenua e sorridente dei pastorelli che rendono omaggio al Divino Bambino della mangiatoia.Qui il percorso è costellato di dolore - la strage degl'innocenti è un momento di crudeltà e di violenza inauditi nella rappresentazione dei soldati che squartano le piccole vittime sotto gli occhi di  Erode  che domina la scena dal suo castello in cima ad un'alta collina e poi ancora schiere di mendicanti storpi , osti, monaci, zingari, c'è tutta un'umanità carica di simbologia pagana adattata al cristianesimo a compiere questo viaggio verso il riscatto. Poveri che percorrono strade analoghe a quelle  dei cortei regali ,insiemi che sono retaggi di antiche quadriglie carnevalesche e processioni medievali : il tutto concorre ad una dimensione metastorica in cui non vale la pena di stare a sindacare se sia congrua o meno la presenza di odalische vestite da dame seicentesche o se fosse o meno nota, la pesca con la mosca nella Galilea di Gesù. Soprattutto l'intera rappresentazione vive nel segno  di un ' ambivalenza continua : nel Bambino che nasce povero ma è Re, nella cometa che indica la strada, illumina il cammino ma è anche  presagio di sventure,nella vergine partoriente , negli Innocenti comunque Giustiziati.Come se da questa nascita  che avviene in un clima di Ordine sovvertito, ci si aspettasse l'avvio di una sorta di altro  Ordine delle Cose. E il diavolo perennemente in agguato probabilmente è un monito, un avvertimento.Un indizio di difficoltà disseminato sul percorso.

 

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sabato, 15 dicembre 2007
22:20

Operazione Cappello ( Profumo & Castigo)

L'immagine di Gabrielle Coco Chanel cominciò ad appannarsi nel 1936 quando la crisi economica e sociale che sconvolse la Francia, raggiunse la Chanel Modiste che nella sua sede al 31 di rue de Cambon, impiegava oltre 300 addette. Del tutto inaspettatamente una mattina di giugno, sulla facciata dell'edificio comparve uno striscione con la scritta "occupato".Il confronto con le dipendenti che rivendicavano più correttezza e salari adeguati  fu molto duro. Allo scoppio della guerra, quando le cose sembravano essersi risolte, Mademoiselle si vendicò, chiudendo l'atelier senza apparente motivo. Fu però l'inizio di una parabola discendente che la vide prima dedicare la propria esistenza a quel che rimaneva della mondanità parigina, poi dal 1943, ossessionata da un possibile ruolo da ricoprire nella risoluzione del conflitto cercò in tutti i modi d'incontrare Churchill che era un suo vecchio amico, per convincerlo ad accettare colloqui anglo tedeschi. Nonostante l'avallo di Himmler, ottenuto tramite il suo amante l'ufficiale tedesco Von Schoenbeck,l'Operazione Cappello pur curata nei minimi particolari,non riuscì.In compenso gli ozi del Ritz  e le affettuose amicizie con i diplomatici tedeschi , le costarono, all'indomani della liberazione, il marchio più infamante : quello di collaborazionista.Seguirono la prigione, il discredito e l'abbandono degli amici di sempre.Solo nel 1954 fu possibile rimettere in piedi l'atelier ma la cerchia di amici si era irrimediabilmente assottigliata,un po' per i suoi trascorsi,un po' per il carattere che con il passare del tempo era divenuto insopportabile.

coco apartments 1445996645_2c3e1a83c5_oUna bella biografia racconta la vicenda di Mademoiselle ed è di Paul Morand, l'Allure de Chanel ,tradotta in Italia da Maurizio Ferrara e intolato  Chanel ,Morand che conosceva assai bene Gabrielle, sostiene che in lei  la sofferenza segreta era un tutt'uno con l'arrivismo sociale dato da infanzia oscura, vissuta tra orfanatrofi e cittadine di provincia con lavori umilianti e malpagati  e come  queste tristi esperienze si risolvessero nel desiderio di far male, una sorta di  bisogno di castigare, alludendo con ciò anche alla rivoluzione operata nel Costume attraverso l'invenzione di abiti dall'aria dimessa, destrutturata soprattutto se  paragonati a quelli che la moda imponeva in quegli anni e in un atteggiamento senza scrupoli e riguardi che si divertiva a inventare la povertà per miliardari  e la semplicità dispendiosa. Che dire poi del rivoluzionario Numéro 5, un profumo totalmente chimico,costruito in laboratorio negli anni 30 e per di più da un'azienda non professionalizzata,non dedicata  cioè esclusivamente al Profumo come era d'obbligo allora.Uno schiaffo ai Nasi di Francia,  alle tonnellate di gelsomini, iris e rose messi a macerare per confezionare le essenze tradizionali.La definizione di  angelo sterminatore dello stile del diciannovesimo secolo , per dirla ancora con il suo amico Morand, allora le si attaglia. E probabilmente anche nel rapporto ambiguo con il nazismo ci sono tratti di segreto e inconfessato  revanchismo rispetto a quegli amici, da Cocteau a Colette a Paul Reverdy che formavano il Gruppo dei 6 e che, dopo la prima guerra mondiale l'avevano introdotta nel bel mondo,sostenendo di fatto la sua ascesa, un evento  senza precedenti. Gabrielle Chanel morì l'11 gennaio 1971 dopo aver riportato in auge la sua azienda e la sua griffe. Si trovava  nella sua mansarda al Ritz dove  visse oltre quarant'anni  e dove ancora sono custoditi  i suoi arredi sfarzosi .Era una domenica,il giorno più odiato da questa donna per la quale il lavoro era diventato la sola ragione di vita. Il giorno in cui capitava  talora d'incontrarla sola su una panchina dei giardini del Palais Royale,sotto le finestre dietro le quali credeva d'intravedere le sagome di Cocteau o di Colette che l'avevano già lasciata molti anni prima.

Chanel è un libro di Paul Morand edito da Novecento

Coco Chanel è un libro di Henry Gidel edito da Lindau

Nelle illustrazioni Coco Chanel ritratta  da Horst P Horst  nel 1936. Al centro la dormeuse della mansarda al Ritz foderata di raso di seta ecru ( la stessa sulla quale è adagiata nel ritratto di Horst)  alle spalle, un paravento di lacca cinese (che in foto rende poco)  e infine Coco novantenne nei giardini del Palais Royale.

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domenica, 30 settembre 2007
14:58

Second Strike (quando la lotta si fa dura)

strike Mi piace molto questa piccola  notizia dello sciopero IBM svoltosi il 27 settembre, old fashioned way, a mezzo picchetti e volantinaggi in tutte le sedi della multinazionale  con lavoratori in carne ed ossa ,  più .. contestuale  presidio degli avatar  aderenti a Fiom Film e Uilm su Second Life . Abbigliati informalmente, in puro stile sciopero e forniti di kit atti alla bisogna, con grandi cartelli, gli avatar  informatici, intenzionati a chiedere agli avatar manager di non abolire il premio di produzione di mille euro annui per gli oltre seimila dipendenti dell'impresa, si sono dati convegno  sull'isola IBM Italia in Second Life. Inevitabile,nonostante un consistente sforzo organizzativo, un po' di iniziale confusione  data da  tutti gli avatar che si affollavano e volevano parlare tutti insieme, incrociando domande e risposte in varie lingue mentre erano intenti a rincorrere frasi che, dato il sistema di dialogo in SL, scomparivano dallo schermo in pochi secondi . In prima fila, Davide Barillari, delegato dell'Rsu di Ibm Vimercate, che con certosino e sindacale impegno  distribuiva consigli e notizie :Intorno alle 15 la prima dichiarazione : Abbiamo superato i 1.000 avatar, provenienti da 23 diversi paesi, meglio di quanto speravamo. Partecipano tutte le Rsu di Ibm, e in più abbiamo sentito anche Wind e Vodafone.Va da sè che intorno alle ore 20, come del resto accade anche nella First Life, non s'era cavato il ragno dal buco ma gli avatar  in sciopero  erano egualmente soddisfatti per aver assaltato l'Ibm Business Center interrompendo una riunione di manager su come ridisegnare il sito web dell'azienda (anche questa non è nuova come pratica ).Il presidio è andato avanti a lungo mentre ospiti e curiosi tra i quali, anche un monaco buddista in preghiera,si affollavano ad ammirare la performance dell'artista Gazira Babeli che ha creato migliaia di super Mario Bros lanciandoli in un pacifico assalto dell'edificio principale. Alle ore 22 dopo 12 ore di protesta che avrebbero sfinito chiunque ,la manifestazione è stata sospesa.

Strike

In tutto ciò, va dato atto ai lavoratori dell'IBM di aver inventato,  in un 'epoca in cui i rinnovi contrattuali hanno lo stesso appeal mediatico della vecchietta investita sulle strisce,una formula che senza rinunciare alle tradizionali forme di lotta,ha avuto una risonanza ed un impatto fortissimi.Senza considerare i resoconti  entuasiasti e divertiti dei partecipanti impegnati a trovare varchi per interrompere la riunione dei manager e a offrire il teletrasporto agli altri compagni.Così entusiasti da chiedere a gran voce,come si vede nell'illustrazione,la firma del contratto su Second Life.

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martedì, 25 settembre 2007
20:50

No Prediche

Ingresi11L'insulto è impresso -  tre metri per sei -  in  cartelloni pubblicitari affissi per ogni dove. La committente, una casa di mode che invece di abiti  e pullover,  esibisce un corpo nudo prosciugato dal digiuno e dalla disperazione. No anorexia - No Lita, avvertono due scritte poste ai lati della modella che ha le stesse fattezze di una sopravvissuta a Buchenwald . No Lita è  il marchio di fabbrica di una collezione : abiti  informali per giovani donne.Tutti applaudono. Bisogna mettere paura a queste ragazze un po' sciocche che per correre dietro alle mode saltano i pasti, - guardate un po' come ci si riduce  - ed ecco che lo spettacolo da orripilante dovrebbe diventare educativo.Si ricomincia con le prediche e i messaggi edificanti. Come se l'anoressia fosse un disturbo da disordine alimentare e non un malessere, una sofferenza dell'anima rispetto alla quale non ci sono campagne pubblicitarie scioccanti  o alleanze tra governi e stilisti che tengano.Tutte misure queste che, ammesso fosse davvero l'Imperativo della Moda ,il colpevole, non riescono nemmeno ad ottenere l'obiettivo minimo  che si prefiggono.Tant'è che dopo aver criminalizzato le donne magre ( ultima in ordine di tempo, Miss Italia, che per la verità sembra una ragazza piena di salute) la passerella continua tranquillamente a ricusare la taglia 42 come del resto è sempre stato.Un inutile trambusto in cui c'è sempre qualcuno che coglie l'occasione per  dirti come devi essere. Ma grasse o magre,il Malessere meriterebbe maggior rispetto e laddove non fosse possibile parlarne senza esibizioni e grancasse,un solidale silenzio, sortirebbe migliori effetti. Chi è malato ha bisogno di cure e di amore da elargirsi lontano dai clamori.Le ministre pensino ai Centri e alle attivitità di sostegno e lascino stare le passerelle e la pia illusione che la Campagna dei nostri Sogni  "Sii te stessa" possa mai essere sostenuta dal Mercato.

(Non pubblico la foto inflazionata di Isabella Caro non per disgusto ma per pietà,compassione, solidarietà con il dolore. Ho messo un dipinto di Ingres per ricordare che all'epoca di cui trattasi alle donne veniva chiesto di essere in carne)

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lunedì, 10 settembre 2007
01:07

La révolution n'est pas un dîner de gala

pranzo di galaStava scritto sui muri di Parigi . Non fatevi illusioni, era il messaggio, ma anche non siate superficiali. Questo lo imparammo a nostre spese negli anni successivi, in un lungo estenuante percorso segnato da sconfitte e tragici errori e ancora oggi che le rivoluzioni sono diventate , tra tristezza e sfortuna,  altre , il monito permane di tutta attualità. Altri avvertimenti  sollecitavano la formazione di un'attrezzatura culturale - Studiate studiate studiate - .l'importanza dell'avversario e delle future battaglie da ingaggiare, lo imponevano . Diversa storia da quella che si dipana sotto ai nostri occhi ogni volta che un qualsiasi movimento di protesta si forma e scende in piazza sciorinando tutto il corredo : entusiasmo, proposizioni, asserzioni, voglia di contare, e naturalmente di vincere. Ma allora, chiosarono autorevoli intellettuali, si doveva uccidere il Padre. Qui mi pare proprio che se ne sia alla spasmodica  ricerca .Con tutto quel che comporta in termini di urli schiamazzi e desiderio di visibilità. Lo si vede da mille indizi : il candidato forte , il leader carismatico, il sistema politico che porta a decidere più in fretta, l'innamoramento per le boutade di Sarkozy, nuovissima incarnazione  del decisionismo stizzito. Fortunatamente, sono passati i tempi in cui l'ufficialità dei partiti guardava a questi  fenomeni con sufficienza,troppi tragici errori di sottovalutazione sono alle spalle. Così, visto che da più parti viene detto che con il Fenomeno di questi giorni, si dovranno fare i conti ,che si facciano, sempre che il movimento che col Fenomeno s'identifica, abbia un respiro talmente lungo da resistere oltre il tempo dei girotondi, del movimento per la pace e dei disobbedienti , tutte formazioni che,  sulla scorta di ben altre premesse, si sono dissolte o hanno perso consistenti pezzi  al terzo o quarto impatto con il Muro di gomma - le istituzioni in versione dialogante o militare, lacrimogeno in canna  -  o alla presa d'atto che tutto quel girotondare,sfilare e in alcuni casi, prendere le botte, non produceva risultati immediati . Anzi. Portare un considerevole numero di persone in piazza, grazie alla possibilità di sfruttare il richiamo di un nome famoso, sollecitando pulsioni elementari, sfruttando una fase di disagio e disorientamento,utilizzando potenti casse di risonanza, non è difficile. Il difficile sarà mantenere alto il livello dell'attenzione contrastando l'inevitabile  scoramento dato dai tempi lunghi e dal probabile insuccesso. Internet non può tutto. E' un trasmettitore  ma nulla più . Va riempito di contenuti. Invariabilmente il movimento che disprezza la Politica, non potrà fare a meno di confrontarsi con la Politica. La stessa proposta di legge d'iniziativa popolare, porterà il Fenomeno a misurarsi con le Regole. E se il Fenomeno pensa di andare a Palazzo accompagnato dall'analfabetismo politico e istituzionale di cui si va vanto, il Palazzo si comporterà al solito : fagocitando o stritolando.Tertium non datur . Cambiare lo stato delle cose è una magnifica ambizione,la migliore che io conosca  ma comporta una visione politica d'insieme e un rigore che manca a tutti coloro che credono che vi siano automatismi tali da produrre  reale rinnovamento.La révolution n'est pas un dîner de gala.Se ne accorgeranno.

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mercoledì, 18 aprile 2007
07:34

Observatoire Presidentielle 2007

blogopole_complete

Internet irrompe nella campagna elettorale francese, come era già accaduto nel Referendum  sulla Costituzione del 2005 ma in modo del tutto nuovo rispetto al passato.I principali candidati, hanno creato  siti di riferimento attraverso i quali sono espressi sia i contenuti di campagna elettorale che i dati ,le notizie,gli appuntamenti,i programmi e i dibattiti on line nei i quali  interagiscono centinaia di blog aperti dai sostenitori.Particolarmente attivi i Socialisti con i circa millecinquecento blog dedicati a Sègolene Royale, coordinati dal curatissimo  Désirs d'avenir che lavora incessantemente da assai  prima delle primarie e che ha guadagnato ai socialisti ben 16.000 iscrizioni on line .Il sito che invece segue nel modo migliore le novità della rete e che può aiutare gli elettori ad orientarsi nella  campagna elettorale è l'Osservatorio presidenziale 2007  che si propone di analizzare la parte di web  dedicata alle presidenziali allo scopo, come avverte la proprietaria RTG SAS, nella home page,di agevolare il dibattito politico ma anche di avviare un ragionamento  sulle relazioni tra politica e Internet.Nella foto è indicata la Blogopole una guida alla dislocazione dei blog politici, cliccando sull'immagine appare una mappa analitica strutturata per partiti, candidati e blog afferenti che ne facilita la raggiungibilità.Sullo stesso sito, si può verificare l'andamento di ciascun soggetto con il tendenzometro che permette di seguire il rumore informativo prodotto da ogni candidato.Mi sono fatta sedurre anch'io da questo strumento che ho inserito nella colonna a destra.Se si pensa ai lustrini dei siti o dei blog aperti dei nostri politici che poi finiscono, passata la campagna elettorale, per diventare tombe virtuali,ci si può rendere conto come Internet nella politica italiana è considerato meno di un('inutile) campagna di affissioni.La missione scientifica dell'Osservatorio Presidenziale si realizza, oltre che nei grafici di sorprendente chiarezza, anche in alcuni studi,particolarmente interessante quello sul Le web et le débat sur la constitution européenne en France occasione quella, in cui Internet ebbe un peso determinante sull'esito grazie all'azione di propaganda dei blog.Tra i siti più tradizionali ma non meno ricchi d'informazioni  ad uso degli elettori c'è  senz'altro Quel candidate  per naviganti disorientati ed incerti,  creato dalla Dauphinè Liberè un quotidiano di provincia ,ha costruito la sua fortuna con il test Quel candidat vous ressemble ? Che mettendo a confronto le risposte degli elettori con quelle dei candidati, stabilisce con buona approssimazione il grado di affinità politica.Le domande non sono affatto peregrine  - Etes-vous favorable à l'entrée de la Turquie dans l'Union européenne? - per esempio. E la relativa inevitabile  l'opzione  : Oui, si elle reconnaît le génocide arménien et redouble d'efforts sur les droits de l'homme. Così attraverso il test ho potuto scoprire anch'io di essere vicinissima a Sègolene e sua potenziale elettrice.Invece tra i più  bei blog politici visitati, segnalo   Les murmures d'Eric Dupin, realizzato da un giovane giornalista con  curriculum di tutto rispetto che cerca di analizzare con rigore  aspetti della politica francese e della campagna elettorale ,animando sul suo  blog  dibattiti piuttosto stimolanti,

Scritto da sedlex in: mode e modi, Élysée
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domenica, 11 marzo 2007
11:43

Piazza di Spagna 93

Pino Lancetti03E' vero che Pino Lancetti nelle sue creazioni guardava, o come preferiva dire  lui, si appoggiava all'arte,lo si capiva dai riferimenti esplicitamente impressi nei tessuti aerei degli abiti da cocktail in cui rivivevano,Picasso,Kandinsky,Matisse, Klimt.Couturier atipico, alla francese, cioè disegnatore e tagliatore (per ogni abito, un centinaio di bozzetti) di una moda artigianale la cui magia nasceva rigorosamente in laboratorio tra ricamatrici e prèmieres e viveva, più che sulle copertine patinate o nelle pubblicità strillate, indosso ad indimenticabili clienti (e non testimonial) :la Begum Salima,Soraya,Audrey Hepburn e Silvana Mangano.Esempio di eccellenza e innovazione nel momento in cui la moda romana cercava un'autonomia dall' Haute Couture di Parigi e Milano era di là da venire,Lancetti fece parte della nuova generazione di sarti, quella che come i grandi del passato - da Chanel a Schiaparelli - sapeva legare la moda alle diverse espressioni dell'arte.Con lui Mila Schön,Irene Galitzine,Fausto Sarli e un giovanissimo Valentino.Presuntuosi forse, ma in quella sfida c'è stata una ricerca minuziosa di riferimenti che il mondo della moda non ha mai più conosciuto.Nei tardi anni sessanta aveva lanciato per primo la moda militare e con due anni di anticipo su Saint Laurent lo stile Folk, pensando a donne la cui vita stava per cambiare e che non avrebbero mai più avuto il tempo per le classiche quattro prove dell'abito in sartoria . Pino Lancetti mancava dalle passerelle già da anni,con poca convinzione aveva partecipato alla nascita del made in italy,il prêt à porter non era nelle sue corde, come non lo erano le paillettes,gli eccessi,la religione del mercato e la massimizzazione dei profitti.Nel 1999 aveva venduto il suo marchio a due industriali milanesi dei profumi.Tornò alle sfilate  in occasione del Premio alla Carriera ricevuto nel 2000, nel vecchio Ospedale Santo Spirito in lungotevere in Sassia, gli abiti erano ancora belli ma il mito  un po' appannato da quei jeans serigrafati,prezzo quattro milioni di lire,voluti dai nuovi proprietari.Quell'anno fu assegnato il premio anche a Jean Paul Gaultier e Vivienne Westwood altri due geni creativi poco inclini alle suggestioni dei profitti .Se l'idea di moda artigianale era tramontata, come del resto il suo mondo,tanto valeva tornare alla pittura.Così si ritirò nella sua casa di via del Babuino a pochi metri dallo storico atelier al primo piano di Piazza di Spagna 93. Sarebbe bello rivedere i suoi cento abiti, esposti al Vittoriano qualche tempo fa e assicurati,senza luccicare nemmeno un po', per cento miliardi di lire.

pino lancetti

Questo è uno degli abiti folk firmati Pino Lancetti (notare la cintura fatta con cordone tapisserie).Ad altri sarebbe stato impossibile accostare simili colori (rosso rosa arancio viola) e ricavarne un insieme armonico.Lui ci riusciva.Crêpe de chine della gonna a intarsi orizzontali lucidi e opachi e taffetà in seta cruda del corpetto, fanno il resto.(notare la fodera della piccola giacca che non è double face, ma, rovesciata, risulta essere senza cuciture visibili, l'interno dell'abito veniva cucito con la medesima accuratezza dell'esterno e interamente foderato, tranne che per gli chiffon,i voiles,i plumetties ,le sete leggere delle gonne.Pino Lancetti01

Questo e quello in alto, sono tra gli ultimi bozzetti del maestro disegnati per la sfilata di lungotevere in Sassia.
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domenica, 07 gennaio 2007
16:17

A wishful dictionary made in U.S.A

Più di mille definizioni contro la lingua,la cultura e la società dell'America d'oggi,oltre duecento estensori del calibro  di Kurt Vonnegut,Johnatan Franzen,Stephen King, Michael Cunningham,questo Futuro dizionario d'America editato in un immaginario 2034, continua la tradizione anglosassone,più che statunitense, di Orwell, Lewis Carrol e Johnatan Swift. Utilizzando tecniche di punning ed efficaci non-sense ,propone neologismi e parole ri-semantizzate , appartenenti ad un'epoca, quella di Bush ,oramai trascorsa, non a caso lo stesso lemma Bush curato da Paul Aster riconduce il sostantivo alla sua area semantica di competenza Famiglia velenosa di cespugli (shrubs) oggi estinta.L'America evocata da questo dizionario dell'utopia contemporanea è un luogo ashscroftato,dove chi ha fissazioni religiose è giudicato inadatto all'esercizio dei pubblici uffici.Dove nelle edicole si vendono truespapers ossia i "veridiani",organi di stampa quotidiana centrifugati nell' "onestizzatore",macchina capace di eliminare il contenuto fasullo,correttamente stimato nell' 83% di quanto precedentemente pubblicato.Dove ci sono i paxpayers contribuonisti, gente che avendo ottenuto dal Fisco la possibilità di scegliere la destinazione dei propri versamenti,indica unicamente "scopi pacifici".Si tratta di un domani ipercondriaco dove ogni cosa si avvicina alla perfezione.Ma l'ipercondria secondo la stessa definizione del Dizionario "può denotare autoinganno e volontà del soggetto di non riconoscere il problema".

L'idea che il mondo possa essere come lo diciamo  può apparire ingenua ma al centesimo great! terrific ! Wow ! Excellent! il sospetto comincia ad insinuarsi se non a farsi realtà.L'America è il suo linguaggio .Il suo spirito diventa l'anima delle parole che vengono usate.L'energia,l'ottimismo, l'entusiasmo si esprime a grandinate di Cool !.Sono espressioni che danno coraggio che aiutano a varcare la soglia del futuro.La sensazione  è che a forza di evocare una realtà positiva ,fantastic !, quella si materializzi anzi sia già lì.L'eliminazione dalla lingua parlata dei termini negativi non è sufficiente.Il passo decisivo è la loro conversione.Così terrific! o dramatic! possono essere rispettivamente le definizioni di un abbigliamento elegante o di un panorama mozzafiato.Non intendono dire spaventoso come sarebbe letteralmente ma meraviglioso.Così quel senso di spavento si trasforma in meraviglia di fronte al sublime.Anni d'induzione all'ottimismo hanno prodotto un distacco dalla realtà in larga parte dell'America e per riportarla con i piedi per terra è tempo di dire le cose come sono.Ecco allora che un nutrito gruppo di scrittori anticonformisti prova a piegare il futuro ai propri desideri,non con l'impegno politico ma con quello linguistico,creando parole e affidando alla realtà,il compito di adeguarvisi rendendo il significato come un dato di fatto e non come qualcosa di sperato : 

 

SLOUDGE - sost da slow lento e sludge melma.COMMELMA : ore e ore di analisi e commenti,in genere sui canali satellitari d'informazione che seguono le notizie dell'ultimora,vale a dire eventi che sono appena accaduti e che quasi sempre (ma non necessariamente) si attengono alla legge non scritta dei notiziari televisivi."Senza sangue il tg langue".La maggior parte della commelma si produce intorno ai tavoli luccicanti dove uomini bianchi sovrappeso discutono di argomenti quali : il complotto della sinistra,la responsabilità fiscale,le politiche isolazioniste di revisionismo.Agli inizi del XXI secolo,alcuni esperti di Commelma venivano pagati milioni di dollari,non solo per dimenare il doppio mento davanti alle telecamere ma anche per tenere discorsi pubblici e scrivere libri.Alla conferenza stampa del presidente sono seguite tre ore di commelma su MSNBC e sei ore di Commelma su Fax

Stephen King

RUMSFELD - sost dal nome di Donald Rumsfeld,ministro della difesa americano durante la presidenza di George W. Bush : chi riesce a tollerare senza difficoltà le vittime di guerra.

Kurt Vonnegut

CHIRAQUI  [shee-rak'-ee] sost. chiracheno (dal nome del presidente francese Jacques Chirac, e iraqi, «iracheno»); termine usato in passato per definire chiunque manifestasse sentimenti anti-Bush, in particolare funzionari di grado elevato dell’amministrazione francese.

Paul Muldoon

CRUSADE [kroo sayd] sost crociata 1) (obsoleto) termine razzista di ampia diffusione,invisa alla maggior parte della popolazione musulmana mondiale e di conseguenza evitato nelle conversazioni educate che indica un conflitto o pogrom imperialistico intrapreso al fine di eliminare i cittadini di un paese straniero,civili o militari che siano. 2) Tentativo di genocidio o di distruzione su vasta scala. 3) Sforzo da parte degli evangelizzatori, noti anche come fedeli dislessici, di convertire i passanti,risultante nella morte accidentale  o nell'omicidio preterintenzionale degli evangelizzatori stessi.Condusse la sua crociata battista a Cincinnati dove ovviamente fu investito e ucciso da un autobus 4) Tentativi abortiti di indurre i consumatori ad acquistare prodotti inutili.La crociata della Disney per il nuovo film con Ben Affleck,ha portato ad un nuovo calo nelle azioni.

Rick Moody

FUTURO DIZIONARIO D'AMERICA è un libro curato da Dave Eggers, Jonathan Safran Foer, Nicole Krauss, Eli Horowitz  e tradotto da :

Katia Bagnoli, Paolo Bernagozzi, Matteo B. Bianchi, Luca Briasco, Marco Cassini, Adelaide Cioni, Matteo Colombo, Francesco Colombo, Ivan Cotroneo, Riccardo Duranti, Riccardo Falcinelli, Matteo Falomi, Andreina Lombardi Bom, Tiziana Lo Porto, Dario Matrone, Giorgia Monterubbiano, Enrico Monti, Edoardo Nesi, Francesco Pacifico, Valerio Piccolo, Lorenza Pieri, Veronica Raimo, Martina Testa (cioè i migliori traduttori italiani)

Edito da ISBN

 

 

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martedì, 19 dicembre 2006
08:38

Power to the people (che noia il blog statunitense)

In principio la lista dei prescelti comprendeva,tra gli altri, la solita Condoleeza,Benedetto XVI,Rumsfeld e Ahmadinejead che negli Stati Uniti è oggi considerato il nemico numero uno.Tra le "ventisei personalità che hanno avuto importanza negli ultimi dodici mesi" c'era rischio che l'attesissima copertina di Time di fine anno,fosse dedicata proprio ad  Ahmadinejead.Meglio  dunque evitare l'imbarazzo di difficili ed elaborate  "motivazioni" e risolvere il dilemma con un onnicomprensivo tributo ad una comunità  che conta  milioni di persone e che sta trasformando dal basso la politica,l'arte, il commercio.Così Richard Stengel,direttore del settimanale ha inserito un video su You tube chiedendo agl'internauti di nominare i loro candidati  al titolo di  "Person of the year".Da questi contributi Time ha selezionato 15 blogger pubblicandone,sponsor munifico la Chrylsler,  opportuna galleria fotografica e breve curriculum, nell'ultimo numero.E ottimisticamente titolando : "Power to the people".Ne è venuto fuori un compendio abbastanza deludente,visto quel che si sarebbe potuto trovare in giro, di "tipi da web" in cui, a proposito di stereotipi,non poteva mancare  Wordsmith at war il mil blog del Capitano Lee Keilley  from Iraq pronto a raccontarci come stanno veramente le cose e molto disappointed per come i media rappresentano il conflitto.Un classico.

 

Oppure questa sorridente casalinga coreana, reporter di cronaca cittadina per Oh my news,giornale online di controinformazione scritto da quarantasettemila giornalisti dilettanti, sparsi per tutta la Corea del sud.

 

O Lane Hudson il paggetto del Senato che sotto campagna elettorale ,ha messo nei guai un esponente repubblicano, denunziando in un post su News for the left il suo blog, le di lui molestie sessuali.

Il resto della galleria è composto da "lonelgirls" musulmane del Maryland,rapper in abito tradizionale e schizzati di natura varia che passano, a quanto riferisce,senza batter ciglio, il Time, sei ore al giorno ad aggiornare Wilkipedia,molto celebrata (insieme a You tube), come simbolo del sapere collettivo.Se le cose stanno così probabilmente l'esperienza dei diari in rete è al capolinea e ha bisogno di rigenerarsi  ma non tanto perchè a fare la cronaca e forse a scrivere la storia , siano le massaie o i capitani dell'esercito ma perchè lo strumento per essere davvero  democratico ha bisogno di quell'interattività che manca persino al blog di Hudson,il più interessante tra quelli visitati.Lo sanno molto bene gli Iran blog,guardati a vista dalla censura , degli studenti che in rete tengono persino le assemblee e che oltre al confronto promuovono iniziative, vedi l'ultima protesta al Politenico di Teheran.Ma forse non è l'esempio del blog politico ad essere del tutto calzante,si può tranquillamente essere sul web  con un diario intimo o non sense,poi bisognerebbe anche essere interessanti e lo strumento di per sè non basta a garantire altro, se non la possibilità di essere "visti" da molti.Il blog è uno stimolo,il resto lo fanno gli altri con le loro considerazioni e gli altri sono quelli che non ti capiterebbe mai d'incontrare e ai quali, con i tuoi post, dovresti costruire ponti d'oro.Il conferimento di Time sta a significare quanto distante sia la percezione della stampa tradizionale dalla realtà delle cose.Soprattutto sfugge a Time la differenza che passa tra chi usa le tecnologie  per prendersi la parola che non ha mai avuto e chi per riproporre conoscenza-merce contrabbandata per altro.Ciò detto, e visto il panorama deprimente dei celebrati "personaggi" ,non sarebbe stato meglio un bel ritratto a tinte fosche di Mahmoud Ahmadinejead magari con codazzo di polemiche ed esecrazioni?

 

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sabato, 16 dicembre 2006
09:07

Miss Dewey

Per chi ,pur lavorando alla Verniciatura, sogna un'assistente portoricana (perfettamente integrata stile newyorkese) e un ufficio con vista sulla soprelevata e i grattacieli ma non si può  permettere manco un'agendina Filofax,c'è Miss Dewey.Aspettando la versione che faccia impazzire anche noi ragazze,eccola.

NB : E' solo un motore di ricerca (da non perdere l'aria severa,impaziente ed efficiente, nonchè l'intro al sito)

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sabato, 16 dicembre 2006
00:05

Nel dominio della fisicità

La storia racconta che le donne occidentali non hanno mai avuto diritto a un corpo e ad una bellezza naturali . Il loro seno è stato appiattito o sollevato, la vita cancellata o assottigliata sino a morirne, i fianchi e il sedere piallati dai busti o enfatizzati da crinoline e panier, i capelli rasati alla fronte oppure gonfiati da parrucche e posticci, i volti imbiancati dalla cipria o arrossati alle guance, le sopracciglia rasate  e ingrossate. Ci sono state epoche in cui le donne alla moda erano opulente, materne, oppure mascoline. Oggi la moda le vuole finte, con un corpo inventato, sottile qua e gonfio là ed è il mercato della visibilità a dettare le regole : seno a palla rifatto ed esposto, gambe infinite su ipertacchi impraticabili, labbra gonfiate, via ogni filo di grasso in più, con diete o ripetuti interventi chirurgici. E poi capelli lunghi e lisci sorriso continuo in televisione, broncio desolato in passerella. Età : prima dei quaranta sei fuori come la bellissima Nicole Kidman che ha perso la sua luminosa grazia con il lifting e sta accaparrando ruoli su ruoli in attesa della sua personale apocalisse. Ma poteva l'immenso mercato del corpo accontentarsi delle donne? Così l'angoscia per il proprio corpo è dlagata tra gli uomini e la loro da sempre diffusa ansia da prestazione  si è spostata dal sesso all'estetica. E' nata la mistica della maschilità con le sue riviste che a poco a poco hanno messo da parte l'ipocrisia di voler insegnare agli uomini come piacere alle donne, per concentrarsi sul piacere soprattutto a se stessi. Con Max l'avido aspirante alla virilità da copertina, trova il photobook con manifesto starring di Fabio Cannavaro, massima icona virile del momento, testa rasata, sorriso perfetto, torso nudo, guerriero giapponese tatuato sul braccio. Il corpo come banca, come mercato, come patrimonio, dopo gli dei , le rivoluzioni e i mercati finanziari, il corpo diventa il criterio di verità. Solo il corpo dura, solo il corpo permane. Riponiamo in lui tutte le speranze e da esso ci aspettiamo una realtà che altrimenti ci sfugge. Il corpo è diventato il centro di tutti i poteri, l'oggetto delle nostre aspettative. Ma quale corpo?Un corpo irreale costruito, trasfigurato, desiderato, bugiardo. Continuamente promesso e quasi mai ottenuto: dalla televisione e daii giornali di gossip degradato, le riviste di moda mostrano una gran moltitudine di ragazzi e ragazze di grande bellezza momentanea e intercambiabile. E' come se il mondo fosse popolato dalla giovinezza, mentre chi guarda ne è escluso, costretto in una condizione ancorata alla bruttezza, alla malattia, all'invecchiamento e alla morte che si dibatte nella precarietà finanziaria, aspetta mesi una visita medica, non ha accesso al fervore e alla creatività tcnoscientifica che fornisce pezzi di ricambio al corpo in dissesto. E se è donna sa che il suo corpo decantato come prezioso, libero e vincente corre il rischio di essere violato, che alimenta il feroce dissidio tra l' Islam che lo asservisce  occultandolo e l'Occidente che lo umilia denudandolo, che quando in Italia la politica discute sui temi che riguardano il corpo, come nella fecondazione assistita, prevalgono la Chiesa il Moralismo la Diffidenza, l'imperio sui bisogni e sui diritti. Nell'era del corpo trionfante, il corpo nemico da dominare, annientandolo, non passa  dalla moda ma da Internet:I siti pro Ana sono movimenti underground dove si lancia l'appello a dimagrire a oltranza come una forma di protesta e opposizione al mondo degli adulti. Tra i dieci comandamenti, seguiti dalle ragazzine che per riconoscersi portano il braccialetto rosso, "tu non sarai mai troppo magra", "essere magri e non mangiare,sono segni di vera volontà di potere e successo". Il corpo dissacrato passa invece dai reality show di sopravvivenza.C'è un piacere feroce dello spettatore nel constatare come all'inizio erano in forma i corpi dei partecipanti di ignota fama e come a poco a poco quei corpi si ammalano, dimagriscono. Il corpo fa spettacolo anche se corrotto ed imbruttito, perchè nei limiti della fiction, dello show del virtuale, purchè faccia dimenticare  il corpo reale, quello difettoso, vivo e che conosce la sofferenza e la fine.

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mercoledì, 06 dicembre 2006
15:38

Quello che gli uomini credono di amare

"In breve le stole le sciarpe e le pashmine possiedono innumerevoli buone qualità e nessun difetto.Hanno inoltre il vantaggio d'incoraggiare gesti più femminili e di permettere graziosi movimenti delle spalle che possono venir sfruttati con effetti devastanti da una donna romantica"

E' solo un assaggio della Guida all'eleganza  di Genevieve Antoine Dariaux direttrice della Maison de Nina Ricci  guru della moda negli anni d'oro e autrice di questo divertente libretto  il cui sottotitolo recita per la donna che desidera essere vestita bene ed in modo adatto in ogni occasione.E non solo.

Nessuna mamma,nonna o zia di buon senso avrebbe insegnato ad una ragazza  l'arte della seduzione ricorrendo ad esplicite allusioni.Eppure in fondo ai dettami che parlano di sobrietà,accostamento dei colori, di essere  correttamente abbigliate anche in casa c' è sempre un sentore di quell'effetto devastante che Genevieve attribuiva all'impercettibile movimento della spalla nell'atto d'impedire alla pashmina di scivolare via.Nel corso del tempo abbiamo pensato trattarsi di escamotage  di dame d'antan per prendere al laccio distinti signori, quanto segue tuttavia dimostra quanto poco sia innocua l'educazione ad uno stile sobrio anche se non del tutto,castigato

Quello che attrae davvero gli uomini

- gonne ampie,vita sottile e un aspetto snello

- abiti di moda ma non all'avanguardia

- quasi tutte le sfumaure di blu,il bianco,il grigio chiarissimo e scurissimo

- il profumo, essenze sottili leggere sofisticate

- i colletti sui tailleur e i soprabiti

Quello che gli uomini credono di amare (ma soltanto al cinema)

- Gonne strette rivelatrici e seni aggressivi

- Ciglia finte

- biancheria da Femme Fatale

- profumi muschiati orientali

- tacchi a spillo

- metri e metri di frangia nera e chilometri di chiffon rosso

Non ci sono dubbi che a seguire i consigli di Genevieve c'è tutto da guadagnare,quantomeno non si corre  il rischio d'imbattersi in uomini dalla sessualità infantile ,dunque con forte propensione a non mantenere le "promesse".Non a caso il capitolo dal quale è prelevata la citazione sulle preferenze maschili in materia di stile,si chiama Sesso.  

Guida all'Eleganza è un libro di Genevieve Antoine Dariaux edito da Mondadori.

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giovedì, 23 novembre 2006
18:08

E' del cucinier infin la meraviglia


 "R-evolucìon ", impone il manifesto  dell'ottava edizione del "Mejor de la gastronomia" a San Sebastian in Spagna,come dire che tutto si rinnova fin oltre l'immaginabile e non solo perchè  la presentazione dell'aire de miel con flores y pistachos  di Ferran Adrià lascia intendere che qui non si parlerà ne' di sfoglia ne' di ragù ma anche che il tentativo di sintetizzare tradizione e avanguardia è oramai una pratica evasa.Qui si discute di come la cucina possa diventare un'arte a tutto tondo,anzi una multi-arte capace di coinvolgere  tutti i sensi e tutte le percezioni, così da trasformare il semplice atto del nutrirsi in un'esperienza unica e memorabile.Detta così potrebbe sapere di nouvelle cousine, di piatti di porcellana quadrata con molte guarnizioni e mezza coda di gambero flambè e invece, atteso che tutto quello che ruota intorno al cibo,pulsioni,desideri,mode,filosofie e mercati,spesso riesce spesso ad essere più interessante del cibo stesso,è piacevole seguire su Rai Sat le evoluzioni di Heston Blumenthal enfant terrible britannico proprietario del  Fat Duck ,un ristorante di Londra di cui vale la pena di esplorare quantomeno il sito internet e che strappa gli applausi scroscianti del pubblico al convegno quando fa distribuire ai presenti, sacchetti rosa contenenti alcune micro-gourmandise dolci in un delirio di spray alla liquirizia e bon bon da mangiare interi compresa la carta (commestibile ovviamente).Certo la filosofia di Blumenthal è un tantino complessa quando include nel piacere del cibo anche elementi quali il bagliore del taste vin appeso al collo del sommellier e i profumi delle erbe di Provenza,luogo di elaborazione 25 anni fa dell' Heston-pensiero...comunque basta prenotare nel suo ristorante (un paio di mesi di attesa) per ricevere via e mail una password e un sacchettino virtuale da riempire con le cose che più piacciono.Una volta al ristorante il percorso degustazione sarà modulato intorno sulle preferenze espresse via web e arricchito da sapori scelti per contrasto,profumi e colori inattesi.Alla fine naturalmente verrà consegnato il sacchettino tramutato da virtuale in reale.

Ma il piatto forte ,il clou del convegno è la presentazione del bellissimo  " Codice Marchesi" , prezioso libro  di filosofia gastronomica,dichiarazione di stile intorno alla "Cucina Totale" formulata da Gualtiero Marchesi l'uomo che ha rivoluzionato il mondo della gastronomia intendendola per primo come forma d'arte e di appagamento dei cinque sensi.La cucina è un patrimonio sociale condiviso ed è la capacità di dare alle cose il gusto che hanno senza ingannare il palato, è l'interpretazione ma soprattutto il rispetto della materia prima.Un bel pugno nella pancia delle elaborazioni finto sofisticate,delle salse e dei potages strampalati.Nel libro sono codificati concetti affiancati ad alcuni piatti : L'Armonia (Polenta lumache e finocchi), la Bellezza (riso ,oro e zafferano)l la Civiltà, quindi la cultura e la convivialità (la Piramide di riso Venere) il Colore (Dripping di pesce) ,il Genio ( le Quattro paste);Il Gusto  (riso, cozze, zucchine e zafferano);l'Invenzione ( il cubo di finanziera),  la Leggerezza (insalata di spaghetti alle alici scappate) il Mito ( il Raviolo aperto) L'amore per il Territorio (Savarin di riso integrale, rane e crescione) la Tradizione ( stracci di pasta al pesto) la Semplicità (penne asparagi e tartufi), la Verità (la seppia al nero).

Ad ascoltare le conferenze dei i nuovi cuochi, Blumenthal ma anche Pepe Rodriguez che ha reinventato l'uovo aromatizzato o Grant Achatz ideatore di 23 piccoli piatti pensati per esaltare le sensazioni dell'olfatto o Sejji Yamamoto con la rielaborazione della cucina giapponese realizzata con nuovi ingredienti e tecniche futuristiche, c'è di che imparare anche per le nostre modeste attività di cuoche/chi per amore/dovere/piacere ma è sicuramente Gualtiero Marchesi, con la sua filosofia della "cucina totale" ad aver ispirato gl'innovatori,i rivoluzionari e persino i fautori dell'immaginazione culinaria al potere.

Il "Codice Marchesi" è un (bellissimo) libro di Gualtiero Marchesi

Edizioni la Marchesiana 2006.

L'aire de miel con flores y pistachos di Ferran Adrià si ottiene con acqua,miele, lecitina di soia  e il minipimer fino a far diventare il composto "aereo" inclusione finale e guarnizione di pistacchi .Come fiori freschi ho usato qualche petalo di rosa.Buonissimo

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giovedì, 23 novembre 2006
12:23

Acrobati dello specchio magico


Dice Karl Mannheim che i ragazzi sono più leggeri degli adulti perchè non hanno la zavorra del senso comune da portarsi dietro.In questa leggerezza è contenuto il rischio della superficialità ma allo stesso tempo abita quella dinamicità propria, per esempio, del multiasking,la qualità che permette di agire su più piani,con più software (sto scrivendo e  mentre controllo la posta, mi collego a skype,scarico un file etc).E' un' attitudine,questa, che trova il suo migliore allenamento nelle pratiche di gioco, ecco perchè la comunicazione on line sconfina sempre nella dimensione ludica,attraverso cui si reinventano molte relazioni comprese quelle amorose.E si raggiungono livelli decisamente alti di formalizzzazione, come nei diffusissimi role game tra cui gli straordinari Sims e Second Life dove le pratiche ludiche sperimentano nuove forme di comunicazione sociale, dove i giocatori diventano autori non solo del testo ma anche di se stessi, attivando cioè, quel processo psicologico, tra l'altro già presente da sempre nei giochi infantili,di metamorfosi della propria identità,trasportandola nella rete con funzioni diverse secondo le opportunità.Il gioco dell'identità multipla distribuita, (proprio del role game o della chat attraverso il nickname o l'avatar) può diventare così un procedimento per agire con una nuova consapevolezza.: quella di ambientarsi in quel "non luogo" che è la rete,in cui c'è molto bisogno d'interrelazione umana,ludica e creativa per poter costruire uno spazio socializzabile.

Ed ecco qui una bella iniziativa da segnalare e riproporre,il progetto si chiama Tvttb,  acronimo oramai largamente diffuso negli SMS che sta per "ti voglio tanto bene": si tratta di un progetto di performing media ,tendente ad attivare una modalità partecipativa attraverso l'uso di nuovi mezzi interattivi,un'attività di animazione culturale che coniuga metodologie di laboratorio teatrale con quelle propie delle arti visive e del brainstorming sulla base di letture e visioni di repertori diversi,per sfociare in una risoluzione multimediale.Come nel blog.

L'attenzione principale è tesa a rilevare la peculiarità della comunicazione digitale,attraverso sms,mmms e chat in particolare per definire un'evoluzione culturale di questi linguaggi in una sorta di digital story telling,la narrazione in ambiente digitale,un modo di raccontarsi attraverso un diario in progress che i ragazzi realizzeranno durante il laboratorio,pubblicandolo sul blog.

Presentato nell'ambito della Fiera del libro di Torino nel maggio scorso,questo progetto, rappresenta una linea di ricerca importante, nel momento in cui i nuovi media stanno condizionando la comunicazione interumana  a partire da quella sentimentale (di cui le reti sono pervase e surriscaldate) ma è molto meno chiaro come riportarlli nell'ambito delle attenzioni culturali.

Anche perchè non si tratta solo di scrittura ma di vere e proprie azioni o comportamenti indotti da pochi caratteri,come ci rivela questo SMS:

Se cancelli questo sms  m ami,se lo salvi m desideri,se lo inoltri m vuoi baciare se me lo rimandi vuoi fare sesso Kn me. Vere e propie istruzioni per l'uso dell'amore che muta on line.

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sabato, 30 settembre 2006
21:53

Armamentari per critici letterari e dilettanti

interactiveAndPrintSplitTextArc è un software strabiliante che trasforma il libri in dipinti interattivi.L'idea è semplice, a suo modo.L'opera letteraria viene trasferita  in un'ellisse,riga per riga, e poi parola per parola.Il software legge il testo e dispone le varie parole nei pressi delle righe in cui appaiono.ogni volta che la parola viene ripetuta va apiazzarsi in un punto mediano tra le varie apparizioni,come se fosse aggrappata con elastici alle righe in cui compare..Se un certo termine ricorre in tutta l'opera diventa sempre più evidente e centrale nell'ellissi.Non solo.Mentre carica il libro TextArc evidenzia con linee che variano dal viola al giallo le molteplici e spesso segrete relazioni che le parole intrattengono con il testo.Rapporti non solo spaziali o lessicali ma anche in qualche modo semantici (dita rosate ed aurora nell'Odissea formano una specie di grumo e persino psicologici quando riguardano i nomi dei personaggi,il nome father  appare per esempiomeno brillante ma assai legato ad Amleto che occupa la posizione centrale.Oltre a trasformare il libro in una specie di dipinto digitale e quindi offrire un contraltare visuale all'analisi letteraria,il software ha il merito di preservare le caratteristiche tipografiche e strutturali dell'opera in questione.Analizzando Alice nel Paese delle Meraviglie per esempio,ci si accorge che la struttura è analoga a quella del Satyricon di Petronio Arbitro.Il personaggio centrale fa alcuni incontri con altri personaggi e poi li abbandona per incontrarne altri.Un nugolo di altre funzioni possibilità di vedere concordanze,frequenze e di leggere normalmente il testo completano il software.Oltre all'Amleto e Alice che sono testi "finiti" del sito sono migliaia le opere disponibili alle consultazioni,TextArc pesca direttamente nel database Project Gutemberg,il più grande archivio digitale di libri presente in rete.La lingua italiana presenzia con la Divina Commedia e l'Orlando Furioso.Tutto il sistema è  interessantissimo resta solo da capire se alla spettacolarità corrisponda un effettiva utilità, cioè se la base lessicografica lasci intravedere possibilità di costruire reti semantiche vere e proprie.In Italia si sono sviluppati  analoghi strumenti,uno su tutti Liz ,La letteratura Italiana Zanichelli che è un programma di concordanze e frequenze molto duttile,ricorda TextArc ma senza la grafica.L'informatica oramai più che aprire nuove prospettive alla critica, fa parte del suo armamentario e anche se dati e statistiche suscitano ancora perplessità tra gli addetti, in un recente convegno a Lione l'immissione della parola "mare" nella Liz ha portato a conclusioni inattese e cioè che al di là del mare retorico o poetico il mare quello vero se si eccettua il  "Marco Polo" è assente dalla letteratura Italiana.Tuttavia il problema è che la conoscenza non è riducibile a dati e informazioni e che gli strumenti non sono mai neutri.Nel momento in cui si costruisce uno strumento per analizzare qualcosa si costruisce anche l'accesso a quella cosa.la vera prospettiva nuova perciò non è filologica,ne' critica è cognitiva.Ridefinisce i confini tra  vedere e capire ,tra immagine e idea : due concetti che filologicamente hanno la stessa radice "L'intrecciarsi di arte e scienza di vedere e pensare si esprime nella fisiologia dell'occhio : la retina è fatta di cellule cerebrali,il cervello inizia nella parte posteriore dell'occhio.E' lì che vedere diventa pensare" Edward Tuften  guru  dell'analitical design
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sabato, 30 settembre 2006
14:51

Le invasioni psichiatriche

"La diffusione massiccia della psicoterapia può servire a smorzare le tensioni sociali,ad anestetizzare ,a ridurre al silenzio voci di ribellione,ridefinendo le questioni pubbliche come problemi privati dell'individuo"

Frank Furedi "Il nuovo conformismo"

Lo scorso anno ,all'interno di alcune trasmissioni televisive seguite seppur incostantemente, mi è capitato di osservare come nella maggior parte delle storie raccontate dai protagonisti e poste all'attenzione di esperti e pubblico,la maggior parte dei disagi,dall'impossibilità a venire fuori da matrimoni violenti,alla difficoltà di scegliere se proseguire o meno una gravidanza, al ritardare il distacco dalla famiglia da parte dei giovani,si sarebbero potuti risolvere tranquillamente attraverso l'acquisizione di un posto di lavoro ovvero dell'indipendenza economica.Eppure nessuno degli esperti in studio ha suggerito la via dell'ufficio di collocamento, piuttosto dopo attenta analisi dei fenomeni emotivi ,quella del supporto terapeutico al fine di superare l'impasse.Il costante ricorso alla terminologia psichiatrica applicata a fenomeni assolutamente comuni,pone il problema del rischio del diffondersi di un etica terapeutica secondo la quale se un bambino è vivace o turbolento viene facilmente etichettato come affetto "da deficit di attenzione con iperattività",lo stesso accade  per la donna che ha appena avuto un figlio quando la si mette in guardia dalla "depressione post partum"iscrivendo un fenomeno naturale come quello di avere un figlio in uno scenario al confine con la patologia e per gli studenti alla vigilia degli esami si definiscono  "stressati" .Se nelle definizioni comuni la preoccupazione diventa "sindrome da ansia generalizzata",la timidezza "ansia sociale" e la riservatezza "fobia sociale" qualcosa nel linguaggio, che apre la strada a nuovi comportamenti ,sta cambiando.Leggo in una ricerca che negli anni 70 che  la parola "sindrome" non compariva sui giornali, ,che nel 1985 era in 90 articoli,nel 1993 in 1000 e nel 2003 in 8000 .Che dire poi della parola "autostima" sconosciuta negli anni 70 e assai diffusa oggi,dalla mancanza della quale si fanno dipendere, dagl'insuccessi scolastici alle demotivazioni professionali,alla devianza giovanile nei complessi percorsi dell'alcol e della droga e delle condotte suicidali.Infine c'è il trauma che non è più considerato come una giusta e fisiologica reazione emotiva ad un evento doloroso e sconcertante ma come il generatore di un progressivo disadattamento alla vita tale da condizionarne tutto il suo corso e quindi bisognoso di assistenza terapeutica.La psicologia che dilaga uscendo da confini propri,  per invadere la quotidianità,  crea in noi tutti un senso di vulnerabilità e quindi un bisogno di tuttela e di cura.Forse il definire patologiche, le più comuni esperienze, risponde ad un 'esigenza di omologazione non solo del modo di pensare ma soprattutto nel modo di sentire.E qui non si fa fatica a scorgere dietro l'imperativo terapeutico che massicciamente va diffondendosi, l'intento di promuovere non tanto l'autorealizzazione  quanto l'autolimitazione degli individui, che una volta persuasi di avere un sè fragile e debole non solo ricorrono a pratiche terapeutiche, ma richiedono la gestiene della loro esistenza ad altri.Quanto di più desiderabile per il potere.Potenziali implicazioni autoritarie s'intravedono nella diffusione generalizzata della terapeutica che è la versione secolarizzata dell'"etica della salvezza" con cui le religioni hanno sempre tenuto gli uomini sotto tutela.

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martedì, 26 settembre 2006
02:37

Etica con Profitto

Più che impresa etica quella di Brunello Cucinelli re del cachemire è un'impresa mistica.Lui direbbe umanistica ma quando gli capita di raccontare dei viaggi  per acquistare la  materia prima,di soggiorni in tende di pastori e del recupero e riqualificazione di alcuni edifici a Solomeo in Umbria dove ha trasferito la sua impresa non già in  capannoni ma in una serie di locali del borgo medievale ,tale è l'espressione trasognata che ti aspetti di vederlo levitare.Il motto  "il bello ci salverà", la filosofia francescana del bene come obiettivo ultimo di ogni azione e una forte considerazione delle risorse umane (400 dipendenti) accompagnano da anni  l'impresa di Brunello rendendola unica come le collezioni che hanno rivoluzionato l'idea del pullover di cachemire trasformandolo da status symbol bon ton, in capi comodi colorati informali dalle rifiniture perfette (e dai prezzi stellari).Da tempo Cucinelli  ha istituito a Solomeo il "foro delle arti" dove finanzia progetti  ed iniziative culturali.L'ultima, quella di regalare una copia tradotta in italiano del Corano ai dipendenti perchè "l'integrazione nasce dalla conoscenza e dal confronto e leggere il Corano non può far che bene" ha naturalmente destato stupore.Brunello Cucinelli che si definisce "cattolico cultore della spiritualità" con grandi aperture verso tutte le religioni è un manager di razza di cui val la pena raccontare la vicenda,il suo successo dimostra che si può fare impresa mantenedo Valori che solo in apparenza contraddicono la logica del profitto,perseguendo l'eccellenza,mantenendo la produzione in Italia,rispettando il lavoro. 

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