martedì, 29 aprile 2008
18:02

In nome del popolo romano

Promettendo sgomberi e deportazioni, Gianni Alemanno cattura il voto delle periferie. Non è una novità dell'Oggi . Dal 1976 al 1985, una terna di Sindaci -  Argan Petroselli Vetere -  eletti nelle liste del PCI ed espressione di una classe politica di prim'ordine lavorò alla riqualificazione del territorio - si direbbe oggi - abbattendo le baraccopoli ed edificando le abitazioni per i cittadini , allora erano romani, che vi abitavano. Ma non solo. L'idea di Luigi Petroselli di un diverso rapporto centro - periferie come  appartenenza ad un 'unica città, espresso simbolicamente dall'Estate Romana e il parco archeologico dal Campidoglio all'Appia antica, al centro della città, in modo da far coincidere come diceva Nicolini il nome e la cosa Roma , si andava delineando.  Ugo Vetere, amministrazione specchiata, moralità e conti in ordine, buon ultimo, dovette cedere la poltrona di sindaco, sconfitto proprio in quelle periferie che aveva contribuito a risanare. L'alternanza - allora si votava con il proporzionale e il sindaco non veniva eletto direttamente -  non poteva essere elemento del dibattito post elettorale nemmeno nella forma elementare del fisiologico bisogno di cambiamento e, nello smarrimento generale di un partito comunista  che proprio allora cominciava ad interrogarsi sul proprio destino, fu concluso, non del tutto a torto, che, per un difetto di comunicazione, gli indubitabili vantaggi dell'amministrazione di sinistra, non erano stati opportunamente promossi tra i cittadini e che il difficile rapporto col sottoproletariato urbano andasse risolto con una maggiore presenza anche a costo di una vera e propria mutazione dei linguaggi tradizionali. In pochi pensarono che quel che stava accadendo non dipendeva solo da buone o cattive amministrazioni. I tre sindaci che negli anni successivi si alternarono, confermando gli elettori ogni volta, la Democrazia Cristiana al comando, consegnarono la città al degrado e alla corruzione. Signorello, Giubilo, Carraro, i comitati d'affari del secondo che ben anticiparono tangentopoli e le  imprese del terzo che guadagnarono a lui e ai suoi gli onori delle cronache nazionali. Era il 1993 quando con la mossa del cavallo rappresentata da un sistema elettorale differente, nuove le regole e nuovissimo, data la sua storia, il candidato, portammo Francesco Rutelli in Campidoglio. Oggi a distanza di quindici anni, la destra si riappropria della città. Chi ha proposto Rutelli candidato per il 2008, evidentemente  più che pensare al rinnovamento, ha ritenuto proporre l'incarnazione della continuità stimando il Modello Roma, vincente comunque. Invece la percezione è stata della riproposizione di un vecchio arnese dismesso dalla politica nazionale da riciclare come sindaco.E questo è valso per gli elettori ma anche per gli alleati visto lo scostamento di 60.000 voti  da Comune a Provincia e un diverso orientamento nel voto dei municipi.  Ma, Rutelli a parte, non è bastato nemmeno che a Roma il Pil sia salito più che in ogni altra città italiana, non sono bastate le Notti Bianche, la Feste del Cinema o l'Auditorium, la nuova Fiera di Roma o la metropolitana : la Roma che trae ricchezza dalla sua stessa vita ed ha instaurato in questi anni relazioni internazionali proponendosi come una città di prestigio mondiale, ha ceduto il passo ad un'immagine distorta, irreale di  città insicura, degradata trascurata dai suoi amministratori a vantaggio della facciata : il cinema prima di tutto.  Oppure  il consolidamento di  gruppi di potere accomodati in salotti immaginari che di tanto in tanto, i detrattori,  tra invenzione e desiderio indicano come luoghi di decisione. Una vecchia cantilena cara alla destra e anche a una certa sinistra del Rigore e dei Quaresimali.

Giocano in questo voto molti fattori dipendenti dall'andamento nazionale e più strettamente  legati ad esigenze territoriali: l'assillo della sicurezza con quella distanza tra percezione e realtà dei numeri che è stata la chiave di volta della vittoria della destra alle politiche, innanzitutto. Limitare la propria indagine ai soli confini del candidato sbagliato significa semplificare una questione che invece richiederebbe maggior sforzo analitico. Il Pd spero vorrà riflettere su un'antica magagna: il ricambio della classe dirigente che pure è un punto fermo nei propositi delle democratiche e dei democratici che hanno accettato di dar vita alla nuova formazione , importa un maggiore impegno in direzione dello spazio e delle responsabilità da conferire ai giovani,alle donne, ad esponenti della società civile. E' improbabile che  quand'anche si fosse voluto sottoporre alle primarie la candidatura a sindaco di Roma, ci sarebbero stati competitori credibili  per Francesco Rutelli. La sua campagna elettorale pur  generosa ma inevitabilmente  fagocitata dalla campagna nazionale e, al secondo turno, sebbene correttamente giocata sul''esaltazione dei risultati ottenuti e sull'antifascismo, non è riuscita ad essere convincente. Sulla sicurezza tema sensibile in una campagna elettorare ha dovuto  giocare di rimessa preso, come tutti noi, in contropiede da un utilizzo spietato da parte dell'avversario, di recenti episodi di cronaca.Una serie di concause, in definitiva, ne hanno accentuato la debolezza. Inutile recriminare o attribuire responsabilità dello sfracello a Veltroni : in cinque mesi non si risale la china del consenso perduto, non si approntano due campagne  elettorali difficili contestualmente rinnovando il partito. Credo che anche in caso di conta congressuale, la sua leadership non sia in questione. Tornando a Roma, chi  scrive appartiene alla scuola del rispetto per il popolo sovrano,pertanto è  giusto che Gianni Alemanno governi la città che il popolo stesso gli ha affidato. Pur non essendo insensibile ai saluti romani e alle spacconate, particolarmente sulle scale di Palazzo Senatorio, simbolo della Municipalità, più che l'arroganza dei vincitori brucia e immagino brucerà ancora per molto, la fine del Modello Roma, un progetto appassionante che  per arditezza e modernità, è stato il compedio ideale di un Fare Politico che riusciva a rendere disponibili e al servizio della città idee, sensibilità, ed esperienze. Un percorso di partecipazione che da Petroselli a Veltroni si è rivelato fonte di entusiasmo e infinite soddisfazioni. Ciò che è stato realizzato non potrà essere facilmente sottratto ai romani pena una sensazione collettiva di grande vuoto. E questo rimane motivo d'orgoglio e di una non piccola consolazione.

Nell'illustrazione il Tabularium realizzato in una galleria che unisce la parte vecchia e quella nuova dei Musei Capitolini

Al Centro il Museo Romano realizzato nella centrale elettrica Montemartini di via Ostiense.

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martedì, 22 aprile 2008
08:35

Un impossibile kit di garanzie

Il cielo ci protegga dagli uomini di lotta e di governo alle prese con un caso di stupro che, provvidenziale ai fini ben identificati della stampa e della propaganda politica, capita in campagna elettorale. Proprio qui, a Roma. Ma a parte il solito considerare la violenza sulle donne  alla stregua dello scippo di una borsetta ed inserirne le contromisure nella rosa di improbabili provvedimenti -  ventimila espulsioni...Alemanno deve essersi candidato anche a Prefetto, oltre a non conoscere le procedure e a non saper contare - o pacchetti detti  della sicurezza, si possono dormire sonni tranquilli : nella sarabanda di strumentalizzazioni nessuno sta davvero pensando a noi, men che meno  alla nostra incolumità. Se così fosse, invece di spremere le meningi alla ricerca dello spot più efficace, si parlerebbe d'altro :  per esempio di sessualità maschile, perchè gli stupri censiti nel nostro paese, viaggiano, tra pareti domestiche e strade, alla velocità di tredici al giorno, poi ci sono quelli non denunziati e poi c'è anche chi pensa di fare del turismo sessuale o essere, nella propria città,  cliente abituale di minorenni dell'est e non essere annoverato nella categoria degli stupratori. Quali misure si propongono in questi  casi o in quelli in cui il barbaro, oltre che non essere romeno è anche un rispettabile signore o uno che conosci molto bene? Ma queste sono problematiche che non riguardano mai gli uomini di lotta e di governo ma sempre qualcun altro. Ci sono scomode verità dietro questa storia che vanno ben oltre il semplice spietato utilizzo a fini elettorali dello stupro di una ragazza e che nessun maschio di lotta o di governo, troppo occupato a battibeccare - sicurezza si,  sicurezza no, ronde si, ronde no, diritti si, diritti no, libertà si, libertà no - ammetterà mai : si chiama esposizione all'altro e non c'è democrazia che tenga, ne' garanzie sufficienti ad eliminare il rischio. Si chiama libertà femminile interpretata dai media come disponibilità sessuale. Servirebbe un'altra riflessione e un'altra cultura ma sono tutti così impegnati : chi a tirare i remi in barca, chi a leccarsi le ferite, chi a riorganizzarsi e chi a marciare armi e bagagli su Roma con nutrito seguito di forze politiche e sindache compiacenti targate nord  - ce la devono far pagare del resto e  se riuscisse loro l'impresa, altro che stupro subirebbe questa città - che non c'è speranza. Men che meno ce la potrebbe offrire chi storicamente  vive la libertà e la dignità delle donne come una minaccia. Fortunatamente in questa città, non siamo all'anno zero delle politiche femminili, ne' tanto disperate da invocare l'intervento delle ronde. Alemanno pensi all'agricoltura. Possibilmente nell'orto di casa sua.

nell'illustrazione il bel pavè delle nostre strade

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lunedì, 21 aprile 2008
00:03

CrescerĂ  la cicoria a via Condotti

Il MIS Movimento Idea Sociale di Pino Rauti, invita militanti e simpatizzanti a votare Gianni Alemanno al ballottaggio di domenica prossima.  Sottolinea in particolare che a differenza di Rutelli, che di agricoltura non si è mai interessato, Gianni Alemanno di agricoltura ben si intende dopo il suo incarico ministeriale e che questo è importante perchè Roma è il più grande Comune agricolo di tutta Europa e dal Campidoglio si può gestire un territorio che è esteso undici volte l'area comunale milanese.

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domenica, 20 aprile 2008
12:16

Vinca l'eresia ( una volta tanto)

cacciariNon del tutto casualmente, le proposte politiche più interessanti, al momento vengono da due amministratori locali. Ed è forse per quel  comune tratto di continuativa eresia nei confronti delle rispettive appartenenze che i loro interventi risultano meritevoli di attenzione . Soprattutto nei momenti in cui la riflessione sull' insuccesso si appiattisce un po' troppo sui registri consueti di fallimento del marketing elettorale, si avverte un consistente vuoto  di misure in vera controtendenza . Credo che l'originalità nasca  dalla stessa pratica di governance e che attendibilità, chiarezza, veridicità scaturiscano da una capacità speculativa educata a misurarsi con le complessità quotidiane. Vendola ha pronunziato l'intervento più ricco dell'Incontro dell'Arcobaleno a Firenze , applaudito in piedi dalla platea, sebbene non riportato nel sunto che della giornata il sito di Rifondazione pubblica . E non  a caso. Uno che vuole saltare a piè pari la fase del redde rationem, per avviare subito quella del che fare, non può essere il più amato dagli Apparati. Al centro del suo ragionamento sta un problema di linguaggio, serissimo a mio avviso, e,  non meno importante, quello inerente ad un'altra questione che viene definita dell'ascolto, ovvero di analisi della realtà che non possono prescindere da prese d'atto, vuoi delle dinamiche, vuoi delle sensibilità in gioco, (nel caso specifico vengono citati  i precari di cui si parla ma che non vengono ascoltati ). Quello che magari non è chiaro,  è cosa si vuol fare dell'ascolto :  cioè se questo rendersi disponibile alla società civile, possa o meno produrre cambiamenti in termini di orientamenti programmatici. Un laboratorio politico quale Vendola auspica, vive d'interazione, ma cosa succede se dal confronto con la realtà scaturiscono  contraddizioni tali da richiedere un mutamento di rotta?. Di fronte a fatti di questa importanza i nostri strumenti analitici e strategici sono asfittici, desueti, poveri, ce la caviamo solo con un pò di sociologia della catastrofe . Espressioni dure, che oltretutto scavano in annose controversie ideologiche legate al modo d'intendere la pratica politica. Non so se  le parole di Vendola diverranno mai il suo  documento politico congressuale e nemmeno se l'applauso caldo e spontaneo  sia scoppiato per i toni appassionati più che per le ricadute altamente sovversive di un'ottica marxista, della sua proposta. Da qui a luglio vedremo se Vendola riuscirà a vincere la sua battaglia di rinnovamento del partito che oltretutto, essendo ancora presente a livello locale, potrebbe dedicarsi con maggiore intensità a ricucire rapporti che al momento sembrerebbero smarriti. E' di Cacciari invece la proposta più ardita, di Partito Democratico del Nord federato al PD centrale. La questione settentrionale, colpevolmente trascurata dai partiti di sinistra è, non da un giorno, richiamata all'attenzione  e ritenuta da Cacciari dirimente. Il PD  che a quei territori ha dedicato candidati e tappe del viaggio elettorale di Veltroni , ha prestato ad essi, forse per la prima volta, reale attenzione . Ma un intervento che, se isolato, rischia di essere percepito come pura strategia in vista delle urne, non è sufficiente: i passaggi successivi non possono non tener conto della specificità di quei territori in cui convivono le regioni della grande industria fordista e quelle  del terziario, del finanziario e della creatività. Distanze culturali enormi con il resto del paese, segnate da una perdita di contatto della sinistra con le trasformazioni sociali. Il capitalismo personale, la rivoluzione culturale della classe operaia, sono processi che non sono stati compresi fino in fondo.Il conseguente allontanamento con perdita di consensi ne è stato l'esito disastroso. Per questo un nuovo cammino importebbe la necessità della rappresentanza autonoma, libera, nella formazione di gruppi dirigenti, candidature, programmi. Magari fosse vero...anticipare l'idea federalista con una differente forma partito. Migliore ipotesi di radicamento sul territorio non si potrebbe immaginare.Senza considerare l'eliminazione del partitone elefantiaco che dal centro pretende di sapere tutto e di governare ogni cosa. E il cuore mi dice che se son veri gli strilli all'apostasia di alcuni dirigenti con tanto di rivendicazione del primato della questione meridionale, l'idea è incredibilmente efficace. Anche qui bisognerà aspettare, non troppo però. Domani Veltroni va a Milano a discutere con i diretti interessati. Sperem.Come dicono da quelle parti.

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sabato, 19 aprile 2008
10:42

Vogliamo vivere

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Il processo di trasformazione della città di Roma  è cominciato con Francesco Rutelli nel 1993, quando ricevette il primo mandato a sindaco e in eredità il deserto che una lunga teoria di amministratori di centro destra incapaci e in alcuni casi corrotti, avevano lasciato.Il clima di mediocrità provinciale in cui abbiamo vissuto per decenni è stato soppiantato da quindici anni di saggia amministrazione di centro sinistra . Rutelli è stato un buon sindaco, fortemente impegnato nel risanamento ma anche nella moralizzazione di molti settori, chi scrive può testimoniare  la cura, l'onestà e il rigore con i quali sono state regolati, per la prima volta, gli appalti miliardari delle mense scolastiche, sottraendoli  ad appetiti, ad un regime di scarso controllo, e all'ignominia del massimo ribasso. Roma non solo non merita di tornare indietro ad un clima mortifero e a una cultura egoista ma soprattutto vuole mantenere la sua peculiarità di zona franca e fuori del controllo della destra. Roma è un laboratorio attivo in cui tra mille errori e tutte le difficoltà che una metropoli di dimensioni europee comporta, si è applicata un'intelligenza politica che ha prodotto risultati sul piano dell'economia, della cultura e dell'accoglienza di  oltre 160 etnie che con noi pacificamente vivono, lavorano, studiano. E noi ne siamo orgogliosi.  Il ballottaggio con Alemanno e l'apparentato Storace ha per sovrapprezzo una decisa connotazione antifascista. Sia questa la ragione forte della nostra mobilitazione e il Bene della Città, il senso del nostro voto. Non devono passare.

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giovedì, 17 aprile 2008
15:28

Plotone d'esecuzione

plotone venezia

Ad evitare di essere  impallinata dall'ala sinistra del mio stesso cotè che oggi è molto risentito per le ironie su alcuni vezzi della dirigenza dell' Arcobaleno, a mio avviso retaggio di vecchi schemi, vecchie ideologie dismesse e che da quarant'anni a questa parte, sono serviti solo a tenere lontane intere generazioni di militanti simpatizzanti ed elettori ( sono tre categorie distinte, quando coincidono è l'inizio della fine) da un' attendibile analisi della realtà , dirò alcune cose, così se fucilazione dev'esserci, che sia a fronte di un verdetto congruo con i misfatti compiuti. Atteso che non mi dispiace affatto di essere rimproverata, è implicito il mio via libera alle scazzottate. Ma ho fatto della franchezza uno stile di vita ( caro me costa ) e dunque non mi si rimproveri quando divento troppo diretta. Di buon' ora stamane sono andata sul blog di Paps a tessere l'elogio del conflitto, ci mancherebbe una smentita di me stessa intorno alle ore 16. Per tornare a bomba, confermo che una forza politica che perde consensi si deve interrogare e non rivolgere ad altri accuse di correo e che questo vale anche per il PD che più che perdere, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati ma che oggi, comunque la si pensi, è l'unica forza politica in grado di contrastare il centro-destra in Parlamento. Di qui la prima domanda - Giovanotti, che volemo fà? Un bel fascio con tutta l'erba e poi je damo addosso 'ndo cojo cojo , Berlusconi e Veltroni per me pari sono? - Ditemi se converrebbe. Ma prima ancora ditemi se può essere vero un assunto del genere. La seconda riguarda quel diritto di tribuna che la legge porcata non consente e che impedisce una presenza parlamentare all'Arcobaleno,  forza, cui nessuno nega essere effettivamente rappresentativa di valori, istanze, bisogni in questo paese.Tra ieri e oggi almeno tre commentatori autorevoli Merlo, Pasquino, e Nicolini s'interrogano variamente su quella che è un'esigenza da molti avvertita nel PD : incaricarsi di garantire spazio e rappresentanza ai valori forti dell'Arcobaleno. Personalmente non sono mai stata incline ad ipotesi di  Partito omogeneizzato e tutto d'un pezzo che poi finisce col produrre cultura egualmente omogeneizzata e tutta d'un pezzo e credo altresì che liberati dall'ossessione della governabilità come fine, ci si potrebbe - e sarebbe l'ora - concedere il lusso di un dialogo in cui il conflitto è vissuto senza isterismi ed allarmismi per quello che è :  un valore democratico. E ora dite voi, fucilatori.

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mercoledì, 16 aprile 2008
11:52

Sempre in nome del popolo sovrano

Nichi Vendola

A suggello della sconfitta, Nichi Vendola dichiara  il Novecento ci è crollato addosso. Alla buon'ora. Pensa che tonfo può aver prodotto la fine del Pensiero Forte sul capo di Bertinotti. Ma Vendola ha un'idea tutta sua del secolo breve al quale assegna capacità ancora vitali nell'ispirazione di soluzioni politiche . Infatti nei progetti per il futuro non si intravedono segnali di ravvedimento ma solo il rientro in grande stile di antichi vezzi. L'autocritica ? Macchè. Quando hanno presentato il  loro progetto di campagna elettorale al Gruppo Europeo del quale sono parte, Cohn Bendit  ha dovuto sin rammentare a Fausto Bertinotti la missione principale di un partito alle elezioni : prendere i voti. Dopodichè ha concluso secco e testuale : non vedo l'autocritica.E si era ancora ai blocchi di partenza. Ma Cohn Bendit è diventato di destra, almeno a sentir loro, i Sinistri Arcobaleni,  che di cataloghi, schematismi e attribuzioni  ben s'intendono. A dire il vero, con buona pace di Vendola, la campagna suggeriva una sola idea che ad ogni apparizione di Bertinotti o Giordano,  si palesava bucando lo schermo del televisore : morituri te salutant. E gli elettori si sa : vorrebbero vivere. E così tra un intervento statale in economia, un'abolizione della legge trenta, una difesa degli oppressi, l'ombra di un passato trascorso a battibeccare all'interno del governo, del patrimonio di consensi è rimasto men che la metà. Tutta colpa di Veltroni che prima ha impallinato Prodi e poi li ha esclusi dalla corsa. Mica degli oppressi che non avendoli riconosciuti, si sono orientati verso altre scelte. E ora che si fa? Congresso! Congresso! Che domande. Per decidere se saranno un cartello, un partito o il club di buzzico rampichino e che ruolo ricoprirà la sinistra all'epoca della sua cancellazione dal quadro politico istituzionale. Intanto - ooohhhhhh gran senso di responsabilità -  Bertinotti manifesta per la quinta volta in due mesi, il proposito di lasciare e si dimette. Di già? Cohn Bendit in realtà  ha chiesto la testa dell'intero gruppo dirigente dell'Arcobaleno ma  quello è di destra e pure mezzo teutonico, Wir haben sie so geliebt, die Revolution ..quale pessima ammissione di rinunzia ai valori del novecento. Niente paura al dunque, ogni impasse ha una sua risposta difensivo-banalizzante.Ci si può però consolare con il fatto che non sempre in politica quelli che vincono hanno ragione e anche se con tutti i loro torti, altri decidono dei nostri destini , che fa? Noi abbiamo ragione! Peccato che qualora non si riesca a tradurre la ragione in ipotesi politiche attendibili  che convincano gli elettori, il risultato ne risenta e tecnicamente è come se si avesse torto. Altro che temi del novecento, quello che non riescono ad interiorizzare è il principio di democrazia che sovrintende il meccanismo del suffragio e questo capita puntualmente. Come in occasione del referendum sul welfare con quella entusiasmante passeggiata romana contro il governo e i cinquemilioni di lavoratori cinque che avevano avallato col loro voto l'accordo tra le parti sociali, oppure quando, sulla scorta di un'idea di rispetto della  minoranza del tutto particolare, pretendevano di bloccare l'attività del consiglio dei ministri  con ricatti senatoriali di natura varia. Se si pensa che tutta questa corvée avrebbe dovuto segnalare la loro non omologazione al modello sinistra di governo, accreditando un'idea di sinistra di lotta presso una base che non li ha nemmeno promossi, mi convinco anch'io dei propositi omicidi di Veltroni. Per sfinimento. Ora dovrei dispiacermi della disfatta ma non mi viene, dovrei preoccuparmi dei rischi connessi al loro essere divenuti extraparlamentari ma innocui e inconcludenti come sono, non riesco a cogliere elementi di pericolosità nel fatto. Mi spiace per gli  elettori dei quali hanno tradito le attese, sin quelle banali di rappresentanza pur conoscendo a menadito la dinamica del taglio delle ali e la necessità di organizzarsi per tempo e in modo adeguato. Sì, non meritavano tanto quei cittadini che nonostante tutto li hanno votati . Ma i leader no, quelli possono accomodarsi dalla parte del torto, così sono accontentati anche gl' intellettuali di novecentesco riferimento.

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martedì, 15 aprile 2008
18:09

Qui si continua a soffrire nell'attesa

arcangelo michele

 Lui è  l'angelo de castello, l'Arcangelo Michele sulla terrazza di Castel Sant'Angelo. Portafortuna e presidio della città di Roma. ( uno così , po' volè Alemanno?...no eh)

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martedì, 15 aprile 2008
00:50

In nome del popolo sovrano

 

Berlusconi 

A suggello della vittoria, Maurizio Gasparri ci spiega che il centro destra  incarna l'anima profonda del paese e la dichiarazione appare ancor più raggelante se si pensa quale centro destra Gasparri designi ad interprete compiuto del sentimento della maggioranza degli italiani. Una forza politica dai connotati anomali che  contribuisce ad ingrossare l'elenco  di molte altre, nostre, anomalie : Protezionisti, votati alla tutela d'interessi corporativi, xenofobi, proibizionisti, misogini, populisti, insofferenti alle Regole e per finire in bellezza, con un'idea labile dell'unità nazionale, accompagnata da un malcelato disprezzo per le Istituzioni e per l'amministrazione della Giustizia. Esagero? Ma no, basta entrare in un bar e tendere l'orecchio per rendersi conto di quanto ciascuno dei valori sopra elencati, sia entrato a far parte del senso comune. E se il bar poi fosse di Milano, peggio ancora, bisognerebbe aggiungere alla nota anche sentori secessionisti. Ogni analisi del voto non può prescindere da questo dato. Per convincere un simile elettorato non basta una campagna elettorale ben orchestrata, il  partito della speranza e la promessa di un mondo migliore. Particolarmente se a fronte di una stagione di risanamento e sacrifici, il centro sinistra è percepito come la causa dell'impoverimento, il cupo dispensatore di disgrazie, il distruttore del sogno di riscatto sociale. Errori commessi in aggiunta, non poteva andare che così. Per quanto detto, oggi appaiono ancora più ingenui la meraviglia o lo scandalo per le numerose gaffes di campagna elettorale, quelle che a detta di molti commentatori, anche autorevoli, avrebbero dovuto convincere gl'italiani a scegliere diversamente. Così non è stato, anzi l'indifferenza dimostrata dall'opinione pubblica, fa pensare ad un crescendo di momenti d'identificazione con il capo. Ad una forma di tacito consenso. Silvio Berlusconi sa dove andare a parare e quel che a noi sembra intollerabilmente grossier, per altri è  indizio di gran personalità e irresistibile senso dell'umorismo. Possiamo consolarci in tanti modi al cospetto del disastro  : dal materializzarsi del bipolarismo che semplifica, all'ingresso in Parlamento della prima forza riformista attestata intorno al 35%, fino al fatto di avere comunque conseguito un risultato ragguardevole essendo partiti da una posizione di svantaggio. Ma per l'appunto sono pannicelli caldi : l'avversario, bipolarismo o meno, resta quello ed oltre ad essere connotato in modo tale da non consentire il realizzarsi di  un corretto gioco democratico, in questo momento ha la forza e i numeri per governare da solo. Il vero cambiamento probabilmente dipenderà dal modo in cui  l'Opposizione intenderà quel ruolo costruttivo che in democrazia, non è ridotto alle sole ipotesi dialoganti, ma se del caso, può anche divenire forza di contrasto. Noi abbiamo l'urgenza di Riforme Istituzionali, in tal senso sembrerebbe esserci disponibilità, ma chi può dire se le promesse potranno essere mantenute. Una cosa è certa : la nostra vita cambierà, soprattutto quella di chi opera nei settori più esposti ai colpi. Ma il centro destra ha ottenuto un inequivocabile mandato ed ha il diritto di governare. Curiosamente giorni addietro mi aveva irritato il tono con il quale un certo esponente del PDL, probabile futuro ministro della cultura, aveva definito , per avvalorare una sua improbabile tesi, Luchino Visconti un radical chic . So che è una piccola cosa ma ho pensato immediatamente ad un avamposto di Barbarie in rapida avanzata. - Si ricomincia - mi son detta. E non sbagliavo.
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lunedì, 14 aprile 2008
23:26

Chissà perchè..

....la Giuditta di Artemisia proprio stasera, mi pare una buona risposta al che fare ma soprattutto al come essere  ( metafore eh metafore... la testa nel cesto non è proprio quella e anche noi ..mica si va in giro conciate a quel modo...o si? )

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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lunedì, 14 aprile 2008
15:41

Exit poll e Forchette ? No Grazie.

 

 

Qui si parla solo dopo che ha parlato Bruno Vespa. Stasera. Nelle more è ammesso incrociare le dita. Tutte.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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venerdì, 11 aprile 2008
12:15

Salvarsi l'anima

Siccome le campagne elettorali si fanno per prendere i voti e non per salvare l'anima agli elettori , difficilmente la Politica,  nell' accezione più alta del termine, esce valorizzata da questi tours de force, miglior tratto distintivo dei quali, bene che  vada, è l'ossessiva ripetitività di frasi a effetto. Ottimistica e un filin velleitaria , sembrerebbe pure , in tali circostanze,  la ricerca  di  brandelli residui di spinte ideali,magari  da rinvenirsi nei temi dell'assicurazione alle casalinghe o della destinazione dell'extragettito. Manco lo staff di Obama il Trascinatore, riuscirebbe nell'impresa. Era fatale del resto, che nella stagione  delle aspettative  disattese, la vera Mission Impossible  sarebbe stata riaccendere le speranze. Da questo punto di vista , Veltroni con i suoi tentativi di Nuovo che Vorrebbe Avanzare, ha già compiuto alcuni piccoli miracoli in termini di risveglio dell' attenzione e di rimessa in gioco di Possibilità che francamente sembravano smarrite. Tuttavia, per alcuni, ciò non è ancora  sufficiente a concedersi il lusso di una rinnovata fiducia, quella vecchia si è incrinata nella precedente esperienza di governo, troppo breve e troppo gravata da priorità di risanamento per essere percepita come segnale di vera controtendenza. Resiste pertanto , irriducibile agli appelli, la determinazione di una parte degli elettori che si ripropone di non andare a votare. Non so in che modo costoro pensino di trasformare la non scelta in una forma di incisiva protesta ma non importa, finchè si è in campagna elettorale le incertezze sono oggetto di attenzioni e offerte speciali come usa fare con i compratori difficili nei migliori  negozi ma a partire da lunedì, il dato dell'astensionismo subirà il consueto trattamento : qualcuno osserverà  che la disaffezione sta raggiungendo livelli europei o statunitensi, dopodichè - mal comune mezzo gaudio - si passerà ad altro contendere. L'attribuzione dei seggi, del resto, è un meccanismo che  l'astensione non riesce a scalfire in alcun modo, perchè insistere, da parte dei commentatori e dei politici, con la disanima di quel che poteva essere e non è stato ? Ad ogni buon conto, chi decide di non votare merita egualmente rispetto, inutile agitare gli spettri della democrazia in pericolo, non perchè il rischio non sia concreto, come è logico in un paese come il nostro in cui  la tentazione autoritaria trova sempre un terreno accogliente e sempre  è in agguato, ma perchè chi rifiuta di avvalersi di un istituto democratico, mette in conto ogni rischio connesso. Personalmente amo scegliere e men che meno rinuncerei alla possibilità seppur remota di contare, poi,  per quel che vale la mia esperienza, più difficili sono le condizioni , più controversi e articolati appaiono i termini della mia adesione a questo o a quel progetto, più risulta evidente che la realtà è  tale da rendere la mia scelta necessaria . Oggi dire no alla destra può sembrare riduttivo ma dire no a questa destra e al suo designato Premier, corrisponde già ad una bella e propositiva affermazione. La rivoluzione culturale indispensabile alla sconfitta del modello sociale imperante, non si fa con il voto ma nemmeno senza. E se interrogando tutte le perplessità afferenti a questa nostra, al momento, unica possibilità di  modificare un corso degli eventi che sembra oramai così irreversibilmente disegnato,non troviamo motivazione sufficiente,  pazienza . Quanto a salvarsi l'anima non è materia in cui mi sento particolarmente preparata.Vado a votare con dubbi che non da un giorno,  sono divenuti talmente parte di me che a momenti nemmeno mi accorgo di averne ma una certezza la coltivo  e mi piace oggi  farla valere :  Veltroni si può cambiare. Berlusconi no.

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lunedì, 17 marzo 2008
07:15

Viva la campagna Due (Centre Prize)

Destra e Sinistra sembrano diventate categorie geografiche spaziali completamente superate. Due visioni del mondo che a partire dagli anni settanta hanno subito i fieri colpi di una trasformazione tecnologico culturale assai simile alla grande rivoluzione industriale.Parallelamente, la crescita dell'area moderata nelle società industrializzate ha spinto i partiti al tentativo di  far breccia al Centro. Ma nonostante questa  corsa tenda ad omologare Destra e Sinistra, le differenze continuano ad esserci.Forse più profonde di prima. Politiche internazionali, fiscali , ambiente, redistribuzione, lotta alla diseguaglianza, sono i terreni in cui il Progetto Politico marca la differenza tra tradizionalisti e modernizzatori, tra chi vuole difendere lo status quo e chi vuole trasformazioni ed adeguamento ai tempi che cambiano. Alla riduzione del gap sempre più ampio tra ricchi e poveri, al tentativo di porre limiti ad un capitalismo senza freni, devono tendere i Programmi  del Centro- Sinistra che non vuole   correre il rischio di di essere confuso con il Centro - Destra. Ricollegando il progetto ad un' identità storica , quella sì, mai smarrita e non agli orpelli dell'ideologia obsoleta,  si può ritrovare l'emozione del Fare Politico che, Obama insegna, consta di testa ma anche di cuore.

Campagna genova

 

NORD-EST  - Basta sentir parlare Illy e Cacciari per cogliere tra le righe scontento connesso a desiderio di concretezza. Il Veneto di Bisaglia che negli anni 70 portava alla DC oltre il 50% dei consensi, esprimeva ministri, parlamentari, segretari di partito e presidenti del consiglio. Le piccole e medie imprese tirate su a sacrifici da ex operai o ex contadini, senza interventi e finanziamenti,  restano ancora una rete solida ma da molto tempo priva di punti di riferimento politico.Nonostante Forza Italia e Lega si contendano il primato da quelle parti, nessuna carica pubblica è mai stata ricoperta da un uomo del nord - est . Nessun interlocutore politico hanno avuto. E loro,gl'imprenditori ,  dicono di sentirsi circondati da Francia, Svizzera, Austria, Slovenia,  paesi con liberalizzazioni più avanzate, meno burocrazia e costi più bassi per l'energia elettrica.Colpisce Illy quando spiega che ad un imprenditore friulano basta spostarsi di pochi chilometri per essere in Slovenia. Difficile qui, tra i delusi di Berlusconi e di Prodi,  proporre quel patto tra operai e imprenditori che come punto di approdo non abbia l'Impresa ma la Crescita.Tra Vicenza, Rovigo e la Porto Marghera a rischio perdita 5.000 posti di lavoro, Veltroni ha giocato una delle sue sfide più ardue.Vedremo con quali esiti, intanto è incoraggiante apprendere che ovunque abbia trovato la necessaria attenzione.

OPPOSIZIONI - La politica non abita solo in Parlamento. Non è appannaggio di chi governa ne' di chi fa l'opposizione e non elegge come sede privilegiata, quella dei partiti . Dovunque si sviluppi l'azione collettiva, c'è politica. Possiamo non condividere certe impennate populiste o la filosofia che sottende l'azione di molti esponenti  del NIMBY ma liquidare il problema senza  prendere atto che i disagi alla base di molte proteste, meritano un'attenzione dialogante e volta alla concretezza, è un atteggiamento altrettanto impolitico di quello della signora che scende in piazza a tutela del valore di mercato della propria villetta, compromesso dal passaggio della ferrovia o della tangenziale . La politica che non decide ha bloccato realizzazioni importanti senza offrire contropartite valide ai cittadini che via, via hanno formato i vari comitati del NO.Siamo così arrivati ad una situazione sospesa in cui strade o impianti di smaltimento non sono stati costruiti lasciando insoddisfatti molti,privi di un servizio altri e col prezzo dell'immobile comunque crollato,altri ancora.

PRECARIATO - Abolire la legge 30 non servirebbe ad eliminare un fenomeno planetario. Ammortizzatori sociali e scrupolosi controlli (anche sindacali, non solo governativi) per evitare da una parte che i disagi derivati dalla incertezza del posto di lavoro diventino esistenziali e dall'altra per limitare l'uso sconsiderato ed inappropriato che le aziende fanno del lavoro precario.La precarizzazione , con il suo bagaglio di discontinuità e scarsa possibilità di evoluzione professionale dei lavoratori, è una delle cause della poca competitività e a cascata, della mancata crescita del paese. Prima sindacati e imprese se lo mettono in testa, meglio è.

RIFONDAZIONE and co. Più i sondaggi piangono, più oltranzisti si fanno gli atteggiamenti. L'Arcobaleno sembra non voler adottare misure idonee per contrastare gli esiti della convergenza al centro dei partiti maggiori. Se dovesse confermarsi la tendenza che in Europa vede l'emarginazione dei partiti anbientalisti o comunisti, sfumerebbe anche il progetto di Bertinotti di fare da correttivo al progetto di grandi intese. E se è pur vero che storicamente,  i partiti di sinistra, dall'opposizione, hanno ottenuto notevoli conquiste, è altrettanto vero che quell'opposizione contava su una forte azione di massa che ne supportò  il conseguimento.

STRAVAGANZE - A rinfocolare confusioni, alcuni commentatori sostengono che la chiave di lettura del sopraggiunto fair play  tra i contendenti,  stia nel fatto che ne' Veltroni ne' Berlusconi hanno voglia di vincere, vista la congiuntura internazionale (peraltro annunciata da tempo) e l'impossibilità materiale di mettere seriamente mano ai salari e di sollecitare la crescita. Insomma a sentire certi, parrebbe che datal'impossibilità di migliorare le condizioni di vita dei cittadini italiani, nessuno voglia rischiare l'impopolarità e la sconfitta in future dispute elettorali. Un'ipotesi che messa così , potrebbe essere suggestiva e interessante da osservare : una campagna au contraire non s'era mai vista. Forse è più realistica l'ipotesi già praticata altrove. Al cospetto di gravi  crisi economiche o istituzionali, i contendenti che riportano situazioni di sostanziale equilibrio, si spartiscono le responsabilità. Non una Große Koalition,già stigmatizzata da Veltroni ma un diverso rapporto tra Governo e Opposizioni. Larghe intese su singoli progetti, si chiamano.

TASSE - I governi europei (non solo il nostro) sono sulle tracce dei fondi depositati nei paradisi fiscali. I soldi sottratti allo Stato fanno parte di quella tipologia di  azioni criminose che producano esiti devastanti a catena. Paghiamo troppe tasse perchè siamo ancora troppo pochi a pagare. Gli amanti della cerca di differenze ed anologie tra destra e sinistra , possono trovare qui sostanziali discriminanti di mentalità e,ben più importante, di programmi.

UTILE - Con una sorta di incomprensibile quanto immotivato disprezzo, si parla da anni di voto utile. Un dibattito che non mi ha mai appassionato .Il voto è sempre improntato ad un criterio di utilità. Anche in quelli più identitari ed ideologici che ho inteso conferire, a formazioni - partiti di massa o piccoli drappelli di ardimentosi, condannati all'opposizione  - era contenuta  l'utilità di tutelare interessi o, in molti casi di stagioni infelici, di fare fronte alla disgregazione. Si tú vas somos más, dice uno slogan della campagna di Zapatero. Andiamo a votare consapevoli che il governo che uscirà dalle urne  non ha chanches di durare molto.Rimandiamo i progetti ambiziosi alla prossima tornata. Senza tante storie...suvvia

VELTRONI - Un politico intuitivo, provvisto di capacità e di un gran senso del gioco. Determinato nella volontà di lasciare il segno e fare la differenza, qualsiasi sia l'impresa. Realizza in questa stagione il suo sogno di sempre. E si vede. Chi scrive, voterà per lui.

Manazze a W

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giovedì, 13 marzo 2008
21:10

Viva la campagna .Uno. ( L'esercito di terracotta)

Preceduta da una stagione di furori antipolitici  e da  momenti di occasionale partecipazione, la campagna elettorale meno avvincente della terra, procede senza soprassalti.Il filo conduttore del Rinnovamento nelle diverse gradazioni dalla pulizia parlamentare a colpi di scopettone ai più nobili richiami all'Etica del fare politico, ha attraversato quasi per intero i due anni di mandato del centrosinistra. Rinnovarsi è probabilmente il progetto più ambizioso e di difficile realizzazione che esista ma i nostri politici che contrariamente a quel che si ritiene, passano la vita ad osservarci , a studiarci e ad ascoltarci e su di noi costruiscono i programmi e modellano i propri comportamenti, tutti indistintamente hanno voluto obbedire alle richieste loro pervenute dalla società civile. In due parti e venti punti, le riflessioni maturate in casa democratica e in campo avverso (stamane complice una mezza giornata di libertà, sono andata a sentire Berlusconi all'Eur) su come l'idea di Rinnovamento è stata interpretata e come stia lavorando... 

EsercitoXian

ANOMALIA . Vetusta, giurassica, arcaica immarcescibile ed  in prevalenza composta da uomini, la classe politica italiana,è pervicacemente incollata alle postazioni della rappresentanza e del potere . Se ne è discusso fino alla nausea per un'intera stagione durante la quale  la confusione tra anzianità di servizio ed età anagrafica, tra genere e rappresentanza e ancora tra  rappresentanza e  competenze, è stata l'ingrediente di una gran marmellata in cui però non figurava al posto d'onore un principio chiave :  non sarà sufficiente svecchiare il parlamento senza decostruire lo schema politico  che sovrintende i centri di potere, locale e non . Fare il tiro al piattello col notabile di turno è stato il solo divertimento in cui ci si è applicati. Per vedere la luce ci vorrebbero Volontà e Regole. Pallida l'una, in alto mare le altre.

BERLUSCONI. Non è più lo stesso. Non fa ridere. Inutilizzabili dunque , per rinfocolare gli antichi istinti antagonisti che tanto giovarono alla Causa,  i rialzi , i trapianti e la riesumazione di vecchia anedottica sul galateo del perfetto gentiluomo alla toilette. Lui,il Silvio ,  ha cambiato mise e descamisado com'è , fa coriandoli il programma dell'avversario producendo modesta  audience  ,ha finanche eliminato dall' eloquio, sempre fluente  a onor del vero,  il mi consenta (con e meneghina, dunque assai stretta) e nominato il comunismo una volta sola,  appena, per quel po' di contraltare che le proteste sulla candidatura di Ciarrapico imponevano. Perso l'allure del nemico da abbattere, arringa il popol suo limitando l'uso di palchi e tribune , preferisce esternare in mezzo alla gente,all'ombra dei gazebo e contornato da nutrita schiera di bodyguard .Ha l'ingrato compito di essere attraente ma senza eccessi, strafare significherebbe provocare il risveglio di buona parte degl'indecisi che stavolta, manco a dirlo, sono in gran parte elettori del governo uscente.

CAMPANIA . Ianua Coeli. Dato il numero di elettori  il PD si gioca qui la possibilità del pareggio nazionale , non meno impegnativa si prospetta la battaglia per arrivare  secondo  in classifica.Qui si parrà se la nobilitate veltronionana di rifiutare il pacchetto Nusco (leader storico più fedelissimi ed inquadrati elettori) avrà pagato. Ma non solo. Liste alla mano risulterebbero gran cambiamenti o, a scelta , gran commissariamenti from loft .Di sicuro gran malumori from ogni direzione.Del resto squadra che non vince s'ha da cambià.La sensazione è  che nel compilare le liste delle politiche si sia  pensato anche a quelle di probabili amministrative a breve , vedi cambio in corsa del previsto capolista al senato improvvisamente finito nelle file della camera.Ma sono solo congetture (mie)

DIRITTI Ovvero temi impropriamente detti sensibili . Ovvero coppie di fatto & testamento biologico. Se due righe in calce al Capitolo Giustizia del programma del PD vi sembran poche, provate voi a farne passare tre

ESPIAZIONE Più Veltroni si affanna a dichiarare che il Partito Democratico ha un'identità esclusivamente riformista meno gli si crede. Non c'è altra spiegazione al fatto che da più parti continui a sembrare scandalosa qualsiasi iniziativa :  dalla presenza  in lista di imprenditori e generali  insieme ad operai e soldati semplici, al considerare chiuso il capitolo lotta di classe nell'accezione classica del termine.

FERRARA. Ci ha provato con la lista pro life, l'apparentamento e la riesumazione di cadaveroni della terza dinastia. Fin qui l' unico risultato che è riuscito ad ottenere ,a parte il risveglio di quel che resta dei movimenti femministi , si è risolto in gran dinieghi . Battaglia culturale è stato poi il peggior affronto che il programma della lista pro life abbia ricevuto:Volevano esprimere il Ministro di Sanità,sono considerati alla stregua del salotto della contessa Clara.

GOVERNABILITA' Tutto si fa per te ma il sistema elettorale non consente  altro che vittorie di misura. Dunque non finisce qui . Ed è davvero deprimente pensare ad una stagione in cui il sostanziale equilibrio non potrà produrre altro di buono se non  la scrittura di Regole per  giochi destinati a riaprirsi in futuro.

INDECISI Una consistente percentuale d'indecisi, ben oltre quella fisiologica dell'avvio campagna, caratterizza questa fase. Il dubbio : voto utile / voto identitario è una realtà essendo cambiata l'offerta politica e il quadro di riferimento : il  bipolarismo non c'è più, qualche formazione si è accorpata, altre ne sono nate e questo è di sicuro un motivo di disorientamento. A questo si aggiunge una percentuale di delusi dall'azione del precedente governo (che comunque è sempre presente nelle competizioni elettorali)   Per quanto detto ,la fetta più consistente degl'indecisi è costituita da elettori del centrosinistra mentre nel centrodestra a vacillare sono gli elettori dell'UDC. Gl'indecisi giocano una partita importante e potrebbero costringere i maggiori contendenti a resuscitare l'antico spirito competitivo basato su antiberlusconismo /anticomunismo al solo fine di rendersi riconoscibili. Potrebbe essere la fine del fair play ( e anche della noia, per certi versi ) con un Berlusconi più a suo agio in versione arrembante e un Veltroni allenatissimo a saltar fuori dalla gravitazione universale - non è mai stato comunista,non ha governato lui , ma anche ..ma anche - Ma anche è rischioso.Non lo faranno probabilmente.

LISTE  L'esercito di Terracotta  di Qin Shi Huang ci fa un baffo .Tutti corrono dietro alla società civile nella visione più stereotipizzata che c'è : basta sostituire ai mandarini, ai fanti, agli alabardieri, ai frombolieri e alle concubine imperiali,  categorie più in auge:   il Giovane la Donna, l'Imprenditore, l'Operaio e il gioco è fatto, via i politici  e largo agli uomini della strada o agli esponenti di altri Palazzi. Con la scusa di far fluire il  nuovo e dar voce ai silenti , un esercito di malleabili inesperti sarà presto a disposizione dei partiti che li hanno designati. 

MAGGIORITARIO Prima della caduta e durante le trattative pro riforma elettorale, il Porcellum si sarebbe voluto sostituire con un , proporzionale modellato ora sul sistema spagnolo, ora su quello tedesco ora su alcune improponibili fritture miste. Una soluzione di ripiego, vista la vocazione dei principali contendenti ma che avrebbe potuto agire sulle molte resistenze dei piccoli partiti ad un sistema più esplicitamente maggioritario. Il precipitare degli eventi ha prodotto un nulla di fatto ma la decisione di Veltroni di partecipare da solo ha generato molto più scompiglio tra i suoi alleati naturali e nel campo avversario di quanto possa sembrare. Resta il maggioritario ma rotto il sistema delle alleanze la campagna assume i contorni delle contese ai tempi del proporzionale.Niente più muro contro muro ma partiti in competizione in un moltiplicarsi di fronti.Tant'è che la principale preoccupazione  di Berlusconi non è tanto il PD ma Casini ( vedi richiamo alla non dispersione del voto e a convogliare i consensi sui principali partiti)

continua...

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giovedì, 06 marzo 2008
12:03

Chi le ha viste ( ma quando arrivano le ragazze?)

Qualcuno si è accorto che nel gruppo parlamentare di Rifondazione, la metà  degli eletti era donna? Preso dall'ansia di spiegare come la questione delle quote, non potesse in alcun modo riguardare il suo, quanto a presenza femminile, evolutissimo partito, Fausto Bertinotti , ieri sera ospite di Gad Lerner, ha finito col segnare un candida autorete . In effetti se  non se ne è accorto nemmeno chi sapeva, figuriamoci gli altri. Come si sarebbe,del resto, potuto? Forse che la questione Lidia Menapace VS De Gregorio in Commissione Difesa , è stata risolta con le dovute maniere? Forse che Bertinotti , Migliore, Giordano o Caruso si sono fatti di un solo millimetro da parte per consentire alle loro compagne di partito, non dico un ministero o una delle cariche istituzionali in ballo ma  chessò ...la presidenza di una commissione, la relazione di una legge, un quarto d'ora di visibilità? Stendiamo un vel pietoso . Speravamo, anzi ci eravamo messe al lavoro, per rifarci con questa nuova tornata elettorale. E infatti mai come questa volta siamo state richiestissime. Manco dovessero organizzare una balera tra Montecitorio e Palazzo Madama e  fossero in ambasce per la riuscita dei giovedì del valzer .Ogni ragazza dabbene ha avuto da scartare minimo un paio di offerte di candidature in improponibili collegi nel Lombardo Veneto o in realtà di confine o , a scelta,  ai confini della realtà . Tutti ci vogliono . Peccato che nessuno voglia   però, togliersi di mezzo e nonostante i ben centotrenta uscenti dalle liste ex DS e Margherita (da non riconfermerare) ,il bilancio non è esaltante. Si sarebbe potuto  mettere a profitto uno degli aspetti più incresciosi di questa legge elettorale,volgere in positivo  l'assoluta discrezionalità dei partiti di decidere gli eletti. Invece niente. Oltre il 40% di donne sono sì nelle liste del PD ma eleggibili alla fine saranno assai meno del 30%. Sono d'accordo con Franceschini quando riferendosi al lavoro fatto intorno alle candidature, parla di grande opera di rinnovamento : dentro le liste c'è pochissimo apparato, molta società civile, molti talenti, molti giovani, molti generali, molti operai, molti imprenditori ma donne ancora poche. Certo,scelte andavano operate:  è  lecito chiedersi se Giovane significhi automaticamente Nuovo e magari anche se Donna sia sempre Bello. Ma non è un po' tardi? Non si sarebbero dovute forse colmare, e in tutta fretta, voragini ,riannodare fili , smetterla una volta per tutte, di perdere treni? Non chiedevamo uno sforzo in più. Volevamo un atto di coraggio e di riconoscenza.  Altrove, negli altri partiti cioè, non va meglio e questo nemmeno può consolare  . Chi non ha grandi chances ,  cala l'asso della signora come designato premier (gran spolvero e idea di rinnovamento, assicurato con modica spesa).Chi ha da rinfrescare una lista, piazza una bella figliola in cima. Chi ha da riequilibrarne un'altra lascia scivolare in coda  un nutrito drappello di fanciulle. L'idea delle donne in politica va diffondendosi ma mostra gli stessi connotati tristi dell'idea che si vorrebbe attuare delle  donne nella società : elementi decorativi. Così alla vigilia dell'8 marzo del quale quest'anno si celebra il centenario , meglio sarebbe non tirare le somme : siamo troppo poche a lavorare, meno ancora nei posti chiave e sempre costrette a montare la guardia a Dignità e Conquiste. Ovunque noi siamo.Che strazio.

Scritto da sedlex in: otto marzo, elezioni 2008
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sabato, 23 febbraio 2008
09:03

Con Z de Zapatero

No es lo mismo . Il PSOE ha interamente fasciato un palazzo en la Gran Via di Madrid con questo slogan che punta direttamente ai disillusi e agli astensionisti che da quelle parti sono in prevalenza giovani.  Anche in Spagna si vota , con toni da tregenda tardofranchista , i vescovi sono sul piede di guerra, non fosse altro perchè il PP di Mariano Rajoi antagonista di Zapatero , ha esplicitamente rinunciato all'assist integralista dichiarando subito di essere favorevole all'aborto e di non voler smantellare l'impianto legislativo del precedente governo su divorzio breve e riconoscimento delle unioni di fatto. Come se non fosse bastato già l'atteggiamento niente affatto complice di sua maestà cattolica Juan Carlos I che dopo aver sistemato Chavez a Santiago del Cile, si è dedicato anche ai vescovi e al Ferrara spagnolo, Jimenez de Losantos - Ho detto a Rouco Varela ( l'arcivescovo di Madrid ) che preghino meno per me e la monarchia e si occupino più della Conferenza Episcopale che controlla la Cope - La Cope è la radio dalla quale de Losantos trasmette ogni giorno proclami, improperi e insulti  contro Zapatero definito ora come figlio dell'esorcista ora come  diavolo fatta persona e che tra l'altro, ha chiesto al re, colpevole di troppa condiscendenza verso il PSOE,  di abdicare . Juan Carlos aveva un rapporto amichevolissimo con Sandro Pertini che lo stimava profondamente. Ora se ne capisce fino in fondo il motivo. Ma, campagne denigratorie a parte,i cattolici sono in entrambi gli schieramenti e il voto potrebbe risentire del richiamo di Santa Madre Chiesa. Incrociamo le dita . Per il resto Zapatero imposta giustamente la campagna sulla valorizzazione dei risultati  ottenuti , in quattro anni di governo la crescita complessiva (economica ,culturale,politica) del paese è un dato inequivocabile e anche se rimangono sul piatto problemi irrisolti quali la riforma della legge sull'aborto, piuttosto antiquata e restrittiva ( è comunque ancora da depenalizzare il reato, per i casi non previsti) e quella sull'eutanasia,la Spagna ha acquistato sicurezza e dinamismo tali, da superare agevolmente l'Italia per reddito pro-capite e non solo. A Mariano Rajoi non rimane che la solita cantilena sui risultati che non sarebbero proprio tutti dovuti alla gestione Zapatero ma che verrebbero dalla buona conduzione precedente ,quella di Aznar.Ovvero tentare la Carta Universale della Sicurezza o del difficile rapporto con i separatisti baschi, un neo a dire il vero, quest'ultimo , nel generale successo della politica del PSOE. In vista della stretta finale , però , la sfida si è colorita di offerte a rilancio e mentre Rajoi promette aumenti delle pensioni e defiscalizzazione alle lavoratrici madri , Zapatero promette nuovi posti di lavoro con incremento di asili nido fino a 300.000 posti.Un palleggio destinato a farsi più serrato in vista dell'atteso faccia a faccia televisivo o cara a cara ,come lo chiamano loro.

Zapa3

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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mercoledì, 20 febbraio 2008
16:16

Emma

Emma Bonino nelle liste del Partito Democratico è un valore aggiunto al quale mi spiacerebbe, rinunziare . Non so (e non voglio sapere) quanto valga il suo apporto e quello del Partito al quale appartiene, in termini di voti, seggi, rimborsi. Non perchè voglia disprezzare considerazioni aritmetiche di cui conosco benissimo l'importanza ma perchè in questo caso, si tratterebbe di una perdita  in termini di Qualità Politica ed Umana di difficile rimpiazzo.Con tutto il rispetto per chi la trattativa sta conducendo in queste ore . Con tutto l'affetto e la stima per lei : Emma.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008, democrat
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martedì, 19 febbraio 2008
11:13

Parla per te

Amo i cantori della mia generazione . Ogni tanto,  è vero, mi tocca di fare il triplo salto mortale con avvitamento perchè il Mito supera la Leggenda, la Fantasia, la Proiezione e il Sentito Dire e io stento a riconoscermi in alcune "esperienze" ma poi penso che ognuno le cose, le vive a modo proprio e anche se ho la netta sensazione che mentre tutti noi correvamo da qualche parte, altri si sono limitati a fare il tifo per chi correva, passo oltre. Poco importa se l'esperienza femminista diventa un gruppo di donne che parlano dei casi loro rivendicando a tratti , il diritto di liberarsi di gravidanze indesiderate o se  una stagione di lotte ambosessi  si riduce ad una serie di puntate di Giochi senza Frontiere, guardie contro ladri, con fughe, sortite, agguati e via, via, la polizia . Io mi ricordo soprattutto di aperture di consultori, asili nido e conquiste sindacali o di spazi di libertà (faticacce immonde, altro che fidanzati infedeli , coppie aperte , prezzemolo o scontri in piazza) e altri invece esclusivamente il versante folclorico. O peggio sono dediti al pentitismo e all'autoflagellazione. Per qualcuno essere testimone attivo del proprio tempo equivale ad autoreferenzialità . Percezione soggettiva.Le proprie storie che devono essere per forza la Storia . Contenti loro. A patto che non si esageri però. Per esempio, domenica scorsa in tivvù,  il Bulimico Crociato®, per avvalorare la tesi della spensieratezza generazionale che,a suo dire, tutti condusse ad efferati delitti contro la specie, ha colorito la descrizione dell'ambiente di provenienza .. borghese, romano, tronfio...renitente alla leva per vocazione oltre che per raccomandazione e laureando in filosofia per ripiego....Ma insomma. A tutto c'è un limite. Che ci si penta, che ci si mondi la coscienza  diventando conservatori della più bell'acqua mediante battaglie, apparentamenti  e civetterie elettorali , che si portino in piazza l'8 marzo  monache e poetesse, passi . Ma quando ci si riferisce alla propria vita, al proprio ambiente, alla propria famiglia , si eviti di tirare in ballo un'intera generazione  e tutta la città. Si parli per sè . Noi si era romani ( non è illegale) borghesi (molto , ebbene sì), critici verso la leva, a buon diritto ( ma la maggior parte dei maschi poi, è andata militare ) probabilmente in discreto numero a frequentare la facoltà di filosofia ( ma non tutti e non perchè tanto poi un lavoro si trova visto che , per i comuni mortali , solo insegnamento, era la prospettiva di quegli studi  e a finire a scrivere sui giornali furono una minoranza e a dirigerli ,  non ne parliamo ) ma non tronfi, quantomeno non al punto di evitare gli accorgimenti necessari, o di girarsi dall'altra parte in caso di gravidanze indesiderate. Quella era una prerogativa della schiatta trasversale dei padroncini del vapore,dei maschietti arroganti, delle puzze sotto al naso senza talento e soprattutto senza retroterra. Le femministe non hanno da pentirsi in tal senso di nulla Dramma era allora e dramma è oggi. E il diritto d'aborto non è mai stato nella cultura e nel lessico, tantomeno nel dibattito  di quegli anni, attestato  in larga parte su temi quali la sessualità, la maternità,i figli,il rapporto tra libertà femminile e legge.Noi eravamo contro l'aborto clandestino come eravamo contro l'aborto di Stato. Angolature diverse ancora da indagare ma, e  con decisione, da sottrarre alle strumentalizzazioni.Chi ricorda cose diverse era altrove.Come lo è oggi del resto, e dunque correttezza imporrebbe  che parlasse, rigorosamente, per sè.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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domenica, 17 febbraio 2008
18:47

Si può fare? (di laicità e strumentalizzazioni)

pd costituenteInutile girarci intorno, da quando sono stati presentati  i dodici punti di Programma, l'interrogativo è uno solo e riguarda la totale assenza dall'elenco dei temi cosidetti sensibili. Può un Partito Democratico candidarsi a governare il paese disegnando un progetto di rinnovamento della società senza sfiorare l'intera partita della Laicità e dei Diritti che ruotano intorno al rispetto della dignità della persona?Certamente no.Tuttavia la settimana che è alle nostre spalle, contrassegnata da un grave episodio, quello di Napoli, di violazione dello Stato di Diritto e conseguenti reazioni istituzionali e di piazza inducono a molteplici riflessioni. Una concerne il versante altamente provocatorio del gesto, maturato in un clima odioso di attacco alle libertà civili e di gravi ingerenze di stampo  clericale nella vita pubblica. L'altra più corposa e meno scontata, riguarda il dibattito che ne è seguito e che invece di appuntarsi sulla violazione, sull'accertamento delle responsabilità e sull'azione punitiva ed eventualmente risarcitoria dei soggetti coinvolti è scivolato nel merito della legge 194, sulla sua possibile rivedibilità.Faccenda che non risulta essere tra le priorità  del dibattito politico nazionale, essendo la legge, largamente monitorata (sicuramente più della legge 30),avendo prodotto buoni risultati sul piano della diminuzione complessiva delle interruzioni volontarie ed essendo la questione dell'aborto terapeutico largamente all'attenzione degli enti scientifici preposti  e irrilevanti dal punto di vista statistico i fattori di criticità .Cose che succedono in campagna elettorale, dove per qualcuno è più conveniente parlare di vite potenziali che di vite in atto, di etica piuttosto che di precariato,di grammatica piuttosto che di pratica.Sono stata contenta che Veltroni abbia pronunziato un giudizio definitivo sulla 194 e , non m'interessa a quali scopi e con quanta sincerità, che altettanto abbia fatto Berlusconi. Nessuno può mai dirsi al sicuro in tal senso ma passi importanti sono stati compiuti . Con tutti i dubbi che il caso comporta, credo che la decisione di non comprendere nei dodici punti programmatici i temi sensibili, sia stata la più saggia possibile, trappole provocatorie disseminate per ogni dove, avrebbero ridotto temi fondamentali della nostra vita  ad un vuoto contendere per fruitori di programmi televisivi elettorali. Impossibile affrontare tali argomenti col metro della semplificazione senza scadere nella banalità.Impossibile altresì far fronte ad inevitabili integralismo e strumentalizzazioni. Meglio evitare, anche se appare chiaro che la scelta ubbidisce anche ad un'esigenza del PD di non scompensare un fronte interno con il quale però  il dialogo sui temi della laicità dello Stato non può che essere rimandato.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008, democrat
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sabato, 16 febbraio 2008
05:57

Rispettiamoci

Adesso se scrivo che questo titolo sparato in prima pagina è un affronto, di sicuro qualche appassionato di comunicazione, mi viene a fare il pistolotto sul senso provocatorio dell'affermazione  che  fa tanto bene alle coscienze. Grazie tante. Ho già fatto il pieno di paternalismo quando mi sono aggiudicata i sentiti ringraziamenti del Segretario del Partito - non ci posso credere - contenuti nell'articolo di fondo.Titolo : Ne va della civiltà di un intero paese. Appunto. Ma poi grazie de che? Noi giovedì scorso eravamo di presidio ai nostri interessi leggittimi, a protestare per un abuso,a chiedere il ripristino della legalità , mica per fornire gratuiti spot elettorali. A chicchessia. E infatti chicchessia s'è premurato di fare sul proprio giornale , un titolo speculare a questo. Anch'esso  provocatorio. Anch'esso per scuotere le coscienze addormentate e suggerire civili scatti d'orgoglio. Noi non possiamo davvero permetterci di trascinare i temi della dignità della persona, della nascita, dell'amore, della malattia e della morte nelle trappole di basse speculazioni politiche.Ne' possiamo giocare di rimessa su temi largamente affrontati in passato e su conquiste di civiltà faticosamente ottenute . Tantomeno possiamo assitere alle liti tra PD, Arcobaleno o quel che sia, sul diritto di primogenitura di eventuali battaglie. Rispettiamoci. Se temi del genere devono essere inseriti nei  programmi elettorali, che lo si faccia politicamente,nel senso più alto che questo termine suggerisce ma soprattutto evitando gli effettacci. Nei momenti chiave della lotta per la 194, le autodenunciate  per interruzione volontaria di gravidanza, pur nell'estrema provocatorietà di quel gesto,  non si sono mai definite assassine, ciò nel rispetto delle donne che avevano praticato l'aborto, del loro dramma, del loro dolore. Narcisate di questo genere, ci trascinano sul terreno che l'avversario desidera, retrovie abitate da mostri colpevolizzanti. Rispettiamoci e rispettiamo le nostre battaglie. Contrariamente a chi ci chiama assassine, stavolta siamo noi ad essere dalla parte della legalità.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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giovedì, 14 febbraio 2008
23:15

Indietro non si torna (soglia di sbarramento)

lungara 1A riprova del fatto che indietro non si torna, non ci sono solo le manifestazioni  e i presidi in molte città , l'Appello delle donne promosso da Micromega e le iniziative sul piano istituzionale dei ministri di Salute e Giustizia ma, inedita quanto appropriata, anche la risoluta presa di posizione delle sei consigliere del CSM  perchè il Consiglio intervenga a riflettere sull’intervento dell’autorità giudiziaria, sulle sue modalità di esecuzione, sulla tutela dei valori costituzionalmente protetti . Nello stesso documento si sostiene  inoltre  che per quanto si apprende da organi di stampa, sembra sia stata pretermessa ogni considerazione della particolarissima e traumatica situazione imprescindibilmente correlata a ogni interruzione volontaria di gravidanza. Fatto che, se troverà conferma, merita l'attenzione del Consiglio soprattutto se si considera che la legge 194, disciplinando le condizioni e le modalità per l'interruzione, prevede una procedura che consente di verificare documentalmente l'osservanza delle condizioni di legge.

Se è vero che i fatti di Napoli sono maturati in un clima di regressione civile, l'unico modo per annullare possibili, effetti intimidatori sulle donne che in futuro dovranno avvalersi della legge 194, è l'individuazione di specifiche responsabilità. In questo caso non si tratterebbe di confrontarci sui temi dell'etica, della vita, sulle nuove tecnologie diagnostiche o sull'opportunità di  moratorie internazionali . Si tratta di ristabilire la legalità. Ogni riflessione che non trovi cittadinanza in un quadro di valori democraticamente definito, sarebbe , in tal senso, pleonastica e fuorviante. Piacerebbe molto agli esponenti del neo movimento per la vita, cavalcare il clamore dell'episodio guadagnando un bel po' di visibilità, magari , già che ci sono , confondendo le acque con vittimismi, banalizzazioni e apprezzamenti disgustosi e fuori di luogo sulla sindrome di Klinefelter. Non a spese dei diritti violati però, tantomeno a spese delle donne. Chi ha duecentocinquantamila euro (pochini in verità, per una robusta campagna, dunque ci si attende il peggio in termini di pubblicità occulta)  da investire per produrre la propria Tavola di Valori sulla vita, la nascita, la maternità, in una competizione elettorale, dev'essere accontentato. Che li spendano tutti ,fino all'ultimo centesimo, poi s'infrangano su quel Santo Istituto che si chiama Soglia di Sbarramento.Amen.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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giovedì, 07 febbraio 2008
12:56

Run alone

run L'aritmetica è importante in politica e in democrazia ma non è il solo criterio di valutazione , soprattutto sconsiglia di sommare grandezze non omogenee. Disabituati a ragionare in termini politici, può capitare di perdersi in  dietrologie o alchimie interpretative  estrose (molto di moda) come se la decisione del Partito Democratico di presentarsi al vaglio degli elettori da solo, fosse dettata da ragionamenti velleitari o di riduzione di un danno che ove mai dovesse inverarsi, sarebbe difficile attenuare. Abbiamo probabilmente dimenticato che ogni strategia politica o elettorale contiene un margine di rischio che nessuna alleanza, per quanto ampia, o patto di desistenza o accordo tecnico potrebbe mai diminuire. Abbiamo disimparato il coraggio e la determinazione e dissipato il talento di far progetti non ideologici ma egualmente improntati ad una visione del mondo, ad una coerente direttrice di pensiero.Nella pratica quotidiana del puro e semplice smussare gli angoli, un po' a me, un po' a te, abbiamo annacquato la stessa idea di Sintesi. Oggi possiamo contare sulla certezza che le differenze tra il PD e i possibili alleati, sono tali da poter consentire  un risultato soddisfacente solo dal punto di vista numerico, NON certo da quello politico. A che serve rabberciare un'alleanza, un cartello elettorale che in teoria potrebbe più agevolmente guadagnare il risultato ma rischia di sgretolarsi in ogni momento per mancanza di una comune visione del mondo?  L'ideale cassetto della scrivania del Consiglio dei Ministri presieduto da Romano Prodi , è pieno di Progetti di Legge approvati e mai pervenuti all'Aula per mancanza di numeri. Unioni di fatto, Conflitto d'interessi, Legge sull'immigrazione ... Che vittoria è stata quella del 2006 ? Ogni provvedimento assunto è stato l'esito di un lungo lavorìo per contrastare veti o comporre litigiosità. Se il buono che il governo Prodi ha realizzato, stenta ad emergere lo si deve anche all'immagine di disgregazione che ha prevalso su tutto. Oggi per delineare un'alleanza a priori, il PD dovrebbe smentire la propria identità, i maggioritari per vocazione è bene che anticipino nei fatti, il proprio senso del fare politico  non solo quello pur nobile del testimoniare. Se trattasi o meno di scivolamento al centro, lo decidano i Programmi e non le aggregazioni. Ma sia chiaro da subito, il  PD non corre con spirito olimpico. Corre per vincere.

Scritto da sedlex in: elezioni 2008
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