martedì, 29 luglio 2008
18:01

A mezzo posta

La diceria che in Poste l'assunzione non fosse più soggetta a concorso ma a sentenza del giudice del lavoro circolava dai tempi successivi alla privatizzazione, da quando cioè  il taglio di 22.000 addetti aveva reso indispensabile il ricorso alla flessibilità dei nuovi contratti.  Tutta colpa, dunque, di un imponente, malaccorto  ( e sovradimensionato)  Piano di Assunzioni a tempo determinato, mai sottoposto ad autorizzazione degli Uffici competenti, quindi invalido, proprio come i contratti di lavoro che originava e che risultando, privi della condizione essenziale per l'apposizione del termine, erano nulli. Scoperta che fu la falla, ben presto si capì che sarebbe stato sufficiente aver lavorato venti giorni, per essere in condizione di fare un ricorso, rivendicando, con buona probabilità di successo,  risarcimento e reintegro. Inutile dire che le Preture furono, in breve tempo, invase da richieste, minimo di un ristoro in denaro. Questa faccenda che va avanti in realtà da una decina d'anni, non riguarda solo i 27.000 , sopraggiunti agli onori delle cronache per il famoso emendamento antiprecari, poichè a quelli  andrebbero  sommati  i 17.454 che hanno vinto la causa e sono già stati reintegrati. Appare chiaro che se l'enorme contenzioso si avviasse ad esito positivo per i ricorrenti, si produrrebbero per Poste Italiane le condizioni ( esuberi più esborsi) di un sicuro fallimento. Taccio sulla misura proposta dal Governo che risolve una questione e ne apre altre mille e su questo modo di infilare di soppiatto tra le pieghe della Finanziaria, qualsivoglia emendamento con la speranza di farla franca. Mi domando invece cosa ne sarà del mercato del lavoro, se a fronte di una gestione impropria della flessibilità, la via più breve per essere assunti o per recuperare un po' di soldi, è fare causa e questo con buona pace degli sbandieratori del merito, dello studio, dell'impegno e della qualità del servizio che certo con queste migliaia di avvicendamenti, non ci guadagna. A noi contribuenti resta, al solito,  da pagare il prezzo dell'ennesima gestione dissennata e, con ogni probabilità, clientelare.

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lunedì, 28 luglio 2008
17:23

Gl'Indios però, no...

Mi sento un po' presa per i fondelli quando leggo che Vladimir Luxuria parteciperà all'Isola dei Famosi per portare all'attenzione dei telespettatori le problematiche che  affliggono gl'Indios  in Honduras. A me non sarebbe sembrato così  stravagante, concluso il mandato parlamentare, che Luxuria, professione soubrette - seppur sui generis -  fosse tornata alle  sue tradizionali occupazioni magari   sostenuta dall'impatto della  sua centuplicata notorietà. Non vedo, dunque,  per quale motivo si senta la necessità di nobilitare una scelta attinente alla carriera, strumentalizzando condizioni umane la tragicità delle quali, mal si addice allo Spettacolo e alla disinvoltura delle sue regole, alla conduttrice strillazzante e con pretese, al clima complessivo dei realities che tutto maciullano in nome dell'audience. Credo che questa trovata della missione sociale nasconda una bella dose di moralismo. Non si ha il coraggio di dire che il cachet, unica ragione possibile di una  scelta tanto deprimente, è tale da sostentare interi villaggi di honduregni per tutta la vita? Si rinunzi, starebbe a significare che un minimo di buon gusto ancora è rimasto. Coloro  che di Luxuria hanno apprezzato la battaglia, si sarebbero fatti bastare quello. Diversamente  si vada al lavoro in Honduras, non si può dire a testa alta, vista la scarsa qualità dell'impegno richiesto, ma con un briciolo in più di schiettezza, lasciando ad altri le ipocrisie. La politica spettacolo non può disturbare solo quando è di berlusconiana provenienza.

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sabato, 12 luglio 2008
11:30

Bye bye baby ( quadri plastici a destra)

dipietro03

Diciamoci la verità : quando è  salito sulla trebbiatrice -  non prima di  aver dato del magnaccia al presidente del Consiglio - realizzando con quel gesto una plastica  rappresentazione del vivido contrasto tra il Sudore e la Dignità da una parte, e le Mollezze del Potere Depravato dall'altra, in parecchi hanno pensato che il cerchio si stesse per chiudere. Che al quadro si fosse aggiunto quel  quid che mancava al raggiungimento della completezza. Che ci sarebbe voluto un cuore di pietra per non ridere. E meno male che il suocero del sindaco di Roma si è dato subito un gran dafare a prendere le distanze. Mussoliniano Di Pietro ? Non scherziamo !. La battaglia del grano era una cosa seria ! Come dire  che quella del ventennio, era una battaglia sociale, insomma una faccenda che con  Tonino ha poco a che vedere. Ancora non sapeva, il Rauti Giuseppe detto Pino, che di lì a qualche giorno su Libero, Di Pietro avrebbe fatto un'apertura di credito alla Destra di Daniela Santanchè . Quando si tratta di antiberlusconismo, si sa, chiunque va bene. Qui invece, e cioè dalla Trebbiatura in poi , è di scena la battaglia  per la  leadership, ovvero la gara a chi fa l'Opposizione  più strillata e più maschia, cioè a chi si distingue di più come campione di una guerra senza quartiere contro Berlusconi, non escludendo colpi bassi e  la segreta aspirazione di fare dell'affaire Carfagna, una fortunata replica del Watergate. Il resto del progetto dipietrista è presto detto  e  va nella sostanziale indifferenza dei conflitti sociali e dei grandi temi ideologici ( pace - guerra). Qualcuno ha capito cosa pensi Tonino del precariato? E del conflitto arabo-israeliano?   Ma per tornare alla perfomance di Montenero Bisaccia , il nostro aspirante leader , portati all'ammasso quei bei quintaloni di prezioso raccolto, è tornato a Roma e ha fatto quel che ognuno sa : arringando una folla di ventimila persone ( semo Romani... e con la capienza delle nostre piazze, ci balocchiamo da quel dì ) sui temi della Giustizia , tra cattive compagnie, affermazioni e ritrattazioni, s'è giocato l'alleanza col PD. Poi, avendo ricevuto conferma dai giornali del fatto che una  delle modalità più efficaci di ogni battaglia politica di opposizione, è la sindrome della Tourette, non solo ha offerto impavido il petto a critiche autorevolmente feroci ma confermando io sto con la piazza, si è guardato bene, rientrando in Montecitorio, dal votare gli emendamenti posti su Lodo Alfano e sulla salvaprocessi. Che fa una Vera Opposizione? Applica il criterio del tanto peggio tanto meglio, così è più visibile ed aspra ( oltre che inutile) la battaglia. Dei cittadini e delle loro questioni con la giustizia ...che importa? Lui - il Grande Trebbiatore - continua a stare con la piazza che di Giustizia, s'interessa solo quando si tratta del Premier, per il resto, i cittadini che hanno cause in corso possono pure aspettare. Potere immenso di Silvio Berlusconi, non solo detta l'agenda politica ma fagocita i detrattori rendendoli in tutto e per tutto simile a lui. Speculari. Chissà perchè gli episodi degli ultimi giorni mi fanno pensare ad Heider a Le Pen alla Lega...a quante volte la sinistra in crisi ha generato mostri. Il movimento che fa capo a Di Pietro è tendenzialmente di destra perchè disprezza i partiti, le istituzioni, non si occupa di questioni sociali e reclama una repubblica giustizialista ( il punto è qui, non nella legalità o nella moralità, leggittime aspirazioni di qualsiasi movimento liberale). Attorno a lui, inoltre si raduna l'Antipolitica che,  da Veltroni a Bertinotti passando per i sindacati, tutti detesta. Un mondo che ha fatto dell'assalto alla democrazia, la sua connotazione fondamentale. Tra Ecce Bombo - visto che il riferimento ricorrente sono i girotondi di qualche anno fa  - e il no Cav Day però, c'è un abisso di cultura politica, di linguaggi, di umori, di disincanto. Per quanto Veltroni possa  convertirsi ad uno stile più determinato, non potrà mai rendersi interprete dei fautori di quella distanza. In nome della chiarezza è bene che le strade si dividano. Di Pietro continui pure a collezionare le e mail dei delusi e a farsene vanto. Più importante del raggranellar consensi con le boutade o con le piazze mezze piene , oggi per il PD è importante la precisazione di un'identità sociale che perseguendo alleanze sbagliate, rischierebbe di uscire sfigurata. Sia questa separazione, l'avvio di una diversa fase.

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lunedì, 30 giugno 2008
19:46

DignitĂ  quando ci pare

rom 465219

Indecente proposta razzista, violazione della dignità umana e del principio di uguaglianza : permetterebbe ( Silvio Berlusconi ) che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini? Non hanno dimenticato proprio nulla quelli di Famiglia Cristiana nel loro ultimo editoriale contro la proposta Maroni.  Peccato che la dignità umana e il principio di uguaglianza non abitino solamente nei campi dei senza territorio. Facile indignarsi per la sorte di quei poveri bambini, meno facile è applicare gli stessi principi quando la violazione concerne il diritto ad una morte dignitosa, al riconoscimento di un legame tra due persone dello stesso sesso o di sesso diverso che non desiderano sancire il vincolo in chiesa o in municipio, alla maternità consapevole e senza rischi, all'identità sessuale, alla fecondazione assistita. Anche in quei casi avremmo trattati internazionali, codici etici da rispettare o più semplicemente un sentimento di umana compassione del quale farsi carico. Anche in quei casi si tratta di soccorrere sofferenze. Anche in ciascuno di quei casi ci sarebbe un orribile discrimine da contrastare. Quelli di Famiglia Cristiana pensano di poter utilizzare principi universali solo a beneficio di alcuni casi particolari. Non è una novità, poichè è anche grazie alle analisi selettive della realtà di quei ministri, deputati, lettori cattolici, le cui coscienza l'editoriale va interrogando  con tanta foga,  che questo Paese si trova  nello stato di arretratezza in cui si trova.

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mercoledì, 13 febbraio 2008
08:56

Anonimo Napoletano (o magari no)

Se non ci fosse di mezzo una poveretta costretta a subire interrogatorio appena fuori della sala operatoria, si potrebbe ironizzare, particolarmente su quella irruzione delle forze dell'ordine a verifica di  malfunzionamenti ed abusi in un ospedale, guarda caso, di Napoli. E poi sulla segnalazione anonima che ha provocato tanta sollecitudine ma questo solo perchè  la Legge ne prescriverebbe l'inutilizzabilità . Così, dopo aver subito un iter ineccepibile quanto doloroso, un intervento e un trattamento  post-operatorio a dir poco singolare, quella Signora non potrà nemmeno procedere per calunnia. Non un gran risarcimento rispetto alle offese patite, ma insomma.. che qualcuno si scusi in modo tangibile, può aiutare a star meglio. Speriamo almeno che quanto si sta muovendo in termini di reazioni , soccorra l'inevitabile senso di vulnerabilità e solitudine. Sarebbe già un risultato.  Un clima intimidatorio, del resto,  è un clima intimidatorio e monta in spregio dei singoli drammi, percorrendo le tappe canoniche dei convegni, delle esternazioni e dei pubblici dibattiti. La scienza e la fede si contendono la partita principale mentre nelle retrovie, tra etica, giurisprudenza e psicologia, un fiume di parole ci racconta che dalla denunzia dell'aborto selettivo dei concepiti di genere femminile in alcuni paesi asiatici (la grande partenza, di circa un anno fa )  è logico e conseguenziale mettere le mani sull'intero tema dell'interruzione volontaria di gravidanza e dunque rivedere anche la  legge sulla maternità responsabile. . Singolare è il fatto poi, che di quella legge venga attaccato il punto più delicato del conflitto tra i diritti della donna e quelli del concepito. Dal punto di vista politico è un agitare di grandi sensi di colpa a fini strumentali, da quello giurisprudenziale è un buttare all'aria il punto d'equilibrio faticosamente raggiunto trent'anni fa. Ed è davvero triste constatare che alla fine, sollevato il polverone immondo, ogni diatriba sembra valere zero.I vescovi chiariscono che non è allo smantellamento della legge 194 che puntano, i medici a convegno definiscono meglio il loro pensiero  e dalle irruzioni poliziesche risulta che nessun abuso è stato compiuto. Resta in piedi probabilmente solo il grande senso di colpa,chi lo ha agitato sa dove va a parare. Allora non si può fare a meno di concludere che nel mondo, l'esercizio di libertà da parte delle donne, comunque si manifesti, corrisponde ad una minaccia e scatena gl'istinti più bassi da parte di quella società patriarcale, indisponibile a cedere terreno, costi quel che costi. Dalle guerre, alle vessazioni,alle lapidazioni alle costrizioni dei corpi del mondo antico e non solo, fino ad arrivare a pratiche più sottili e devastanti, moderne ed evolute ma sempre meno anonime.

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mercoledì, 31 ottobre 2007
13:22

Oh mein papĂ 

Vista la probabile natura del ruolo paterno, a me che il detenuto Cutolo abbia avuto una figlia, interessa quanto la notizia che è volata una mosca in Cina.Piuttosto sarebbe da chiarire come mai a Cutolo sia stata concessa nel 2001 un' autorizzazione che al momento dell'impianto contravveniva l'Articolo 1) della legge 40 sulla fecondazione assistita che ammette a questo trattamento esclusivamente le coppie infertili, mentre invece si continua ad impedire a coppie portatrici di patologie virali o genetiche lo stesso diritto.E meno male che il 41 bis è uno dei capisaldi della nostro Sistema Carcerario.Tra scartoffie,consensi informati e visite mediche varie, durante il perfezionamento della pratica,il carcere di massima sicurezza dev'essere stato più frequentato dell'ambulatorio della Mutua a Centocelle.Tutto per soddisfare l'estremo atto di narcisismo e assicurare la progenie ad un malvivente condannato a sette ergastoli. Un atto di civiltà.Dicono.

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mercoledì, 22 agosto 2007
21:12

Tenetevi forte

Ignara bellezza

Rubata sensualità

Fiore reclinato

Peccato d'amore

Sandro Bondi per l'arancione Michela Brambilla. Pubblicata da Vanity Fair qualche settimana fa.

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domenica, 19 agosto 2007
18:35

I veri veritieri dei caffè in centro

Manco fossero stati di nessun conto, i grattacapi e gli strambuglioni millennari dei quali, nel corso del tempo, si sono fatti carico i volenterosi  dediti alla ricerca della Verità , abbiamo di recente scoperto, essere stata quella fatica secolare, del tutto inutile. Dunque, la buona notizia è che possiamo buttarci dietro le spalle ogni  nostro problema in ordine alla comprensione dei fenomeni e smettere di cercare,  salutando la nascita della Nuova Era : quella della  Vera Verità. Non serve cercarla, basta scendere al bar di sotto (occhio all'inflessione dialettale del barman però ),fare una ricognizione in rete,guardare i notiziari televisivi  o leggere i giornali. In ognuno di questi luoghi, troveremo insieme all'Allarme,  l'invito a non divagare a non giustificare ( che nella testa dei Veri Verietieri è sinonimo di spiegare) a non indulgere e, in definitiva, a capire che non c'è niente da capire.Bisogna muoversi. Ed ecco a voi...l'ultimissimo diciamoci la Vera Verità raccattato in giro :

gli zingari rubano, puzzano e sono incivili

gl'islamici hanno tutti una bomba sotto al letto e quando vi si sdraiano sopra, sognano il Califfato Planetario.

i calabresi sono tutti ndrini ( seguono i napoletani e i siculi con la corretta attribuzione alle mafie di riferimento) all'estero dove c'è pizza c'è faida e a Roma dove c'è caffè ..camorra.

i Culattoni (perchè perdere tempo a definirli omosessuali?) offendono la morale o (a scelta) il buon gusto e  sono tutti da eliminare,  semprechè non indossino la grisaglia anche il 15 di agosto e non bacino il fidanzato a casa propria. Tirando le tende.

i giudici sono tutti assassini col vezzo della scarcerazione facile (leggi ! ci vogliono leggi che tengano in galera gl'indiziati anche senza prove).

Il complotto demoplutogiudaico non si è affatto estinto.Come sacerdoti illustri (ed inquisiti) insegnano.

Siamo ben oltre il dizionario dei luoghi comuni - magari fosse - e delle idee rimasticate.E stupisce soprattutto che alcune delle informazioni di cui sopra, siano state prelevate dal Riformista del 17 agosto (pizza o caffè riferiti alle connessioni mafiose ) o dalle dichiarazioni della segretaria di un Partito,  quello Radicale, al quale molto dobbiamo in termini di Diritti Civili (vedi esternazione sui caffè del centro di Roma).Sono una frequentatrice abituale di alcuni dei bar  a rischio criminalità, secondo quanto affarmato ,non mi sembra che vi si parlino dialetti particolari ma ciò ovviamente non si pretende sia sufficiente a mettere queste attività al riparo dai sospetti. Chi sa però parli,non si limiti a rilasciare dichiarazioni alla stampa,denunzi a chi di competenza anche solo i propri dubbi. A me sembrano atteggiamenti questi di una gravità inaudita.Con certa stampa oramai siamo al : prendetevi il vostro Altro , quello diverso da voi, che v'inquieta che parla un 'altra lingua o veste a modo proprio e giocateci al tiro a segno. Siamo alla Tolleranza Zero come unica ansia di riscatto sociale. Non è un caso che questo treeeeeendissimo atteggiamento dell'utilizzare il politicamente scorretto per mascherare i propri istinti peggiori, si trasferisca e velocemente invada anche il campo dei rapporti spiccioli.Basta salire su un autobus o partecipare ad una discussione per trovare manipoli di Veri Veritieri con endemica propensione al giudizio sommario e capaci solo di mordere mentre invocano le Leggi Speciali e plaudono agli Squadroni della Morte.I vigliacchi navigano nella bassezza delle molotov lanciate contro i campi rom o gli assembramenti degli homeless nottetempo ma sono i propalatori di questa Sottocultura Politica a doversi vergognare per primi di essere, in barba agli sculettamenti tutti interni al coro (altro che fuori) , semplicemente dei razzisti ignoranti .

Nell'illustrazione il team multietnico del Caffè Cabrini di Chicago,indizi sicuri di connessioni con le mafie internazionali sono riconoscibili sulle espressioni del volto dei pericolosi elementi che servono ai tavoli

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venerdì, 10 agosto 2007
17:27

Stessa identica pasta

L'Uno  pensa che l'omosessualità sia il tratto caratteristico  di una razza e reclama la pulizia etnica, l'Altro non conosce la differenza tra rivendicazione e istigazione all'odio e come se non bastasse, è puerilmente convinto che l'ingiustizia sociale sia la conseguenza di una legge.La pasta è la stessa : l'Ignoranza ad ampio spettro :  quella che dall'uso improprio della lingua, passando per il pressappochismo e il disprezzo dei propri simili, finisce con l'essere ostacolo di crescita civile e sociale. I precari e gli omosessuali dovrebbero ringraziare rispettivamente Caruso e Gentilini per la Sensibilità e per l'impareggiabile contributo offerto alla possibilità di questo Paese di affrancarsi dalla barbarie.

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mercoledì, 31 gennaio 2007
17:03

La media Verònica (el arte de torear)

Variante de la Verónica en la cual el torero, apenas le sobrepasa el astado, recoge el capote de costado, obligándole a girar a su alrededor. Suele ser la manera de rematar una serie de Verónicas. :

Largas : Lances en los cuales el torero suelta el capote de una mano. Admite muchas variantes.  

Gaonera : Pase que se realiza con el capote cogido por la espalda, con una mano recogida en la cintura y la otra extendida, que es la que lleva al toro.  

Chicuelina : Inventado por el maestro Cichuelo, es uno de los pases  repetidos. El torero cita como para una Verónica, pero cuando el toro mete la cabeza, el diestro gira en sentido contrario al del morlaco.  Porta Gayola : Se recibe al toro nada más salir de chiqueros, de rodillas y mostrándole todo el engaño. Es una suerte muy peligrosa y espectacular.  

Faroles : El torero pasa el capote por encima de su cabeza y gira el cuerpo para quedar situado frente al toro al terminar el lance. Da  Carta Historica sobre el origen y progresos de las Fiestas de Toros en España 

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mercoledì, 27 dicembre 2006
07:46

Non si capisce bene perchè

....si debbano ritenere degne di nota le osservazioni  a tutto campo (sul Papa o su Clio Napolitano) di stilisti che disegnano (e ahimè producono) scarpe come queste : 

 

 

o abiti come questo :

E non sto qui a rimpiangere la noia dei Valentino, la ripetitività di Chanel, o la finta essenzialità  Armani, stereotipi di un'eleganza scritta e prescritta dall'abito al mouchoir. Incrementare il PIL tacendo, quantomeno se si è ignoranti come capre. Ci vuole molto?

 

 

 

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domenica, 17 dicembre 2006
13:46

Taglie di Stato (bulimia mediatica)

Inutilmente trionfale un  comunicato annuncia l'alleanza strategica contro l'anoressia stipulata tra il Governo nella persona di Giovanna Melandri e l'industria della moda Eccolo

Il Governo e le associazioni della Moda hanno stretto un'alleanza strategica per avviare un percorso comune di lotta all'anoressia. C'e' da esserne orgogliosi e desidero esprimere il mio ringraziamento per la disponibilita' con cui gli operatori della moda hanno risposto all'appello del Governo. Ci auguriamo ora che anche altri operatori del settore (fotografi, agenzie di modelle, riviste specializzate, etc.) si possano unire a questa importante iniziativa che fa parte di un piano piu' complessivo del Governo teso a intervenire sul livello sanitario e educativo nella prevenzione delle malattie legate ai disturbi dell'alimentazione'.

Incompetente e approssimativa è la parola della politica spalleggiata dai media che nei giorni scorsi sull'argomento "anoressia", hanno imbandito una tavola in cui c'è stato da mangiare per tutti, dagli esperti improvvisati,ai conduttori più moralisti che ci fossero, tutti a interrogare star e starlette con le rotondità rifatte, piene di buoni consigli per le magre con la diagnosi più pret à porter reperibile su piazza: è colpa della moda,delle modelle,del canone vincente,del culto dell'immagine e di conseguenza  è colpa della subalternità femminile alla Moda. Non ce la siamo cavati meglio con quanti hanno invece tentato l'analisi psicosociologica del fenomeno, colpevolizzando le malate e le loro famiglie.Giudicare e Mandare prima ancora che Sorvegliare e Punire.Focault s'è perso un pezzo per la strada.Sull anoressia è un fenomeno complesso in cui la moda o le modelle, se intervengono, non sono che l'ultimo anello della catena.Nel primo c'è un trauma dell'esistenza affettiva che nessuna offerta di alleanze strategiche governative o massmedialogiche può alleviare.Disturbo dell'amore e della sessualità più che dell'alimentazione per un  sintomo che è afferente al cibo ma nasce altrove.Il rifiuto di mangiare segnala una resistenza estrema e silenziosa, un desiderio d'altro, di qualcosa di non consumabile che restituisca a chi soffre di questo problema, il senso dell'essere.Segnale di una richiesta all'altro o di un rifiuto dell'altro,manovra talvolta di anestetizzazione fisica o psicologica  dai dolori o dalla caduta di difese che la relazione con l'altro può provocare.

Mentre la politica non ha risposte per la sofferenza di Piergiorgio Welby,è invece subito pronta a offrire norme  estetiche, sanitarie, commerciali,protocolli d'intesa sul corpo delle ragazze magre,divenute esemplari di una specie da sorvegliare,medicalizzare e infine,  come sempre, colpevolizzare e punire ne' più ne meno come ai tempi dell'isteria , che incorpora un secolo di mutamento della soggettività femminile.Nessuna punizione al contrario per il mondo della moda che da tutta questa bagarre e con la piccola spesa dell'immissione in passerella di qualche taglia 48 in più,avrà solo che da guadagnare.

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domenica, 03 dicembre 2006
12:31

Spie come noi (Character Assassination)

Lui si prepara  a quello che, ha già annunciato, si rivelerà il  processo del secolo, scrivendo articoli intitolati J'accuse, Io nel mirino, Fabbrica di fango e , quello che preferisco, Il Fronte degli sciacalli,  tutti pubblicati su "Il Giornale", quotidiano di cui è vicedirettore e tutti in stile rigorosamente fallaciano, concioni, invettive, immagini da tregenda ma soprattutto tesi strampalate, improbabili, come quella che sia stato Romano Prodi ,addirittura coinvolto nel rapimento e nell'omicidio di Aldo Moro. Paolo Guzzanti, (chi se non lui), va detto, ha in genere un rapporto con la realtà piuttosto alterato. Per esempio è uno di quelli che ha scritto che i Democratici  non hanno vinto le elezioni di mid term, che la tregua tra Libano Israele non si sarebbe mai fatta e tutto ciò sarebbe solo indizio di scarsa perspicacia, se queste sue considerazioni non fossero contenute in articoli dati alle stampe, nello stesso istante in cui, rispettivamente Nancy Pelosi s'insediava come speaker del Congresso o Unifil schierava le  truppe lungo il confine libanese, esito questo, di un intervento ONU e di una soluzione ampiamente negoziata .Insomma  Guzzanti è uno di quelli che se le cose non vanno come dice lui ,non esita a inventarsele tirando per i capelli le interpretazioni e negando meticolosamente ogni evidenza. Quale migliore occasione, dunque, di una Commissione Parlamentare d'Inchiesta, la Mitrokhin, tutta a sua disposizione, per reperire elementi che possano diventare, una volta resi pubblici, la tomba politica dell'antagonista di Silvio Berlusconi, Romano Prodi. Certo deve essere stata una corvè defatigante, un intenso calvario, perchè su Prodi (ma anche Pecoraro Scanio e Bassolino) ha trovato ben poco e così a tre mesi dalla campagna elettorale, a Guzzanti non rimane che commissionare al suo consulente privilegiato, Mario Scaramella, di costruire a tavolino il carteggio, la pratica, la prova provata che Prodi sia da lunga pezza  l'uomo di fiducia del Kgb in Italia, ipotesi da suffragare con racconti di conti in banca a San Marino sui quali far affluire  i rubli e i copechi provenienti da Santa Madre Russia, testimonianze di agenti del KGB sparsi in Europa o da andare ad  acquisire  direttamente in Russia, previa autorizzazione del Ministero degli Esteri e dietro presentazione di cospicua nota spese. Tutti i salmi,si sa finiscono in gloria. Ma se tutto ciò non dovesse bastare, perchè non far saltare fuori dal cappello anche un'evidenza del legame tra Cooperative rosse e criminalità organizzata ,una convergenza che si consuma nell'indifferenza tutta politica delle "toghe rosse" di Napoli? Il resto delle pretese delle invocazioni delle richieste di Guzzanti a Scaramella è contenuto nelle solite intercettazioni telefoniche pubblicate dal solito giornale,in cui si evidenzia,tanto per cambiare,soprattutto la follia di chi, appena disponga di un briciolo di potere si sente autorizzato a farne uso  improprio,il gran dispendio di denaro pubblico e il coinvolgimento disinvolto in affari loschi, di personaggi dal curriculum discutibile, chiamati in qualche modo a servire lo Stato con i risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti.I costi per la democrazia sono enormi e non sono solo quelli economici. Il Character Assassination,la distruzione della reputazione ,l'annientamento della credibilità dell'avversario politico,l'assassinio della sua identità morale sono una pratica ignobile, se fatta ai fini d'inquinare il voto ancora di più.Se questi sono i metodi  di acquisizione della tanto sbandierata Libertà, da parte della Casa omonima, non c'è di che stare allegri.E poco importa se Guzzanti col suo vaniloquio  fintamente appassionato, alla fine riesce pure a far ridere. Avendo perso fiducia nel fatto che qualunque procedimento più o meno "storico" possa, allo stato attuale, rendere giustizia, non ci rimane che aspettare l'inevitabile fine di questa vicenda nella classica bolla d'aria nonchè l'uscita dell'inevitabile memoriale, Guzzanti o Scaramella è indifferente, sui "veleni" sulle congiure e  sulle ingiustizie di Palazzo.

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sabato, 02 dicembre 2006
14:08

Le botteghe e le pasticcerie

Berlusconi, fin da ieri ritratto, resuscitato e sorridente, en robe de combat, berretto di loden e visiera, si prepara a ricevere i Suoi dal palco di San Giovanni, nel giorno che piuttosto che della spallata sembra più quello della chiusura di una fase e contestuale apertura della successiva .Il dopo - Silvio ( il cognome è improvvisamente sparito dall'armamentario della comunicazione politica di FI) , va preparato con attenzione e da qui in poi ,il nodo centrale,c'è da scommetterci, sarà il  trasferimento dell'eredità politica, e il  delfinato. La chiamata è avvenuta in stile classico "Siamo gente perbene,"preferiremmo passeggiare tra botteghe e pasticcerie"Recitava un primo appello sul quodidiano Libero.Poche ecocative  espressioni  sono sufficienti perchè si materializzino innanzi agli occhi, i destinatari del messaggio,il popol suo, i titolari di una cultura radicata nel paese, quella degli interessi corporativi,dell'egoismo e della competitività sociale, del consumo,dell'odio per le tasse.Che poi passeggino davvero il sabato tra botteghe e pasticcerie o desiderino semplicemente di farlo,poco conta.E mentre i manifesti rappresentano Prodi come una vecchia gallina romana che ruba le uova d'oro al ricco nord o come una specie di  Suss l'ebreo viscido che deruba il TFR agl'Italiani con sotto la scritta "TFR per Prodi significa Ti Frego i Risparmi",viene in mente la vecchia satira anticomunista anni 50 legata alle fotografie o alle vignette , del Borghese che puntava a ridicolizzare l'avversario per la sua fisicità.Anche lì i borghesi buoni e belli venivano rappresentati come gente perbene famigliole pulitine in visita di sabato a botteghe e pasticcerie.Ma qui, come si diceva, è in gioco l'eredità e Berlusconi pensa di avviarne il trasferimento in uno scenario simile a quello "della marcia dei 40.000 quadri Fiat" del 1980 quando "l'Italia che lavora e produce volle far sentire la sua voce" quando cioè l'eterna zona grigia del paese prese la parola e cominciò a conquistare l'egemonia.La prosecuzione del berlusconismo con altri mezzi e nel suo spirito è la sfida del futuro.Staremo a vedere come questa sfida raccoglieranno i numerosi eredi.

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sabato, 26 agosto 2006
21:09

Il destino,il condannato e le opere (compagnia delle)

Secondo me quella migliore non è la piroetta per mostrare la nuca, il trapianto e  il golf pervenche, a braccia spalancate  "sinite parvulos" - style .E nemmeno quella dell'Italia cattolica -agli-italiani-fuori-lo-straniero e le tentazioni multiculturali annesse,buttata lì tanto per raccogliere a piene mani  tutti i sensi della carità cristiana  dei ciellini plaudenti e ringalluzziti alla sola idea della rimonta dell'Orgoglio Occidentale, e neanche la storia dell'obbligo morale alla prosecuzione del divino mandato,per il bene comune, sia chiaro.Obbligo che poi è anche investitura giussaniana che poi è anche egoismo che poi è anche volontà precisa..insomma essere Uomo del Destino, non è mica una cosa da niente e dunque sorvoliamo pure sulla storia della condanna a vita (sua e  a cascata,se così dovesse essere, pure nostra).Del resto la tensione emotiva monta ed esplode ad ogni gag, perchè c'è tra Quella Platea e Quell'Uomo, una corrente affettiva particolare ,rafforzata da un sentire comune, da un'identità di vedute :la fissazione per i "governissimi" antico tic di C.L,la teorizzazione dell'intreccio affari- politica al quale entrambi ,Compagnia delle Opere e Uomo della Provvidenza, devono le rispettive fortune , i fatturati miliardari, nel caso di CL, ottenuti attraverso  Appalti Benedetti dal Padreterno ma anche dagli Uomini  e con  gran spolvero di protezioni addirittura pontificali,Giovanni Paolo II in testa.Certo CL è un pochettino meno "smart" con quell'arietta da avanzi di sagrestia e a lui il tocco ieratico,che dire?, dona particolarmente.Massì che sono fatti l'uno per gli altri e quando avvolto dall'ondata di consensi tira fuori la più delirante : dimezzare gli uomini della Missione (1200...macchè 3000) e con quei pochi,disarmare Hezbollah,la platea,al solo pensiero di togliere la scimitarra all'Infedele,poco ci manca che si strappi le vesti

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venerdì, 30 giugno 2006
11:35

Don Gianni

Badget Bozzo non gorgoglia più,sono sempre oscure le non variegatissime articolazioni del suo pensiero ma ha imparato a scandire un po' meglio le parole.In compenso parla a braccia allargate, palmi delle mani  rivolti all'insù e di tanto in tanto arrovescia persino gli occhi.Sono segnali chiari per chi ha esperienza di iconografia da asporto che ritrae i santi, ancorchè afflitti da terribili martirii,in espressione ieratica,le madonne nella gloria di cherubini troni e dominazioni e Gesù in croce sopra le anime purganti avvolte in lingue di fuoco.Messo così,don Gianni è già in posa per essere beatificato o santo subito, dipende. La solfa però,nonostante la postura rinnovata, è sempre la solita.Il mondo islamico è cattivo, perseguita i cristiani nei paesi a prevalenza musulmana e secondo la legge del "porgi l'altra guancia", è bene che ,nei nostri territori,i cristiani  rafforzino i propri convincimenti religiosi e piuttosto che offrire una sponda dialogante ai milioni di islamici moderati,spargano crocifissi ovunque per ricordare all'immigrato distratto,chi comanda e quali sono le "giuste tradizioni".Se poi qualcuno azzarda proposte del tipo "studiamo il corano" nelle scuole o incoraggiamo il melting pot  attraverso iniziative multiculturali,apriti cielo...don gianni perde le staffe e ...crucifige crucifige...portate le fascine,assume i toni della predicazione  a spada fiammeggiante.Ma scherziamo?Il corano s'impara a memoria (certo ..nelle scuole coraniche...ma mica è automatico,non nelle università o nei licei occidentali.) il contenuto è ad alto rischio perchè s'identifica con la legge e dunque non se ne fa nulla, ricacciamoli nei ghetti, meglio le banlieu che un paese progredito che non teme il confronto con altre culture.Dall'aria affranta degli interlocutori ti accorgi che la battaglia dialettica è persa in partenza..santo subito va bene, prima che a qualcuno venga in mente di conferirgli il premio Nobel per la pace

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venerdì, 30 giugno 2006
09:45

Muscoli

L'opposizione dura annunciata all'indomani della sconfitta elettorale, diventa subito teorizzazione della spallata con annessa esibizione di muscoli. Abbandonato il terreno del referendum con le pive nel sacco, Forza Italia si rifugia nelle piccole gioie : l'inutile occupazione del senato di giovedì scorso, il voto del rifinanziamento della missione in Afghanistan il cui esito sembrerebbe compromesso dalla defezione di otto (tra verdi e prc) senatori dell'Unione. Sarebbe interessante analizzare i linguaggi (muro contro muro, scontro frontale etc) ma trattandosi delle solite spacconate con cui ,da quelle parti, viene sovente accompagnata la sconfitta, diventa più importante segnalare come l'operazione di rinserrare i ranghi attraverso l'individuazione del "nemico" da abbattere, vero must della destra elettorale e di governo, non sempre funzioni e il preannunciato voto dell'UDC a sostegno del rifinanziamento della missione ne è la prova. Dopo la lunga teoria di nobili lezioni sull'opposizione dimentica di sè al cospetto del "bene comune", Forza Italia offre il peggior quadro possibile,altro che fair play e dopo il lancio del Regolamento strilla all'inciucio e al ribaltone nei confronti di chiunque, nella cdl rinunzi a mettersi di traverso sul cammino di Prodi, anche se si tratta  dei "nostri ragazzi" in Afghanistan, via la lacrimuccia, fuori il livore, con buona pace della democrazia.

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lunedì, 26 giugno 2006
12:59

Aridatece Citati

Che la critica tenda a rifondare l'Opera attraverso indebite appropriazioni e pratiche autoptiche all'insegna dello scapriccio e delle proiezioni (non cinematografiche)  è un fatto noto.

Ora, se lo scrittore sublima e il critico proietta, imbrogliando le carte, al comune lettore,privato della facoltà d'identificarsi a suo piacimento , non rimane che la canna del gas e già molti, per respirare un po',si sono rivolti a  generi che comunemente ,gli esegeti disdegnano, a quelle zone franche cioè , dove la sinapsi non si sa neppure cosa sia.

Mai però avremmo potuto pensare che la critica,sonnecchiante per scarso panorama editoriale, avesse deciso di prodursi ben oltre il puro ravanar semantiche

Dirò allora che mi ritengo fortunata di avere acquistato e successivamente letto,mesi fa, "Gomorra" di Roberto Saviano su semplice indicazione  di Corrado Augias, via televisione.Pochi minuti,presente l'Autore, sono bastati per raccogliere le informazioni necessarie e correre in libreria.

Dirò che, se avessi invece seguito il percorso inverso e cioè quello delle elettrizzanti polemiche che sul web si susseguono da tempo, rimbalzando da blog illustre a blogghetto gregario a bloghettino,avrei accuratamente evitato "Gomorra":

Non si privano così i lettori del piacere di un libro,non si uccidono così gli scrittori giovani.

Ma soprattutto vorrei dichiarare che il problema del padrinato letterario interessa solo se il padrino si chiama Jean Paul Sartre ,il protetto Jean Genet e l'editore Gallimard.

Inoltre non ho particolari problemi di collocazione dell' opera salvo quella banalissima dello scaffale di casa.Se Saviano sia uno scrittore,un cronista,se il suo libro sia un reportage o un romanzo, se sia una testimonianza di coraggioso impegno civile o meno, non interessa più di tanto, poichè i confini tra l'una e l'altra definizione in questo libro,come in molti altri,sono sfumati,poco percettibili.

Infine  seguendo il filo di queste polemiche tra gruppi di addetti e titolari variamente raggruppati,si evidenzia, fin dalle prime battute ,che Saviano non è che la miccia, di piccole questioni inesplose,che saranno anche importanti ma esclusivamente per chi le vive e che questo balletto tra autoreferenzialità e universo soggettivo non giova certo a illuminare il panorama del web "letterario", dove vai pensando al mare aperto e ti ritrovi a nuotare in una bagnarola tra pesci di plastica colorata.

Se tanto mi da tanto...aridatece Pietro Citati puzza sotto al naso compresa,aridatece la complessità del linguaggio e le polemiche solo quando sono inevitabili.

Qui  qui  qui e  qui    i termini della querelle Saviano per chi si vuol cimentare...

Scritto da sedlex in: deposito cartacce, pseudoconcetti
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