venerdì, 30 gennaio 2009
14:38

Les Trois Glorieuses

Sciopero 29 gennaio photo_original_22867

Il giovane anarchico arrampicato sul basamento della Colonna di luglio è stato ritratto ieri in occasione dello sciopero generale. Il monumento si trova in Place de la Bastille in memoria delle Trois Glorieuses, le giornate del 27 28 e 29 luglio 1830, note anche come Seconda Rivoluzione. In cima alla colonna, è posta la statua che rappresenta il Genio della Libertà, una figurina alata, leggera e trionfante nell'atto di spezzare le catene. La foto è stata presa da Libération di oggi, l'ha scattata un lettore,  François Jouve ed è titolata Un bon début . Come si può vedere, ieri a Parigi era una bella giornata

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mercoledì, 28 gennaio 2009
13:12

Métro, boulot, dodo ( Carla che fa )

Carla BruniCarla Bruni  modello ( sin troppo) rassicurante e minimal q.b, si concede ai microfoni di Fabio Fazio e precisa di non aver avuto ruolo alcuno nella decisione del governo brasiliano di negare l'estradizione a Cesare Battisti.

Di per sè l'idea era già abbastanza ridicola : la moglie del presidente francese, trascorre un periodo in vacanza in Brasile e a scappatempo si reca da Lula per quel tanto di  moral suasion che una Prèmier Dame  con simpatie - ma soprattutto frequentazioni - a sinistra, non si può esimere dall'esercitare. E Lula ovviamente, dato l'alto profilo e il ruolo intellettuale, simbolico, istituzionale etc etc, universalmente riconosciuto, della richiedente,  non può  far altro che seguire i suoi consigli. Suvvia.

Elena di Troia, Frine e la Pompadour, le fanno un baffo, ma ai giornali la storiella piaceva, è piaciuta, e piacerà, visto che si affrettano a riportare le scemenze che il solito deputato (di destra) brasiliano, rilancia nonostante la smentita. E cioè che le cose andarono proprio così come egli stesso le aveva già sprofferite al mondo : Si deve alla graziosa intercessione di Carla Bruni se Cesare Battisti è un rifugiato politico, con tutte le prerogative del caso, in Brasile e non un detenuto in Italia.

Non oso pensare cosa inventerà stavolta Carla per fornire  ulteriori rassicurazioni al mondo, visto che il modello Madonnina delle Sette Virtù, esibito in trasmissione, già comprendeva, oltre che una mise severa, anche una descrizione della vita all'Eliseo più somigliante a quella di un impiegato del Catasto Francese che a quella del primissimo cittadino.

Insomma ....la cornice, lì al 55, rue du faubourg Saint-Honoré sarà pure quella che è, ma...si lavora tanto, una povera coppia ha così  poco tempo per sè, giusto due chiacchiere alla sera poichè con tutti questi impegni, c'è poca voglia di andare a ballare. Quindi due note di una canzoncina lei, il passaggio di un decreto lui,  un potage e tutti a nanna.

A me questi Universi Paralleli con Paradisi di bugie che si affastellano accavallano contraddicono smentiscono e sbugiardano, piacciono un mucchio. E' interessante osservarne gli sviluppi, dall'origine fino al dove vogliono andare a parare. Già perchè nello scarto esistente tra quello che uno è e quello che si affanna a voler sembrare, alloggiano universi di comicità involontaria  da alta scuola. Come il bisbigliare...io non ho bisogno di più di quello che ho. Che morigeratezza, che perfetto pendant con la giacchina striminzita color can che fugge.  Peccato che Madame sia ricca a miliardi, assai più dell'augusto consorte - che già non scherza -  e che manco se adottasse gli abitanti di cinquanta villaggi africani, potrebbe aver bisogno di più di quel che ha.

Tutto questo mal di pancia per una ridicola calunnia. Che s'ha da fà per sembrare un'altra. Pensare che Lula in questa storia ci farebbe pure  la figura del pupazzo e manco sente il bisogno di rifilarsi le basette o di andare da Santoro.

Ad ogni buon conto, meglio Carla Bruni com'è sempre stata, che 'sto monumento alla Normalità. Ha smentito? Oui ?..Et merde alors...

 

 

 

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lunedì, 20 ottobre 2008
00:40

Tu quoque

parigi 19 ottobre

Manifestazione nazionale di insegnanti aderenti ad una cinquantina sigle, tra sindacati e associazioni, avvenuta ieri  19 ottobre a Parigi, in difesa della scuola pubblica. Anche da quelle parti, si prevedono tagli all'organico e penalizzanti misure di contenimento. Anche da quelle parti la ministra ha accolto l'iniziativa con la medesima grazia e disponibilità della sua collega italiana, trovando le ragioni dei manifestanti injustifiées et décalées. Ma da quelle parti la maestra unica già c'è, e nonostante questo, il piano del governo prevedrerebbe egualmente l'eliminazione di quelle figure  professionali - les Rased - addette al recupero dell'insuccesso scolastico. I tagli concernono complessivamente 13.500 posti di lavoro, quando oltre 11.000 ne sono stati  già soppressi lo scorso anno. Questa volta però, sono di turno anche i Licei, con una consistente riduzione del tempo scuola. Tra gli slogan di punta, una famosa citazione da Abramo Lincoln  Si vous trouvez que l'éducation coûte cher, essayez l'ignorance. Ma quanto a quello, noi ci stiamo organizzando già da un pezzo.

Anche in Francia viene dichiarato da parte dei sostenitori del governo, essere la propria spesa per l'istruzione più cara che altrove, che gl'insegnati godono di infiniti privilegi (i soliti mesi di vacanza) e che l'organizzazione scolastica è pachidermica.

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giovedì, 27 marzo 2008
14:22

A touch of bling

Alla prima tappa della campagna pour  se représidentialiser , Niko approda dopo aver letto con attenzione - pena l'incidente diplomatico - la nota del Cerimoniale di Sua Maestà Britannica che quanto a complicanze è secondo solo a quello dell'Imperatore del Giappone. La  première dame de France pure ha avuto  il suo bel dafare  tra approvvigionamenti di guanti e cappellini obbligatori - tutto scritto e prescritto,  dall'abito al mouchoir - ( e chi se la scorda Danielona Fini, in analoga circostanza, con la caciottella piumata in testa, accennare una riverenza imparaticcia). Il presidenziale impegno, non ha però sortito esiti rimarchevoli, un po' perchè les bonnes manìeres allignano in animi predisposti e dunque non s'improvvisano e poi  perchè, come osserva Libération, - in questi giorni incredibilmente in vena di social e bon ton -   al cospetto di veri  re, regine, carrozze, cavalli e valletti, le magagne vengono fuori . Per fortuna c'è  Carla  en robe de Dior  che  a colpi di discrètes chaussures plates et sac à main posé sur du rouge ( la moquette di Westminster)  e  jambes légèrement inclinées, nella perfetta seduta della ragazza che nasce bene e meglio prosegue il suo percorso,   tutti ci incanta. Tutti. Persino Libération . Ed intanto che a profusione se ne parla e se ne scrive, i francesi  avranno agio di tirare il fiato, ovvero distrarsi  da quel che li attende a partire da lunedì : provvedimenti e stangate    su economia, sanità, pensioni e nuove leggi sul lavoro. I giornali  britannici, per parte loro, compiaciuti del discorso anglofilo  - ancorchè tenuto in lingua francese - di Niko alla Camera, hanno potuto, in un sol giorno, passare dalla sostanziale diffidenza di ieri  alle lodi sperticate di oggi , doveroso  omaggio allo stile di Madame . Una nuova Jacqueline Kennedy ! - E come ti sbagli ? -  Chissà che di questa pioggia  torrenziale di crème chantilly  non si avvantaggi anche Gordon Brown, ai minimi storici nei sondaggi del gradimento popolare,  con il quale però a Downing Sreet ,  il parlare è stato tutt'altro :  nucleare, immigrazione, incremento delle truppe in Afghanistan. Tutta roba dalla quale non ci salverebbe nemmeno l'Educazione Asburgica di Maria Antonietta rediviva,  col suo seguito di coutourier, calzolai, gioiellieri e addetti alle parrucche. Niko con le sue strategie mi fa tornare in mente La presa del potere di Luigi XIV di Rossellini , un film in cui si spiega come il  corto circuito  ostentazione - emulazione, uccida  lo spirito critico e le istanze di libertà dei potenziali avversari del Sovrano che ne impegna scientemente le energie  in una competizione impari e distruttiva. Spero in tutto ciò, non sia sfuggita la regale indifferenza per le mode  di Elisabetta II.  Sempre perfetta nelle sue improbabili mise. Del resto Elizabeth the Second, by the Grace of God, of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and of Her other Realms and Territories Queen, Head of the Commonwealth , Defender of the Faith , il bling bling lo conserva nella Torre di Londra a beneficio dei turisti, quando si mostra in pubblico, nella gloria dei sui ottanta anni e passa, brilla di suo.  

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lunedì, 17 marzo 2008
22:50

La déprésidentialisation

sarkoSiccome tutto il mondo è paese, François Fillon aveva già  impegnato  l'intera settimana antecedente le consultazioni a  minimizzare la portata politica del voto locale. Stanotte anche  Le Figaro, il giornale più filogovernativo d'Europa, pur annunciando la vittoria (49,5 dei socialisti contro il 47,5% dell'UMP complessivamente), ha provato a dirottare l'attenzione su presunti brogli in una qualche città di cui ora non ricordo il nome (stamane non ho più trovato la notizia) mentre invece l'apertura di oggi, con tanto di interpellanza ai fedeli lettori, ha riguardato l'opportunità o meno per il governo, di procedere a quello che noi chiamiamo rimpasto e loro remaniement. Ma se è vero che il mandato presidenziale non può essere in alcun modo compromesso dal voto amministrativo è altrettanto vero che i socialisti hanno conquistato la quasi totalità delle postazioni di potere a livello locale ( venti regioni su ventidue ) senza contare  la bocciatura che l'elettorato ha inferto direttamente a qualche esponente di governo, candidato per l'occasione, a sindaco. In Francia del resto, è possibile il cumulo delle cariche e su 577 deputati quasi la metà è contemporaneamente impegnata nei governi locali. Battuto, anche se di misura, Bayrou nella città di Pau, ma battuta soprattutto la sua oscura strategia di alleanze variabili.In epoche di incertezza, forse sarebbe stato meglio impartire indicazioni più nette e così Bayrou, che con questa sconfitta è rimasto privo di cariche, vede sfumare anche l'ipotesi di sviluppare la sua idea centrista da una postazione visibile. Il voto, segnato da forte astensionismo,si presenta all'analisi  con inequivocabili connotati : lo scontento e le aspettative deluse, ne sono il dato portante e anche se gli analisti buttano acqua sul fuoco ( l'alternanza, il voto di protesta che però non è vero e proprio sostegno ai socialisti ma piuttosto disaffezione verso l'UMP) il risultato non cambia. I socialisti mantengono i presidi e ne conquistano altri. Tolosa, Strasburgo, Reims, Metz ,Caen Amiens, Saint Etienne, Blois. Non basta mostrarsi decisionisti per decidere davvero,e a nulla servono operazioni di facciata , donne al governo, consulenti pescati in campo avversario e fidanzate progressiste per governare il paese,poichè sarà presidente fino al 2012 speriamo che Sarkozy  abbia colto il messaggio.

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domenica, 03 febbraio 2008
08:03

Quelqu'un m'a dit oui! (la mariée était en blanc)

Niko
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mercoledì, 26 dicembre 2007
14:02

L'amour aux temps du tambour battent

Niko & CarlaI più attivi e scatenati sono i lettori de le Figaro che sono anche i più filogovernativi e nel Forum aperto in calce  all'articolo Le Noël égyptien de Sarkozy et Carla Bruni ,si battono come leoni sul tema della sortita presidenziale contro i detrattori preoccupati per l'immagine della Francia e le finanze pubbliche  - Chi paga? -  domandano insistentemente senza tralasciare allusioni alla cafonaggine del presidente tutto Rolex e Ray Ban come un parvenu , un rapper bling bling  e chi più ne ha più ne metta. In realtà il vero problema non è tanto la suite al Winter Palace di Luxor, massimo delle stelle e dell'ospitalità egiziana  - del resto Mitterand è stato da quelle parti ben cinque volte, ricorda una gentile lettrice, e non risulta sia sceso in una pensioncina - ma il Falcon 900 dell'uomo d'affari Vincent Bolloré messo a disposizione della coppia per l' escapade,  faccenda che ha provocato le vibrate proteste del deputato socialista Arnaud Montebourg  che ieri sera ha consegnato alle Agenzie un'insinuante dichiarazione Dès lors que le président de la République se met en situation de dépendre de faveurs de milliardaires, il y a forcément une contrepartie. I dibattiti corrono con i toni consueti e le accuse di moralismo o di  lassismo che non risparmiano nemmeno i lettori di Libération - altro Forum , questa volta però l'articolo s'intitola Le barnum Sarkozy au pays des pharaons - La verità è che i politici  esibiscono sempre più volentieri un Privato che anni orsono, era fatto solo di famiglie patinate e condotte irreprensibili e che oggi si estende fino a comprendere le fidanzate, quando non le amanti segrete con gravidanza agli sgoccioli. L'importante è inondare i giornali, non solo quelli specializzati ma soprattutto i grandi quotidiani politici,  con servizi fotografici e ghiotte anticipazioni . Carla Bruni sotto questo aspetto ha il curriculum adatto sembrando la sua vita più  un compendio di studi sul gossip internazionale  che la normale carriera di una top model prima e di una chanteuse (piuttosto interessante, tra l'altro) poi. Da Donald Trump a Mike Jagger passando per una pletora di filosofi francesi, Carla non si è fatta mancare nulla (il carnet per l'appunto lamentava l'assenza di uomini politici) e di tutto ha raccontato, scritto e cantato in interviste e memoires e ballate consegnate ai posteri. Così, dopo aver votato Ségolène alle presidenziali, eccola affrontare una relazione con il Presidente della Repubblica Francese che quando si trova con lei ostenta l'aria -  chemise ouverte et lunettes noires - di un ragazzo. L'importante per raccontare la favola bella , è scegliere la compagna giusta : che sia celebre, affascinante, tale da mettere in moto un fermento mediatico che offuschi gli errori ,i pasticci ,i provvedimenti,il  malgoverno.In Francia come in Italia del resto la Politica è diventata così noiosa...E quand'è così  la benedizione dei francesi è assicurata :

Notre président est célibataire et libre de vivre cette situation comme il le souhaite,
sans hypocrisie comme certain de ses predececeurs
 [ nemmeno troppo velata allusione a Mitterand] . Ce qui m'interesse c'est sa politique et uniquement celle là pour mon pays .Et de ce point vue là , il ne perds pas de temps et travaille . La gauche caviar ,ainsique tous ces détracteurs concernant sa vie privée devraient balayer devant leur portes . (Commento di Dannat 01 sul Forum de le Figaro di oggi )

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venerdì, 21 dicembre 2007
07:55

Unique chanoine honoraire.

Niko e RatzNon so a quale testa immaginifica di giornalista fosse venuto in mente che Madame Carlà potesse essere inclusa  nel seguito  presidenziale  -  già  variegato di per sè :  un comico, piuttosto grossier dicono , un Accademico di Francia , un prete domenicano e uno scrittore -  immaginando  finanche che tra una visita in Vaticano (la religion peut contribuer à éclairer nos choix et construire notre avenir ) e una presa di incarico nella Basilica di San Giovanni in Laterano  di cui Niko è canonico , come del resto i suoi predecessori, Re o Presidenti della Repubblica, dal 1600 a questa parte), la Bruni -  incompatibile per questioni di sciocco protocollo, con questo Santo Tour - potesse godere della impeccabile ospitalità di Monsieur  Jean-Marc de La Sablière a Palazzo Farnese ed essere raggiunta dall'augusto fiancè all'ora di colazione.Invece niente, la città di Roma non è stata onorata in tal senso. Madame è rimasta a casa.Sul resto dei colloqui poco trapela ma ci piace immaginare che essendo stati l'Italia e la Francia, di recente maltrattati dalla stampa americana, (secondo il New York Times siamo depressi mentre i francesi , peggio ancora, stanno vivendo a detta del Times ,il declino della loro cultura) quantomeno la chiave antiamericana abbia rallegrato la cena a base di pesce San Pietro con carciofi e, anche se parlando di futuro,Romano potrà essere meno certo della sua presenza a Palazzo Chigi di quanto non lo sia Niko all'Eliseo,tra le varie questioni si sia affrontata anche quella dell'Alitalia (insomma prendetevi 'sta compagnia.. sicut erat in votis....fin dal principio che tutta questa commedia potevamo risparmiarcela ).

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sabato, 01 dicembre 2007
13:19

Contro la teppistocrazia ( e gli angeli )

Je réfute toute forme d’angélisme qui vise à trouver en chaque délinquant une victime de la société, en chaque émeutier un problème social. Ce qui s’est passé à Villiers-le-Bel n’a rien à voir avec une crise sociale, ça a tout à voir avec la voyoucratie.

Se c'è una cosa che Nicolas Sarkozy sa fare davvero bene, a parte la Politica degli Annunci e quella della Facciata , è inventare espressioni ad effetto  immediato. In questa dichiarazione, le premier flic de France, come lo ha di recente definito Libération, il vocabolario Sarkoziano si arricchisce di un neologismo : la voyoucratie , termine che assomiglia più o meno a teppistocrazia. Ed infatti Sarko  non ha fatto in tempo a finire il suo discorso sulla Sicurezza davanti a duemila poliziotti, che la sua voyoucratie già faceva il giro del mondo A me non dispiace nemmeno quella  forme d’angélisme  - che irride alla visione di tutti coloro che tengono a spiegare i fenomeni, non tanto per rimpolpare le schiere dei Troni e delle Dominazioni, quanto per cercare una strada per risolverne i derivanti disagi . Indebolito dai sondaggi delle ultime settimane che per la prima volta vedono precipitare il gradimento sotto al 50%, Niko tenta la rimonta con un'analisi del "problema banlieue" che, passando per le vie brevi ,va a toccare un nervo scoperto per i francesi : sicurezza, immigrazione che in passato non si è saputa controllare,finanziamenti inutili per migliorare la situazione delle banlieu :  un bel minestrone pubblicitario che dopo aver evocato il carcere come Misura Unica , ha la sua degna conclusione con il tentativo di sotterrare le 35 ore per aumentare il potere d'acquisto dei francesi.Del resto il presidente per sua stessa ammissione , non è Babbo Natale e non ha soldi da distribuire...

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mercoledì, 28 novembre 2007
14:12

Moushin e Larami (mort pour rien )

banlieuParlare di Moushim e Larami, della loro morte ma anche della loro breve esistenza, avrebbe significato, tra le altre cose,  evidenziare la reale essenza delle Politiche Securitarie. Per questo la stampa francese se ne è guardata bene ed ha ben presto rimosso dal racconto dei fatti, le loro piccole ma ingombranti  presenze, preferendo riempire le pagine dei giornali con le portiere delle auto divelte e usate come scudi dai casseurs, della biblioteca distrutta,dei mille uomini e un elicottero che presidiano Villiers le Bel e dell'agenda del Capo di Stato che rientrato dalla Cina non si risparmia in visite ai poliziotti feriti,riunioni sulla sicurezza,condoglianze alle famiglie (seppure con qualche ma..) e promesse di inchieste giudiziarie.Perchè offuscare l'immagine di questo bel presepe con quella di due ragazzini dei quali uno scrive sul suo blog che aspetta l'âme soeur , l'anima gemella o si compiace delle sue lunettes en mode ? Meglio che rimangano impressi nell'Immaginario come due arabi (li chiamano così da decenni ) senza casco, che una domenica sfrecciando  a gran velocità su una moto, sono stati investiti da un' auto della polizia.Una fatalità.Già ..una fatalità in cui,  per molti , c'entra sempre l'immigrazione incontrollata . Non è un caso che il più fascista di tutti,Le Pen, se la prenda con le sensiblerie assai più che con gl'incendi. Certi particolari all'apparenza innocui, alle volte si rivelano più eversivi delle vetrine infrante, soprattutto quando irrompono in  tutto il loro semplice desiderio di vivere. Ma vivere non è sopravvivere e questa è l'unica considerazione che mi viene in mente quando  vedo i casseurs attaccare la polizia.Probabilmente non è un pensiero che mi fa onore.Ma non ne posso fare a meno.

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martedì, 27 novembre 2007
08:12

Sindrome Clichy-sous-Bois (mort pour rien)

Villier le bel

 

Ciascuno può constatare -  si può leggere nel bell'editoriale di Libération di stamattina - come la matrice sociale e psicologica dei fatti del 2005 è ancora viva.Che cosa è stato fatto davvero per sconfiggere il malessere? La sola differenza tra allora e ora è che l'ispiratore delle politiche repressive è diventato nel frattempo Presidente della Repubblica.Senza sostanziali miglioramenti.

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( A Villiers - le Bel a pochi chilometri da Parigi, Moushin, 15 anni e Larami, 16- circolavano senza casco e a grande velocità su una moto che, a un incrocio, era stata investita da una vettura della polizia, senza sirena nè luci lampeggianti. )

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venerdì, 24 agosto 2007
00:20

Naposarko (cento giorni)

I detrattori sono tutti d'accordo : Nicolas mete in scene la fiction de l'action oppure  Il se saisit de l'actualité, enchaîne les déclarations d'intention et se comporte comme si le problème était réglé ma sono voci isolate, roba da raffinati politologhi elaborate al chiuso di remoti istituti di ricerca. In realtà basta una ricognizione nelle edicole che espongono giornali francesi per rendersi conto, già dai titoli, di come la Francia sia sedotta dal proprio presidente.Super Sarko - è uno dei soprannomi che la rivista Le point ha messo in copertina, mentre Paris Match, oltre che abbattere le pinguedini  di Nicolas a colpi di photoshop, celebra la settimana libica di Cécilia con espressioni che hanno del sublime  Cecilia inventa un modo luminoso di restare nell'ombra. Tal'è la Francia sarkomane e neopatriottarda: lo sciovinismo abituale arricchito da una buona dose di  nazionalismo, quel tanto che basta ad attenuare il senso di frustrazione per essere divenuti una potenza media.Su questo Sarko ha costruito parte delle sue fortune elettorali : il ritorno ad una nuova grandeur.Certo sul sogno di  queste magnifiche sorti grava la questione dell'immigrazione ma Sarko in meirto ha idee charissime : basta con i ricongiungimenti famigliari e selezione dei nuovi arrivi su base economica e professionale.Grande sventolio mediatico di immigrati che ce l'hanno fatta : lui stesso o la ministra della Giustizia Rachida Dati ,gran mostra di teorie assimilazioniste.Così ecco che su Paris Match del 14 luglio affiancate le foto di coloro che hanno ricevuto la medaglia d'oro "Famiglie di Francia " i Tkouth immigrati, nove figli di cui sette nella famosa administration e gli Xavier francesissimi, lui vice ammiraglio, lei casalinga : genitori altrettanto prolifici, anche loro con nove figli .I francesi oggi amano l'Uomo quello che fin dalle prime dichiarazioni ha messo le carte in tavola : Autorità Morale, Rispetto, Merito. Ed è  all'uomo , che la drammaturga Yasmina Reza ha dedicato un saggio dal titolo suggestivo :  L’aube le soir ou la nuit. E quale migliore occasione ( l'opera è stato concepita durante la campagna elettorale ) per una uscita in grande stile, se non  i cento giorni di permanenza di Sarkozy all'Eliseo ? .Nulla di strano dunque se l'autrice non fosse una qualsiasi biografa ma un'intellettuale apprezzata a livello internazionale .Pertanto Sarkozy ora può contare oltre che sull'ammirazione incondizionata del 65 % dei francesi anche sul prestigio dato da un'opera letteraria della quale è protagonista incontrasato (nè l'UMP nè sua moglie Cécilia sono citati nel libro). Reza sembrerebbe perfettamente al corrente dei rischi che un'operazione del genere comporta e infatti  sulla prima pagina riporta le osservazioni di un amico De toute façon vous l’inventerez. Les écrivains ont en commun avec les tyrans de plier le monde à leur désir.Poi però, un po' si smarrisce, sedotta dall'incedere veloce di Nicolas che sembra claudicante oppure indugia su curiosi particolari Le front n’étant sans doute pas équipé pour le principe d’une raie, je peux apprécier le périlleux recouvrement du crâne, effectué à partir d’une séparation latérale de l’oreille droite à l’oreille gauche, par une broche intrépide et sans état d’âme, salvo poi rispondere all'obiezione della prima pagina con una memorabile espressione sarkoziana : Si je n’existais pas, il faudrait m’inventer.

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lunedì, 11 giugno 2007
00:17

Vague bleue

pro

Un programma di ambiziose riforme, comporta una maggioranza consistente e la piena governabilità.Ed è esattamente quello che gli elettori francesi hanno inteso consegnare nelle mani di Nicolas Sarkozy : un pieno mandato.Il risultato, che nemmeno gli esiti più ottimistici del secondo turno, potrebbero correggere, è netto.La sinistra in briciole già dalle presidenziali, ora rischia che singole formazioni (il PCF  per esempio) non possano costituire i gruppi parlamentari (servono almeno 20 seggi),deludente anche il risultato dei MoDem di Bayrou, giustamente preoccupato per lo sbilanciamento che le forze in campo realizzano in sede di Assemble Nazionale.Il dato record dell'astensionismo (40%) ieri veniva spiegato dal direttore di Libération come accettazione di un processo che molti elettori considerano irreversibile e dall'altra come punitivo di una sinistra  frammentata che non ha saputo rinnovarsi ne' trovare l'accordo.L'astensione tocca i giovani e molti elettori di classi meno abbienti.Più che rafforzare il presidenzialismo,questo risultato mostra una tendenza bipolarista all'americana.Vedremo quali alleanze sarà capace di intrecciare la Royal, stamane già impegnata a sostenere un candidato dei Verdi e uno del PS in due collegi parigini.E' sempre bello vederla all'opera.

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sabato, 05 maggio 2007
11:50

Bon courage à Ségolène et à son équipe

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A toutes et à tous, 

QUOIQU'IL ARRIVE DIMANCHE SOIR, il faudra continuer à soutenir Ségolène, la porter encore plus haut qu'elle ne l'est déjà, lui donner une majorité à l'assemblée si elle est élue, la mener vers d'autres victoires futures.

A bientôt toutes et tous pour d'autres Charlety....ou Stade de France ..

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giovedì, 03 maggio 2007
17:11

Le débat

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Questi due giornalisti si chiamano  Arlette Chabot e Patrick Poivre d'Arvor e oltre ad aver presenziato alla sfida Royal - Sarkozy, in onda ieri sera per circa  venti milioni di telespettatori,ne avevano precedentemente definito la scaletta  strutturando il dibattito su alcuni temi fondamentali : Definizione del mandato,Istituzioni ,Problemi economici e sociali e  Politica estera. Onore al merito,intanto,per un lavoro di conduzione non invadente e  interessato più alla resa del programma in termini politici, che all'effettiva moderazione dei contendenti, i quali  hanno così potuto esprimere liberamente le loro posizioni adottando i toni loro congeniali (che in qualche caso, si sono rivelati anche forti e sostenuti).Questo tipo di incontri, se troppo appiattito sulle regole dei dibattiti televisivi, finisce con l'essere invariabilmente monotono,invece grazie ad una sapiente gestione e ad una serie appropriata di domande,l'incontro ha avuto un andamento interessante. Era fin troppo ovvio che Ségolène avrebbe messo in evidenza la sua passionalità in contrapposizione alla obbligatoria flemma di Sarkozy che ha recitato con convinzione il suo ruolo di favorito nei sondaggi e probabile futuro inquilino dell'Eliseo, lasciando trasparire solo in qualche caso nervosismo e disappunto, particolarmente quando  un'arrembante Ségolène gli ha materialmente  puntato il dito contro, accusandolo d'immoralità politica o quando ha rivendicato le  mancate realizzazioni  nei campi della sicurezza e del sociale.Questi dibattiti,si sa,più che spostare sensibilmente l'opinione degli elettori servono a rassicurare i propri sostenitori, nell'ipotesi che siano poi loro a fare da cassa di risonanza.Ségolène da questo punto di vista ha convinto moltissimo e stamane quasi tutti i giornali erano pieni di quella pugnacité che la sinistra ha salutato con entusiasmo.E mentre l'UMP il partito di Sarkozy  pubblicamente denunziava sugli stessi giornali  l' Agressivité della Royal,giustamente sul forum di Liberation qualcuno osservava : Quand on voit M. Sarkozy aller faire le Zorro dans les banlieues s'offusquer comme une jeune fille effarouchée de la vivacité de Madame Royal, décidément il n'est vraiment pas crédible... 

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martedì, 01 maggio 2007
18:06

La revanche des législatives avec Monsieur Le Pen

le penfile_251002_104819Jean Marie Le Pen, leader indiscusso e carismatico  del Fronte Nazionale (oltre il 10% dei consensi al primo turno delle presidenziali) ogni primo maggio,cravatta e pochette color celeste giglio di Francia, marcia alla testa di un corteo nel centro di Parigi,  anche quest'anno le Grand défilé avece Le Pen  si è concluso sotto la statua di Giovanna d'Arco.Particolarmente atteso ,il suo discorso per la  consigne de vote  che però si è risolta nell'invito all'astensione massiccia e mentre qualche migliaio di manifestanti scandiva lo slogan Ségo, Sarko, même pipeau, Le Pen a lenire il disappunto dei suoi, ha spiegato che la légitime revanche sarebbe stata agguantata senz'altro, in occasione delle legislative del 10 e 17 giugno prossimi e che quello del 1 maggio andava inteso come primo discorso della campagna elettorale per le legislative.Una cronaca della manifestazione particolarmente  "cattiva" su Liberation di oggi.

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domenica, 29 aprile 2007
03:41

Voilà la rénovation politique

segolene e BayrouCe qui nous rassemble est plus important que ce qui nous différencie. Voilà la rénovation politique que je vous propose. Lo slogan introduce il resoconto dell'iniziativa di Lione su Désirs d'avenir .Non ha torto Ségolène Royal che in poco tempo ha risuscitato le ambizioni di uno spento partito socialista francese, operando una rivoluzione a partire dal linguaggio e dalle modalità comunicative.L'idea di affrontare il più atipico dei dibattiti, quello con l'eliminato Bayrou , le ha guadagnato  ribalta e apprezzamenti,  irritando oltremodo Sarkozy che pur di impedire l'evento, non ha esitato a giocare tutte le sue carte, dalle pressioni al richiamo alla par condicio e oggi dal suo sito denunzia la petite combine, mentre l'Humanitè finalmente si scuote dal torpore plaudendo all'iniziativa,definita inédit quasi iconoclaste .L'incontro pubblico contraddice l'Immaginario che vorrebbe l'intervallo tra il primo ed il secondo turno come occasione di accordi segreti all'ombra del voto di scambio.In questo Madame ha rivelato tutta la sua accortezza.Altro che non avere idee.Il futuro sembra adesso meno scontato, Bayrou definendo il clima che ha accompagnato l'incontro, sereine ha aperto il dibattito sul suo sito.Le differenze emerse tra Ségolène e lui ,concernono le 35 ore, l'istituzione del salario minimo e l'abrogazione della riforma delle pensioni varata quattro anni fa.Il contendere quindi è tutto  economico anche se, nei ben 563 ( fino a questo momento) commenti dei sostenitori  si avvertono, altre obiezioni e  sentimenti contrastanti,gli stessi che accompagneranno fino all'ultimo,  il voto. Uno dei motivi che probabilmente ha spinto Bayrou a lasciare liberi gli elettori sta proprio in queste differenti sensibilità della sua base elettorale.L'idea di un sostegno a Sarkozy è praticamente assente, quantomeno dal forum in questione ,mentre tutta l'attenzione è rivolta alle elezioni legislative e all'erigendo Partito Democratico,una struttura della quale a questo punto Bayrou non può proprio fare a meno.

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domenica, 22 aprile 2007
20:50

Douce France

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La seconda buona notizia è che Le Pen è furibondo.Una partecipazione eccezionale al voto lo ha ricacciato all'11%.La prima  è che Segòléne  passa al secondo turno con un'affermazione insperata che sfiora il 26 %.I giochi sono di nuovo aperti. Quel che succederà di qui a quindici giorni, sarà interessante da osservare, poichè Segòléne che  già dalle prime ore, ha incassato l'indicazione di voto dei partiti di sinistra,per vincere ha bisogno dei voti di Bayrou con il quale dovrà costruire un accordo.Si ripropone anche in Francia il tema del rapporto con il centro con l'incognita delle possibili richieste che Bayrou potrà avanzare. La sua eventuale vittoria rappresenterebbe un fatto del tutto rivoluzionario.Intanto hanno comunque vinto la sua tenacia,la sua volontà,il suo saper parlare agli elettori di problemi che li riguardano da vicino,il suo chiedere loro, di continuo, sostegno ed ispirazione e il suo saper ascoltare.Ma soprattutto ha vinto la sua indipendenza e il suo essere libera a cominciare da quel partito che non ha mai creduto in lei.

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venerdì, 20 aprile 2007
16:04

La France Présidente

segolene zapatero

Jean Marie Colombani, direttore de Le Monde nell' editoriale di ieri, intitolato Impératif démocratique, elencando le gravi questioni  che attanagliano la società francese ( non dissimili dalle nostre) e alle quali il secondo mandato Chirac, non ha saputo dare risposte, conclude : Tradizionalmente in una votazione presidenziale si dice che al primo turno si sceglie e al secondo si elimina.Questa volta bisogna eliminare al primo turno per essere sicuri di poter scegliere al secondo.A dispetto della confusione che ha accompagnato la campagna elettorale,il solo progetto che si oppone a quello di Nicolas Sarkozy e che poggia su una forza politica capace di governare è quello di Ségolène Royal.E' ancora di ieri la visita di Zapatero a Toulouse, sempre per sostenere la candidatura Royal che, stando all'imprevedibilità tipica dei consensi che Le Pen  è capace di far saltar fuori dal cappello,rischia di non arrivare nemmeno al secondo turno.I motivi potrebbero essere diversi ,dal fatto che pur avendo stravinto alle primarie e convogliato sul partito socialista migliaia di iscritti, non è stata da questo  sostenuta a sufficienza o per l'eccessiva frammentazione delle candidature a sinistra o semplicemente perchè è una donna e allora vale la solita regola secondo la quale Sarkozy, il piacione, può esibire un programma ambiguo e articolato a slogan ,Ségolène   no, e a dispetto di un impegno profuso in una campagna elettorale defatigante ,di un programma ben fatto, esaustivo, espresso in un linguaggio comprensibile, di decine incontri ,  dei siti e dei blog e dell'enorme sforzo organizzativo per coordinare il dibattito in rete ( faccenda questa, non delle più semplici ) ,se poco poco si azzarda a non sapere quanti sottomarini ,di preciso ha la Francia,com'è capitato in un intervista con domande a trabocchetto, in televisione,il suo programma è vago e la sua capacità di governare dubbia.Basta addentrarsi nei forum di Liberation, storico giornale della sinistra francese ,niente affatto generoso con Ségolène,  per rendersi conto di come le critiche, se non concernono le competenze in campo militare,di sicuro riguardano il tradimento e l'imbarbarimento della causa socialista, una trama, che seppure fosse, sarebbe stata ordita  da una sola donna, in una sola campagna elettorale.Ha ragione Colombani : Scartare oggi per poter scegliere domani è un motto da tenere a mente.Mica solo in Francia.

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venerdì, 20 aprile 2007
13:00

L'altermondialiste

Josè BovèOse Bovè è lo slogan del candidato all'Eliseo più informale che la Francia abbia mai potuto immaginare.Chiedere agli elettori di osare, significa già annunciare una campagna in controtendenza e forse qualche dispiacere sui risultati ma se altrove, si cerca di tranquillizzare, smorzando i toni o glissando sulle tematiche più controverse, nella speranza di acchiappare quanti più voti è possibile, Bovè, mantiene il suo stile incaricandosi  di una  stagione elettorale molto appassionata, generosa  (e senza mezzi termini) sui temi dell'ambiente,della globalizzazione , del precariato e dell'antirazzismo .I suoi 125 punti per vincere - sottotitolo - Ce que nous voulons - Quello che vogliamo - portano il segno di questa schiettezza e pur conservando i toni  appassionati delle forti spinte ideali, di  un  notevole imprinting politico.Così se qualcuno pensasse di accostarsi al programma di Josè Bovè e di trovare solo qualche sviolinata ambientalista,sbaglierebbe.Ne' sfugge a Bovè l'enorme opportunità che  le presidenziali offrono all'intero movimento ambientalista di porre tematiche importanti e, al di là del risultato finale di cominciare a gettare le basi per l'attuazione di politiche future Come nel caso della prevista costruzione del reattore nucleare in Normandia :

Le Réseau Sortir du nucléaire, Federazione di 772 associazioni ambientaliste ieri ha presentato sul sito elettorale di Josè Bovè un comunicato stampa  contro la costruzuone del reattore nucleare EPR a Flamanville in Normandia.A qualche giorno dalle elezioni presidenziali - vi si legge -   le Réseau Sortir du nucléaire invita a NON votare i seguenti candidati che si sono pronunziati a favore della costruzione del reattore :

Marie George Buffet (del Partito Comunista Francese)

Arlette Laguiller (di Lutte Ouvriere)

Frédéric Nihous (Chasse Pêche Nature et Tradition)

Nicolas Sarkozy (UMP)

Gérard Schivardi (Parti des Travailleurs)

Ma quel che è più interessante è l'appello a Ségolène Royal et François Bayrou, che rispetto al costruzione del reattore hanno,in passato , riconosciuto la necessità di aprire un confronto  democratico, a dichiarare ciascuno,immediatamente, la propria volontà di annullare il Decreto e di sospendere i lavori già avviati. Provvedimento questo che secondo la Federazione dovrebbe essere assunto, dopo l'elezione presidenziale e prima delle legislative e della designazione del primo ministro (che in Francia è di competenza del Presidente della Repubblica).Mi è molto piaciuto il piglio e il tono circostanziato dell'appello che in buona sostanza può essere letto come un'offerta di sostegno al secondo turno.Speriamo che il movimento ambientalista riesca ,se non ad avere un rappresentante all'Eliseo,lo stesso a vincere la battaglia del reattore. 

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giovedì, 19 aprile 2007
14:15

Sarko, tonton flingueur libéral

Sarkozy

Contdown puntato direttamente sulla data in cui è previsto il secondo turno , marcetta ruffiana appositamente confezionata e che ricalca nel titolo e nel ritornello, lo slogan della sua campagna elettorale  - Ensamble tout devient possible - Nicolas Sarkozy,  Sarko, per l'entourage, il campione piacionico ( ha convinto persino Simone Weil che serenamente gli tira la volata, partecipando a convention rassicuranti) del centro destra francese , non  sembra nutrire particolari ambizioni interattive.Il suo sito,piuttosto convenzionale, ricalca quello dei politici americani con molti video ,sventolii e strette di mano (ma nel frattempo si è saputo che esperti statunitensi di comunicazione politica,  stanno,com'era prevedibile, studiando i siti di Bayrou e della Royal) .Del resto di Sarko, piacciono il decisionismo e le maniere spicce. Basti pensare che il suo programma elettorale non è chiamato  come quello degli altri candidati , Propositions, ma  seccamente Projet, una quindicina di voci  piuttosto scarne che culminano con un  Fiers d'être français (come se ce ne fosse bisogno da quelle parti) che non si capisce bene se sia parte integrante del Projet o  un 'esclamazione. Tuttavia anche se con la sua proposta   di un ministère de l’Immigration et de l’identité nationale  ha suscitato un vespaio, Nicolas Sarkozy nei sondaggi stacca  la Royal di qualche punto.Lacuna che al secondo turno potrebbe essere colmata da un apparentamento con Le Pen che si è già dichiarato possibilista.La stampa di sinistra si rimpalla la lista delle frasi storiche o a effetto.Il genere è  : io sono dalla parte di quelli che pagano il biglietto oppure quando gli viene rimproverato d'innervosirsi facilmente nei dibattiti  Je m’énerve pas, j’explique. La sua volontà di  nettoyer un quartier sensible au Kärcher espressa di recente, ha ricordato a molti la strategia messa in atto nelle banlieus,luoghi in cui non ha osato mettere piede.Anche se gli abitanti sensibles au Kärcher hanno provveduto egualmente a visionare i suoi manifesti.

sarkofile

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mercoledì, 18 aprile 2007
07:34

Observatoire Presidentielle 2007

blogopole_complete

Internet irrompe nella campagna elettorale francese, come era già accaduto nel Referendum  sulla Costituzione del 2005 ma in modo del tutto nuovo rispetto al passato.I principali candidati, hanno creato  siti di riferimento attraverso i quali sono espressi sia i contenuti di campagna elettorale che i dati ,le notizie,gli appuntamenti,i programmi e i dibattiti on line nei i quali  interagiscono centinaia di blog aperti dai sostenitori.Particolarmente attivi i Socialisti con i circa millecinquecento blog dedicati a Sègolene Royale, coordinati dal curatissimo  Désirs d'avenir che lavora incessantemente da assai  prima delle primarie e che ha guadagnato ai socialisti ben 16.000 iscrizioni on line .Il sito che invece segue nel modo migliore le novità della rete e che può aiutare gli elettori ad orientarsi nella  campagna elettorale è l'Osservatorio presidenziale 2007  che si propone di analizzare la parte di web  dedicata alle presidenziali allo scopo, come avverte la proprietaria RTG SAS, nella home page,di agevolare il dibattito politico ma anche di avviare un ragionamento  sulle relazioni tra politica e Internet.Nella foto è indicata la Blogopole una guida alla dislocazione dei blog politici, cliccando sull'immagine appare una mappa analitica strutturata per partiti, candidati e blog afferenti che ne facilita la raggiungibilità.Sullo stesso sito, si può verificare l'andamento di ciascun soggetto con il tendenzometro che permette di seguire il rumore informativo prodotto da ogni candidato.Mi sono fatta sedurre anch'io da questo strumento che ho inserito nella colonna a destra.Se si pensa ai lustrini dei siti o dei blog aperti dei nostri politici che poi finiscono, passata la campagna elettorale, per diventare tombe virtuali,ci si può rendere conto come Internet nella politica italiana è considerato meno di un('inutile) campagna di affissioni.La missione scientifica dell'Osservatorio Presidenziale si realizza, oltre che nei grafici di sorprendente chiarezza, anche in alcuni studi,particolarmente interessante quello sul Le web et le débat sur la constitution européenne en France occasione quella, in cui Internet ebbe un peso determinante sull'esito grazie all'azione di propaganda dei blog.Tra i siti più tradizionali ma non meno ricchi d'informazioni  ad uso degli elettori c'è  senz'altro Quel candidate  per naviganti disorientati ed incerti,  creato dalla Dauphinè Liberè un quotidiano di provincia ,ha costruito la sua fortuna con il test Quel candidat vous ressemble ? Che mettendo a confronto le risposte degli elettori con quelle dei candidati, stabilisce con buona approssimazione il grado di affinità politica.Le domande non sono affatto peregrine  - Etes-vous favorable à l'entrée de la Turquie dans l'Union européenne? - per esempio. E la relativa inevitabile  l'opzione  : Oui, si elle reconnaît le génocide arménien et redouble d'efforts sur les droits de l'homme. Così attraverso il test ho potuto scoprire anch'io di essere vicinissima a Sègolene e sua potenziale elettrice.Invece tra i più  bei blog politici visitati, segnalo   Les murmures d'Eric Dupin, realizzato da un giovane giornalista con  curriculum di tutto rispetto che cerca di analizzare con rigore  aspetti della politica francese e della campagna elettorale ,animando sul suo  blog  dibattiti piuttosto stimolanti,

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martedì, 17 aprile 2007
22:10

L'Inatteso (ma che colpa abbiamo noi)

L’Avvenire ha dedicato ieri un lungo editoriale a François Bayrou, il terzo uomo, colui che tra i due contendenti, Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, potrebbe ritrovarsi posizionato al secondo turno delle presidenziali francesi di domenica prossima, Che al quotidiano dei vescovi italiani piaccia Bayrou, definito inatteso - per gli stanchi di sinistra e destra  - a me sembra un un fatto piuttosto singolare, non fosse altro perchè con estrema chiarezza nelle sue Propositions ,ha inserito misure (piuttosto, brillanti tra l'altro) per regolarizzare la posizione e i diritti dei circa 30.000 figli di famiglie  omosessuali che oggi vivono in Francia.Quanto poi alle coppie di fatto, i Pacs,  François ha, con altrettanta chiarezza, spiegato che un ' unione civile aperta agli omosessuali  e sancita in Municipio, comporta equivalenti diritti di quelli  di un matrimonio .Ma non è tutto :  invitato dalla da la Croix, prestigioso foglio cattolico, a esprimersi a proposito della legge sulla laicità del 1905 (l quella che stabilisce i criteri della distinzione tra Chiesa e Stato francese) Bayrou l'ha definita una delle chiavi di volta della società, che noi abbiamo voluto. Io - aggiunge - sono un cristiano credente, praticante e difensore della laicità. La difendo come cittadino ma anche come credente. La fede è molto più a suo agio nella sua sfera quando è liberata dall’influenza dello stato. E vale anche l’affermazione reciproca.Quale dev’essere allora il ruolo delle religioni in una società laica?,incalza l’intervistatore?. E lui, dopo aver sottolineato che la fede ha due dimensioni, una privata e una pubblica, risponde che i governanti, gli eletti del popolo debbono tener conto delle opinioni ecclesiastiche, ma non sono tenuti a obbedire alle ingiunzioni delle chiese. Per quanto mi riguarda - spiega - non mi sento impegnato da prescrizioni che vengano dall’autorità ecclesiale, malgrado il rispetto e l’attaccamento che, in quanto uomo, possa avere per essa. È una questione cui faccio molta attenzione. 

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sabato, 31 marzo 2007
06:36

François Bayrou (laïcité à la française)

BayrouIl programma del centrista François Bayrou è articolato in ottanta punti circa.In ordine alfabetico,  da Afrique a Decentralisation ma senza tralasciare   Justice, Laïcité e Social-économie si dipanano i lemmi di questa sorta di vocabolario elettorale a pronta consultazione: Les propositions ,un 'esposizione sistematica all'interno della quale si ritrova la Francia delle Banlieus,dell'antisemitismo,della scuola,del lavoro nero e dell'immigrazione clandestina.Assenti ovviamente i Pacs che sono stati già approvati ma ai quali si accenna alla voce Homoparentalitè.Ed è a proposito dei genitori omosessuali che si ha la misura di come la Politica possa affrontare temi complessi senza equilibrismi concettuali con la sola forza del Diritto, nella chiarezza del suo bel linguaggio.Non ci sono riferimenti a radici cristiane,nessun sottile distinguo, ne' graduatorie di Valori.Nessuna considerazione a carattere morale.Al centro dell'attenzione solo ed esclusivamente la risoluzione del problema, in questo caso rappresentata dalle sorti dei 300.000 ragazzi figli di genitori omosessuali.Eppure Bayrou tutto è fuori che un uomo di sinistra.Come posizione si potrebbe collocare tra Follini e Rutelli con il quale condivide l'aspirazione a smantellare il bipolarismo europeo formato tedesco,basato sull'alternanza tra socialisti e popolari.Cattolico,moderato,post democristiano ed europeista è la prova vivente che  si possono rompere gli schematismi del Novecento,quegli stessi che ancorano la  politica a dinamiche e contrapposizioni asfittiche, ideologizzanti che qui da noi , lungi dall'essere motore di progresso, ci vedono ancora inchiodati all'affermazione della Laicità dello Stato.

Dal Programma di Bayrou:

François Bayrou défend l'inscription dans la loi de dispositions concernant les familles homoparentales, dans l’intérêt des enfants. Il s’agit de prendre en compte les situations réelles des Françaises et des Français :

Une union civile, conclue à la mairie, ouverte aux homosexuels, comportant des droits équivalents à ceux ouverts par le mariage, j’y suis fermement favorable.

Aujourd'hui, en France, quelque 300 000 enfants sont élevés par des couples homosexuels. Que se passe-t-il pour ces enfants si l’homme ou la femme qui en est responsable - l’adoptant - vient à disparaître ? Il faut créer un lien de reconnaissance de la compagne ou du compagnon qui partage la vie de l’enfant, participe à l’élever.

Je ne suis pas favorable à une adoption plénière par deux personnes du même sexe, car l'adoption, c'est la filiation, et ce serait donc accepter qu'un enfant ait deux pères, ou deux mères, ce qui pose un problème

En revanche, l'adoption simple, qui est aujourd'hui ouverte à un célibataire, devrait l'être aussi à chacune des personnes homosexuelles vivant en couples. Sans entraîner un lien de filiation, elle crée un lien d’éducation, de succession. L’adoption simple permet donc d’apporter une solution concrète, non une réponse idéologique

Les préventions vis-à-vis de l’homosexualité et des droits des homosexuels, qui subsistent dans notre société, sont une tare qui doit être combattue sans relâche.
Les préventions vis-à-vis de l’homosexualité et des droits des homosexuels, qui subsistent dans notre société, sont une tare qui doit être combattue sans relâche.
Je refuse que l’orientation sexuelle d’une personne célibataire candidate à l’adoption soit alléguée pour lui refuser l’agrément. Lorsque j’étais en charge de telles décisions, président du Conseil général des Pyrénées-Atlantiques, j’ai veillé à ce qu’il n’en soit jamais tenu compte.
La diversité des situations des familles devra mener, dans l’intérêt des enfants, à une réforme de l’autorité parentale : permettre, avec l’accord des parents biologiques, un partage de l’autorité parentale avec un tiers, dans des conditions plus larges que celles actuellement prévues par la loi.  »


 

 

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venerdì, 17 novembre 2006
13:30

Désirs d'avenir

Je voudrais dire tout le bonheur que je ressens.Je mesure l'honneur qui m'est fait par tous les militants qui sont venus qui sont venus voter massivement. Ils sont en train de me donner un élan.C'est le peuple qui s'est mis en mouvement, ce sont les militants qui se sont mis en mouvement : ils ne seront pas déçus. Nous allons ensemble construire quelque chose d'extraordinaire.

L'heure est désormais au rassemblement.
Nous allons, tous ensemble, gravir cette montagne

Je vis intensément ce moment de bonheur.
Ségolène Royal
 
Il seguente messaggio  che aveva per oggetto "Bonne Chance" - "Privilège du décalage horaire, la Polynésie a commencé à voter. Nous sommes confiants et espérons que nous aurons amorcé la Victoire" - è arrivato  al forum ospitato nel sito di Ségolène Royal , Désirs d'avenir. prima ancora che in Francia si aprissero i seggi.Poi ce ne sono stati altri ma è stato chiaro fin da subito che madame ce l'avrebbe fatta.Oltre il 60% di consensi e migliaia di nuovi iscritti per sostenere la sua candidatura alle primarie prima e all'Eliseo in futuro.
Bonjour,Ce site est un forum participatif (partecipatif è una parola chiave della campagna di Ségolène) Questo il messaggio di benvenuto del suo sito.Tutto si può dire di lei fuori che non sia una grande comunicatrice.L' instancabile  opera di tessitura rappresentata nell'immagine qui sopra, i novantacinque dipartimenti francesi più Guadalupe,Guyane,Martinica,Reunion,Polynesie francaise,Nouvelle Caledonie,Mayotte,Wallis et Fortune,più la sezione dei Francesi all'estero, ospitano decine di "comités" le cui attività autonome sono state pubblicizzate e coordinate attraverso il sito,ne sono una prova .
Ségolène ha vinto grazie  a una ferma volontà di fare chiarezza,di dialogare, di interagire con gli elettori.In questa operazione Internet è stata per lei un'alleata preziosa.Rispetto ai siti statici e autocelebrativi dei politici, quello della Royale sembra un alveare,con links riassuntivi dei dibattiti nei forum (iniziativa indispensabile,  vista la naturale anarchia delle discussioni on line),l'indicazione dei blog ufficiali dei comitati ma anche quelli dei singoli militanti o simpatizzanti.Una vera "rete" di dibattito si intreccia e si dipana intorno al programma riassunto in punti-chiave.In un'epoca in cui la partecipazione dei cittadini sembra essere il retaggio di epoche lontane Ségolène sembra aver trovato la chiave comunicativa ideale ,e non sono i suoi abiti discreti o il bell'incedere ma l'aver puntato da subito a quel desiderio di svolta,di cambiamento di cui i francesi dichiarano di avere urgente bisogno e di avere affidato il messaggio ad una campagna capillare di nuova generazione..Circa settantamila sono state le nuove iscrizioni al partito socialista che sono passate per il sito.Il popolo dei "venti euro" come viene chiamato ha addirittura trasformato il volto del partito.Ma Ségolène vince anche per l'estrema pragmaticità del suo messaggio politico.Parlare chiaro senza snaturare l'identità socialista ma senza rimanere troppo vittima del partito.Forse un passo in avanti rispetto a quel recupero di classi popolari sfuggite alla sinistra francese e finite sotto l'influenza dell'estrema destra.
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mercoledì, 15 novembre 2006
15:35

Allez Ségolène

Quest'estate Maris Match ha pubblicato le sue foto in bikini,I suoi concorrenti nel PS hanno cominciato ad attaccarla prima di tutto in quanto donna.Lunedì sera,in una delle ultime riunioni con i militanti prima del voto delle primarie.Ségolène ha ricordato polemicamente le frasi sfuggite ai suoi sfidanti dopo la sua ultima dichiarazione di candidatura per l'investitura socialista nel 2007 :Ma adesso chi si occuperà dei bambini (Fabius) o "avrebbe fatto meglio a restare a casa invece di venirci a leggere le sue schede di cucina" (Strauss Kahn).L'effetto di questi tentativi di ridicolizzazione sono stati del tutto controproducenti,hanno dato la dimostrazione che la società è più avanti dei suoi politici,problema del resto venuto alla luce su numerosissime altre questioni,Ségolène  Royale ha scompaginato la pre campagna delle presidenziali a sinistra.E' accusata genericamente di populismo per il suo modo di affrontare alcune questioni tabù a sinistra ( la sicurezza,i problemi della scuola,il controllo popolare sull'operato dei politici) e di seguire l'opinione pubblica con gli occhi fissi sui sondaggi,invece di porsi come "guida del popolo".L'obiettivo di Ségolène  è uno solo : recuperare  l'elettorato popolare che la sinistra ha perso " Più le insicurezze sociali quotidiane e la precarietà  guadagnano terreno,più i francesi hanno il mal di Francia" afferma nella sua dichiarazione di candidatura.Di qui la promessa dell'"ordine giusto" alle classi popolari,non solo in campo economico e sociale ma anche per le questioni della sicurezza.L'altra idea è la "democrazia partecipativa",per i cittadini,proposta quest'ultima  che le è valsa l'accusa di voler introdurre i Soviet o di ritornare ai Giacobini. Comunque la si veda però ,Ségolène rappresenta l'esigenza indubbia di un rinnovamento nella politica.

Scritto da sedlex in: buone notizie, Élysée
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